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Lombardia, la Svizzera batte cassa per le Olimpiadi: “Dateci 4 milioni di euro”

Manca meno di un mese all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e, mentre Livigno si prepara a ospitare le competizioni di snowboard e freestyle, la Svizzera torna a sollevare la questione economica come rivela il Corriere della Sera in un articolo di Francesca Sala.

Il punto centrale del dibattito riguarda la complessa gestione del traffico: il Canton Grigioni si trova infatti a dover affrontare oneri finanziari di rilievo per garantire la viabilità, pur non essendo formalmente tra gli organizzatori dell’evento. Secondo le stime elvetiche, la spesa per la sicurezza e l’organizzazione stradale durante i Giochi ammonterebbe a circa 5,5 milioni di franchi (poco meno di 6 milioni di euro); un paradosso per una nazione che, nel 2017, aveva scelto tramite referendum popolare di non ospitare la manifestazione.

Il piano di mobilità e la richiesta di fondi all’Italia

Le previsioni del governo di Coira indicano un transito quotidiano compreso tra le 3 mila e le 4 mila persone dirette verso la Valtellina passando per l’Engadina. Per scongiurare il rischio di un blocco stradale nel cuore della stagione turistica, le autorità grigionesi hanno pianificato un sistema di Park and Ride dislocato tra Landquart, Zernez e Müstair, potenziando contestualmente i trasporti pubblici e attuando un monitoraggio capillare degli accessi.

Il piano finanziario prevede che un milione di franchi sia a carico del Cantone, mentre altri 700 mila franchi dovrebbero derivare dagli incassi dei parcheggi. All’appello mancano però 4 milioni di franchi, somma che la Svizzera ha ufficialmente richiesto all’Italia.

“Non è il momento di fare polemiche — chiarisce sempre al Corriere della Sera Massimo Sertori, assessore regionale alla Montagna con delega ai Rapporti con la Confederazione elvetica —. Il dialogo con i Grigioni è aperto e costante. Il governo garantirà a Regione Lombardia le risorse per contribuire a parte dei costi sostenuti oltre confine, ma la cifra sarà definita dopo l’approvazione di un decreto attuativo”.

La gestione del tunnel Munt La Schera e le stime sui visitatori

Sussistono tuttavia dei dubbi sull’accuratezza delle proiezioni elvetiche, che secondo alcuni osservatori potrebbero aver sovrastimato il numero di veicoli in transito. Il perno della viabilità tra la Svizzera e Livigno rimane il tunnel del Munt La Schera: una galleria di 3,4 chilometri a corsia unica dove la circolazione è regolata da un senso unico alternato ogni 15 minuti (poiché il passo della Forcola resta chiuso durante l’inverno).

Durante il periodo olimpico, l’accesso al tunnel sarà limitato esclusivamente ai mezzi autorizzati e ai veicoli di servizio, obbligando gli spettatori a servirsi di bus navetta programmati con alta frequenza.

“Tengo a sottolineare che, secondo recenti stime, il 50% degli spettatori che arriveranno a Livigno e a Bormio dalla Svizzera pernotterà in Engadina — aggiunge Sertori interpellato dal quotidiano di via Solferino — e del restante 50%, il 20% sarà composto da cittadini elvetici che andranno a vedere le gare. A testimonianza di come l’evento rappresenti una vetrina anche per il turismo grigionese”.

Diplomazia e prospettive di sviluppo transfrontaliero

La questione è stata oggetto di discussione già a novembre, durante l’incontro a Roma tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che però non ha portato a decisioni definitive.

Nonostante lo stallo momentaneo, Sertori si dice fiducioso sulla risoluzione della vicenda. “Confido che nei prossimi giorni potremo comunicare la parte che si assumerà l’Italia”, ha affermato l’assessore, invitando a guardare oltre l’orizzonte temporale del 2026. “L’Olimpiade è un’occasione internazionale anche per l’Engadina. Il futuro sarà quello di lavorare insieme, costruendo un progetto transfrontaliero capace di creare sinergie di confine e sviluppo condiviso”.

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