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Attualità, Cronaca

Provincia di Como, sventati 22 tentativi di truffa telefonica di finti carabinieri, funzionari comunali e impiegati di banca

Ieri, una serie di tentativi di raggiro telefonico ha interessato diversi centri della provincia di Como, ma tutti i casi sono stati sventati grazie alla prontezza dei cittadini, che non aderito alle richieste dei truffatori, chiamando subito e il Numero Unico di Emergenza 112.

Gli episodi si sono verificati principalmente nei comuni di Albese con Cassano, Laglio, Nesso e nella stessa Como, dove ignoti hanno contattato telefonicamente diverse persone fingendosi, di volta in volta, carabinieri, tecnici del gas, funzionari comunali o impiegati di istituti bancari. In altri casi sono stati inviati messaggi con l’invito a inserire le proprie credenziali bancarie con il pretesto di “mettere al sicuro” il denaro.

La tecnica più ricorrente è risultata essere quella del “finto carabiniere”: i truffatori, presentandosi come militari in servizio presso comandi realmente esistenti della zona e talvolta utilizzando nomi di carabinieri effettivi, hanno tentato di convincere le vittime con pretesti di varia natura. Tra le scuse più frequenti, il presunto coinvolgimento di un familiare in un incidente stradale oppure inesistenti problemi amministrativi legati alla targa dell’autovettura di un coniuge deceduto oppure il coinvolgimento dell’autovettura di un parente in una rapina.

Questa volta, però, il piano dei malintenzionati è fallito. Le potenziali vittime, grazie alla loro prontezza e alla crescente consapevolezza derivante dalle continue campagne di prevenzione promosse dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Como, hanno immediatamente sospettato il raggiro e contattato il 112.

Dall’altra parte della linea ha risposto un vero Carabiniere della Centrale Operativa del Comando Provinciale di Como, che ha rassicurato i cittadini, spiegando che si trattava di un tentati di truffa, tranquillizzandoli sull’assenza di qualsiasi pericolo e disponendo l’invio immediato di pattuglie nelle aree interessate.

L’efficacia dell’attività di sensibilizzazione trova conferma anche nei risultati operativi: a partire dallo scorso mese di settembre sono stati 22 i casi risolti, con 8 persone arrestate e 14 denunciate in stato di libertà per questo specifico reato.

L’Arma dei Carabinieri rinnova pertanto l’invito a tutta la cittadinanza — in particolare agli anziani e ai loro familiari — a diffidare sempre di richieste di denaro, gioielli o altri beni sia telefoniche sia a domicilio (le Forze dell’Ordine non chiedono mai soldi né oggetti di valore) ed in caso di dubbio, la scelta giusta è una sola: chiamare subito il 112.

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