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Lombardia, il ponte da 350 milioni rivoluziona la viabilità sul fiume più famoso della regione

Il progetto relativo al nuovo attraversamento del fiume Adda prosegue seguendo un iter basato sulla condivisione e sulla trasparenza. Claudia Maria Terzi, assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, ha voluto rimarcare come la pianificazione dell’opera sia il risultato di una cooperazione costante tra le istituzioni. L’obiettivo è sostituire la struttura attuale con una soluzione moderna e funzionale. In merito alla procedura per il nuovo ponte San Michele tra Paderno d’Adda (Lecco) e Calusco d’Adda (Bergamo), l’assessore ha dichiarato: “Ascolto, confronto e partecipazione sono state le costanti che hanno e stanno caratterizzando l’articolato percorso per definire il progetto del nuovo ponte sull’Adda, in sostituzione dell’attuale”.

Nuovo ponte San Michele: un’opera complessa

La realizzazione di questa infrastruttura richiede un’analisi approfondita data la sua natura tecnica articolata. La Regione e Rfi non sono le uniche realtà consapevoli di tale difficoltà; il coinvolgimento degli enti locali è infatti iniziato anni fa, in concomitanza con gli interventi di manutenzione che hanno interessato il ponte storico. L’assessore Terzi ha precisato: “Sappiamo che è un’opera complessa e a saperlo non sono solo Regione Lombardia e Rfi, ma i Comuni del territorio interessati e coinvolti nella discussione decisionale sin dai tempi della chiusura del San Michele, dal 2018 al 2020, per manutenzione straordinaria e consolidamento strutturale. Era il 2019 quando invitammo Rfi a definire le prime ipotesi di alternative di tracciato per la creazione di un nuovo attraversamento del fiume Adda per il traffico stradale e ferroviario, in sostituzione dell’esistente ponte, e nel giugno 2020 discutemmo alcune ipotesi oltre a indire tavoli per raccogliere anche le prime considerazioni degli enti coinvolti, ossia i Comuni di Calusco e Paderno, il Parco Adda Nord, le Province di Lecco e di Bergamo e le Soprintendenze”.

Attivato un tavolo tecnico per lo studio di traffico

Le recenti osservazioni critiche apparse sugli organi di informazione sono state commentate dall’assessore come manovre di natura politica che non tengono conto delle necessità reali della cittadinanza e del sistema dei trasporti. La priorità resta l’edificazione di un collegamento rapido, sostenibile e capace di favorire il trasporto ferroviario. Per supportare scientificamente il progetto, è stata avviata un’analisi specifica sulla viabilità. Claudia Maria Terzi ha infatti sottolineato: “Le ultime uscite sulla stampa di alcuni sindaci sono solo strumentali per fini meramente politici che travalicano gli interessi e le esigenze concrete: realizzare quanto prima un’opera fondamentale per il collegamento tra le due sponde, capace di migliorare la mobilità, di promuovere gli spostamenti su ferro per sgravare complessivamente il sistema viabilistico, di puntare a un progetto che, frutto di un concorso internazionale, si inserisca in modo sostenibile nel paesaggio circostante. Parole che trovano conferma nei fatti, dato che abbiamo attivato un tavolo tecnico per predisporre uno studio di traffico di area vasta, così da garantire la sostenibilità trasportistica dell’opera, in linea anche con le istanze degli enti locali coinvolti nel procedimento di Dibattito Pubblico”.

L’assessore ha poi chiarito il ruolo dei vari attori istituzionali, sottolineando come le Province fungano da raccordo per i municipi e confermando che i Comuni avranno voce in capitolo durante le prossime verifiche ambientali. “A questo tavolo partecipano le Province, enti istituzionali preposti a rappresentare le istanze delle amministrazioni comunali. Regione Lombardia da sempre lavora con le Province per lo sviluppo armonico della rete stradale e delle infrastrutture sul territorio. Rimarco inoltre il grande lavoro finora svolto dalla Provincia di Lecco che ha fatto sintesi e ha portato e porterà gli interessi del territorio. Inoltre, i Comuni saranno coinvolti anche nella fasi autorizzative successive, come la VIA e la Conferenza dei servizi. Stiamo portando avanti un percorso rigoroso che tiene conto della complessità dell’opera infrastrutturale e del contesto in cui è inserita”.

No alle polemiche, per sgravare il traffico servono infrastrutture

La conclusione dell’intervento dell’assessore si è focalizzata sulla necessità di coerenza tra gli obiettivi di mobilità sostenibile e l’effettiva volontà di realizzare i lavori necessari. Senza nuove infrastrutture, il potenziamento dei collegamenti tra le province di Lecco e Bergamo risulterebbe impossibile. Terzi ha concluso con fermezza: “Basta con le polemiche figlie di un ‘ambientalismo di sinistra’ che prevede di sgravare il traffico dalla strada pensando al ferro e poi non vuole che le opere si realizzino in casa propria. Ma come pensano di farlo senza infrastrutture? Perché i sindaci non chiedono ai propri cittadini cosa preferiscono: abbandonare il collegamento ferroviario e stradale tra le due province, mantenendole come fossero un’appendice di un territorio in trasformazione, o mantenerne uno che permetta al territorio di crescere al passo con i tempi?”.

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