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Attualità

In memoria di Javier, infermiere ucciso dal Covid. Il Valduce: “Centro medico in Perù con don Roberto”. Come aiutare

Ricorderete bene la morte di Javier Chunga, infermiere comasco ucciso dal Covid.

Una storia che abbiamo raccontato e che aveva colpito il cuore, nostro e di tutti.

Dolore al Valduce. Addio a Javier, il primo infermiere comasco morto per il Covid: “Hai lasciato il segno, non conoscerai l’oblio”

Il giorno del suo funerale è stata fatta una promessa solenne. L’Ospedale Valduce, dove Javier lavorava e era davvero (nessuna retorica del post) apprezzato e amato, si è impegnato a realizzare qualcosa di reale nel suo Paese d’origine, il Perù.

Lo racconta in queste ore Mauro Turconi, segretario generale del presidio di via Dante.

“A distanza di qualche mese si è presentata un’opportunità (chissà, forse ispirata dalla Provvidenza) per onorare quella promessa”, racconta il medico. 

“Da anni la Diocesi di Como – spiega ha una sua missione proprio in Perù e precisamente a Carabayllo, alla periferia di Lima, dove si sta realizzando un Centro Medico per l’assistenza alle famiglie più povere e dove è parroco don Roberto Seregni, sacerdote diocesano fidei donum, e proprio grazie a questo prete e ad amicizie comuni siamo venuti a conoscenza di un progetto in corso che ci è parso essere l’occasione da cogliere che si cercava”.

Dunque l’Ospedale “per scelta delle Suore Infermiere dell’Addolorata e della Procuratrice Speciale Mariella Enoc, con una donazione iniziale di 5.000 €, ha così deciso di lanciare e sostenere una raccolta fondi. Ci si è posti l’ambizioso traguardo di raggiungere 20.000 € di sottoscrizioni, da aggiungere alla somma stanziata dall’Ospedale”.

I fondi raccolti, spiega ancora Turconi “di cui il Valduce si farà garante e ne documenterà l’impiego, ovviamente unitamente a quelli che arriveranno attraverso altri canali, in Perù e in Italia, saranno utilizzati per realizzare e attrezzare il Centro Medico e poterne garantire l’avvio”.

Sotto trovate tutte le coordinate per donare ma prima aggiungiamo la lettera che don Roberto ha inviato al Valduce il 30 dicembre scorso. Dice Turconi: “Da sola vale più di mille parole”. Ecco, è vero:

Da quasi otto anni vivo a Lima, una delle megalopoli più caotiche e inquinate del mondo. La Parrocchia che mi é stata affidata è un lenzuolo di sabbia e sassi nell’estrema periferia Nord della capitale peruviana. Moderni condomini e baracche di legno e lamiera crescono come funghi nel più completo disordine.

 La parrocchia ha circa 80 mila abitanti e 23 comunità divise in 12 zone pastorali.

Questi anni di servizio nella diocesi di Carabayllo mi hanno segnato profondamente. La povertà estrema di molte famiglia, la fede limpida e serena di molti ammalati abbandonati in ospedali fatiscenti, la carità sorprendente di chi ha poco e condivide con chi non ha niente, mi ha obbligato a rimboccarmi le maniche e a cercare nuovi cammini di solidarietà e promozione umana.

Il distretto di Carabayllo ha una popolazione di circa 325mila abitanti, ma non ha nessun ospedale statale. In questi ultimi anni sono fiorite catene di (carissime) cliniche private che esigono pagamenti anticipati per qualsiasi tipo di assistenza medica, ma la maggior parte della popolazione non ha la possibilità di accedere a queste strutture.

Dopo vari anni di insistenza, il Comune ha destinato un terreno di circa 2500mq per la realizzazione di un Centro Medico statale.

Purtroppo, dopo aver costruito alcuni ambienti appena sufficienti per le vaccinazioni e gli ambulatori essenziali, le autorità non hanno più seguito il progetto. Nemmeno durante l’emergenza sanitaria sono stati destinati fondi per la crescita della struttura, il personale medico ha pagato di tasca propria l’istallazione di un tendone per assistere le emergenze Covid.

Di fronte a questa situazione e all’urgente necessità di un Centro Medico che possa assistere degnamente la popolazione, si è costituito un gruppo di volontari con la finalità di coordinare la gestione della costruzione del Centro Medico. Il gruppo dei volontari è coordinato dal dottor Freddy Hernán Paredes Alpaca, direttore medico del centro; dal signor Lorgio Dolores Campos Castañeda, presidente dei coordinatori dei quartieri del distretto e dal sottoscritto, parroco di Carabayllo.

La finalità di questa commissione è quella di coordinare il progetto di costruzione del Centro Medico a servizio della popolazione più vulnerabile. Per il momento si sono realizzate alcune attività urgenti, come l’istallazione dei bagni e di una ampia base di cemento per il tendone delle emergenze e la pulizia del terreno destinato al Centro Medico. Inoltre, per raccogliere alcuni fondi necessari per l’acquisto di lettini, sedie e tavoli, la parrocchia ha realizzato una vendita di alimenti che ha coinvolto circa 20 volontari dei differenti quartieri delle comunità.

 Il progetto del Centro Medico prevede la realizzazione, in step successivi, anche in funzione delle risorse che riusciremo a raccogliere, di almeno tre Moduli (a cui se ne potrebbero aggiungere altri), e nelle prime settimane del 2021 vorremmo iniziare a mettere le basi del primo modulo.

Il preventivo per questo primo Modulo, che è stato presentato alla commissione e che vi inoltro, è di 14.400 soles, circa 3.250 euro (peraltro per la sola realizzazione della parte muraria, a cui dovranno aggiungersi i costi per la parte impiantistica, la strumentazione e gli arredi).

Non serve aggiungere altro, ecco come aiutare:

Con un versamento sul c/c bancario intestato all’Ospedale Valduce (con causale “Centro Medico Perù”): IBAN: IT 87 B 05216 10900 000000013295

Oppure su Gofundme

Valduce in memoria di Javier: Centro Medico

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