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Prezzi folli e invasione delle case vacanza: nella Como invivibile la coop storica aiuta chi finisce nella ‘zona grigia’

Per contrastare la crescente difficoltà nell’affittare casa a prezzi ragionevoli, il Comune di Como compie un passo concreto a sostegno dei cittadini e dei lavoratori essenziali. La Giunta comunale ha approvato l’adesione al progetto di housing sociale presentato dalla Società Cooperativa Edificatrice di Abitazioni per gli Operai, che quest’anno ha compiuto i 125 anni (fondata nell’agosto del 1901).

L’iniziativa prevede la realizzazione di alloggi a canone calmierato in via Zezio 57/b (Quartiere Giussani), sfruttando i fondi del bando regionale PR FESR Lombardia 2021-2027 (Linea 1).

Le cause della crisi abitativa a Como

Trovare casa a Como città, d’altronde, è diventato un percorso a ostacoli. Il provvedimento della Giunta individua la radice di questa sofferenza del mercato residenziale: l’alto livello dei canoni nel mercato privato locale, amplificato dalla forte diffusione delle locazioni turistiche brevi e dalla vicinanza con la Svizzera, che penalizza fortemente i residenti a reddito medio-basso.

“L’intervento prospettato risponde direttamente alle necessità della cosiddetta “fascia grigia”, esclusa sia dall’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) per ragioni di reddito
sia dal libero mercato per i costi insostenibili – si legge – La proposta sostiene le politiche comunali di attrazione e permanenza di servizi essenziali, offrendo alloggi calmierati a personale sanitario, scolastico, dei trasporti e a giovani ricercatori universitari”.

In questo quadro, l’operazione mette in campo una concreta rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, contrastando la desertificazione residenziale e promuovendo la coesione sociale attraverso modelli di gestione attiva dei vicinati.

Chi è la “zona grigia” e i beneficiari del progetto

Il cuore dell’intervento, come ccennato, è il supporto alla cosiddetta “zona grigia”. Si tratta di quel segmento di cittadini e famiglie che si trova in un limbo economico: guadagnano troppo per poter accedere alle case popolari (Edilizia Residenziale Pubblica), ma troppo poco per reggere i prezzi del mercato privato.

A beneficiare degli appartamenti a canone calmierato saranno soprattutto i professionisti dei servizi essenziali: personale sanitario, insegnanti, operatori dei trasporti e giovani ricercatori universitari. Figure chiave per la città la cui permanenza sul territorio viene così tutelata, contrastando lo spopolamento residenziale.

Un’operazione tra rigenerazione e collaborazione pubblica

L’intervento edilizio di via Zezio — per cui il Comune ha già rilasciato il Permesso di costruire — unisce la rigenerazione urbana del patrimonio esistente nel Quartiere Giussani a un solido partenariato pubblico-privato.

L’Amministrazione comunale avrà un ruolo attivo di controllo, verificando i requisiti degli assegnatari, attestando la congruità dei canoni e monitorando la gestione sociale. Trattandosi di un bando regionale in scadenza a fine ottobre 2026, la Giunta ha dichiarato l’atto immediatamente eseguibile per consentire alla cooperativa di completare la candidatura nei tempi previsti.

I prossimi passi

Con il via libera formale del Sindaco Alessandro Rapinese alla lettera di condivisione, la proposta passa al vaglio di Regione Lombardia. In caso di ammissione al finanziamento, l’iter si concluderà con la firma di una Convenzione trilaterale tra Regione, Comune e cooperativa per disciplinare la realizzazione e la gestione degli alloggi.

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