“Con la nuova società spero si possa avere un confronto aperto e serrato sullo stadio. Ma io dico che è su tutto il quadrilatero sportivo e razionalista che si deve ragionare”.

Poche parole, quelle pronunciate questa mattina dall’assessore all’Urbanistica Marco Butti, ma capaci di accendere subito l’immaginazione su un tema, in realtà, eterno: il rilancio della cittadella sportiva a lago.

Peraltro, la stessa nuova proprietà del Como 1907 – la SENT Entertainment Ltd, società di media e intrattenimento con un ampio portfolio nel settore della produzione video e sede nel Regno Unito – nel primo comunicato dopo l’acquisto aveva fatto un breve accenno al futuro del glorioso Sinigaglia.
“Lavorando a stretto contatto con il Comune di Como, i partner locali e altri stakeholder chiave, sarà avviato un percorso strategico finalizzato a sviluppare una solida struttura aziendale e garantire al Como 1907 una sostenibilità finanziaria e investimenti mirati – era nero su bianco nel comunicato – Nuove infrastrutture sportive, attenzione al Settore Giovanile, lo stadio e, naturalmente, la Prima Squadra. Sono questi gli obiettivi della nuova proprietà”.

Se mai è esista (e tendenzialmente, fiumi di parole a parte, la risposta è no), pare dunque accantonata ogni ipotesi di trasferire lo stadio di Como altrove. Tanto che all’assessore Butti ha poi fatto eco l’ex dirigente del settore Urbanistica di Palazzo Cernezzi, Giuseppe Cosenza, che ha rimarcato che non esiste “nessuna ipotesi di trasferimento. E io a questo progetto (il rilancio del Sinigaglia, ndr) ci credo. Ma il Comune non attenda che arrivino gli altri, si faccia promotore”.

Non una voce qualunque, quella dell’ex dirigente comunale, poiché nel mandato precedente, assieme all’assessore Lorenzo Spallino, nel Pgt venne inserita la prospettiva della riqualificazione del Sinigaglia che “può essere conseguito anche mediante procedure ad evidenza pubblica e/o di partnerariato pubblico-privato, con la possibilità di insediare destinazioni d’uso complementari e integrative dei servizi di interesse generale”. Tradotto: l’inserimento nell’impianto di strutture “terziarie, turistico-ricettive e commerciali (esercizi di vicinato, esercizi pubblici, medie strutture di vendita)”.
Su un altro fronte – anch’esso eterno: la Ticosa – Butti ha spiegato perché la proposta dell’Hub Creativo nell’area avanzata dall’imprenditore Paolo De Santis è stata bocciata e ha poi annunciato a breve un piano del Comune di Como per il comparto.
“Perché – ha aggiunto l’assessore (intervento esteso nel video sopra) – non si può pensare che l’amministrazione recepisca passivamente una proposta, ma deve giocare un ruolo da protagonista”.