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“Poca neve e temperature sempre più alte, no allo sci sul monte San Primo. Ecco lo studio per Regione Lombardia”

“E’ assolutamente sconsigliabile l’attuazione di un impianto sciistico per così pochi giorni all’anno”. In sintesi, è questo il messaggio finale dello studio condotto dal professore dell’Università dell’Insubria Mauro Guglimin commissionato dall’associazione Simbio, in accordo col Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’, formato da 39 associazioni.

Nell’autorevole studio scientifico – rilancia proprio il Coordinamento con una nota – viene evidenziato come risulti “insensata e insostenibile la proposta di progetto per ripristinare gli impianti sciistici sul monte San Primo“.

Attraverso i dati disponibili di Alpe Borgo – seppur riferiti a periodi limitati – e a quelli di due stazioni ARPA, lo studio del professore Mauro Guglielmin, docente Ordinario di Geografia Fisica e Geomorfologia dell’Università degli Studi dell’Insubria, effettua una previsione degli scenari climatici per la località sciistica dismessa e, prendendo in considerazione le scarse precipitazioni nevose degli ultimi anni, valuta anche la possibilità di innevamento artificiale.

Nell’analisi si attesta l’aumento progressivo delle temperature, soprattutto in inverno, anche nel territorio del Triangolo Lariano.

Ecco un passaggio dell’analisi di Guglielmin: “Si può rilevare come sia assolutamente sconsigliabile l’attuazione di un impianto la cui possibile durata di innevamento programmato potrebbe – anche solo con uno scenario moderato come questo – essere ridotta a non più di 15-17 giorni nel mese di Gennaio che renderebbe assolutamente antieconomico…”.

Molto chiara la chiosa dello studio condotto dal professor Gugliemin: “In conclusione si ritiene che le condizioni climatiche attuali e ancor più quelle future nei prossimi 15 anni e ancor più dopo, non consentano l’innevamento artificiale né la preparazione di piste da sci almeno con le tecnologie tradizionali attuali”.

“Lo studio – prosegue la nota – evidenzia inoltre come ci sia solo una ridotta quantità di dati affidabili disponibili, segnale di una scarsa conoscenza del territorio e approssimazione nell’investire fondi pubblici: a tal proposito è paradossale che all’Alpe di Borgo, ovvero la località in cui si intendono realizzare impianti di innevamento artificiale, la Comunità Montana Triangolo Lariano sia proprietaria di una stazione meteorologica che potrebbe fornire dati di qualità, ma che è guasta da ormai 18 anni“.

E ancora: “Il progetto di fattibilità – approvato dalla Comunità Montana e dal Comune di Bellagio – che vorrebbe riportare lo sci sul San Primo, non fa menzione della stazione meteorologica e delle previsioni climatiche future, per questo come Coordinamento San Primo chiederemo alla Regione di utilizzare lo studio scientifico commissionato da Simbio per una revisione del progetto, economicamente non sostenibile e anacronistico”.

Facendo seguito all’audizione dello scorso ottobre, nei prossimi giorni il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ trasmetterà alle Commissioni Ambiente e Territorio della Regione Lombardia lo studio realizzato da Guglielmin, chiedendo al Pirellone di rivedere il progetto per lo sci sul monte San Primo.

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