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Stop alle macchine, la multinazionale chiude l’azienda in Lombardia: licenziati tutti gli operai e un dirigente

Doccia fredda per il comparto industriale lodigiano: il gruppo belga Abriso-Jiffy annuncia la cessazione delle attività. Aperta la procedura di licenziamento collettivo per 40 operai e un dirigente.

La crisi della storica fabbrica di imballaggi

Il sipario sta per calare sulla ex Airpack di Ossago, storica realtà del territorio specializzata nella produzione di imballaggi protettivi in polietilene e polipropilene. La proprietà multinazionale ha ufficializzato ieri la decisione di chiudere lo stabilimento, lasciando senza prospettive 41 famiglie.

L’azienda, passata nel 2019 sotto l’ombrello del colosso belga Abriso-Jiffy (controllato dal 2021 dalla società finanziaria Piatraco), ha motivato la scelta con le pesanti perdite registrate nell’ultimo triennio. Nonostante i tentativi di rilancio e i piani industriali messi in atto, il calo del fatturato e degli ordinativi ha spinto la casa madre a staccare la spina.

Il faccia a faccia con i sindacati

L’annuncio è arrivato durante un incontro tra i vertici aziendali, le Rsu e le segreterie territoriali di Femca Cisl e Filctem Cgil.

“L’amministratore delegato è arrivato direttamente dal Belgio per comunicarci la chiusura definitiva – ha dichiarato Stefano Priori (Cisl) – Ieri è scattata ufficialmente la procedura dei 75 giorni. I lavoratori sono pronti allo stato di agitazione: chiederemo tempo per valutare ammortizzatori sociali, incentivi, prepensionamenti o, nella migliore delle ipotesi, un nuovo acquirente”.

Delusione e rabbia tra le fila dei lavoratori

La notizia ha colpito duramente le maestranze, che negli ultimi anni avevano affrontato riorganizzazioni e periodi di cassa integrazione con la speranza di un risanamento.

  • Le promesse mancate: Secondo i sindacati, i segnali inviati dalla dirigenza negli ultimi mesi erano di segno opposto.

  • Gli investimenti: Si era parlato di nuovi macchinari, manutenzioni straordinarie e persino dell’inserimento di nuova forza lavoro.

  • Il commento della Cgil: “Siamo arrabbiati”, commenta Morwenna Di Benedetto. “Per anni abbiamo cercato di traghettare l’azienda fuori dalla crisi. Sembrava ci fosse speranza, invece questo è un colpo durissimo per tutto il territorio”.

Prossimi passi: assemblee e mobilitazione

Nei prossimi giorni verrà indetta un’assemblea generale dei lavoratori per decidere le forme di protesta e le strategie per contrastare i licenziamenti. L’obiettivo delle sigle sindacali è chiaro: evitare il deserto industriale a Ossago e tutelare il reddito di chi, da decenni, garantisce la produzione nel sito lodigiano.

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