La complessa e discussa vicenda della “tassa sulla salute” – il contributo obbligatorio destinato ai “vecchi” frontalieri – si appresta a vivere un passaggio istituzionale decisivo.
È stata infatti fissata per il 23 aprile l’attesa audizione presso la Commissione speciale per i Rapporti tra Lombardia e Confederazione svizzera dove interverrà l’assessore regionale Massimo Sertori e il Direttore Generale della Dg Welfare.
La speranza è che dopo mesi di accese polemiche politiche si arrivi a un dunque.
Il ruolo delle opposizioni:
Sulla questione resta alta la guardia del Pd. Il consigliere regionale comasco Angelo Orsenigo, da sempre in prima linea nella battaglia contro il balzello, ha spiegato che l’esito dell’audizione sarà determinante per le mosse future.
Con l’obbligo del contributo già inserito nella Legge di Bilancio statale 2024, Regione Lombardia è chiamata a sciogliere le riserve sulle modalità operative. Sebbene Palazzo Lombardia abbia già annunciato l’intenzione di applicare l’aliquota minima prevista dalla legge – ovvero il 3% dello stipendio – mancano ancora dettagli fondamentali sulle tempistiche e sulle procedure di riscossione.
Fratture nella maggioranza e il confronto con il Piemonte
Il fronte del centrodestra non appare tuttavia granitico. Fratelli d’Italia, per voce di Giacomo Zamperini, ha espresso una posizione cauta, manifestando la volontà di procedere con l’applicazione della tassa solo a patto di una convergenza totale tra le regioni di confine: “L’intenzione è quella di applicare la tassa sulla salute se l’applicheranno tutti”, ha dichiarato Zamperini.
Il riferimento è alla Regione Piemonte, che ha più volte manifestato una palese mancanza di fretta nell’introdurre il balzello, ponendosi di fatto in una posizione di rottura rispetto alle direttive del Governo centrale.
Lo scontro sui decreti attuativi e il riflesso in Ticino
La battaglia politica si è intensificata a fine febbraio, quando i consiglieri dem Angelo Orsenigo e Samuele Astuti hanno richiesto, tramite mozione urgente, la sospensione immediata dei decreti attuativi per evitare l’avvio della riscossione.
La partita, tuttavia, travalica i confini nazionali e si gioca su un doppio tavolo internazionale: anche nel Canton Ticino è stata depositata una mozione che ipotizza la sospensione dei ristorni delle imposte alla luce della volontà delle regioni italiane di confine di dar corso alla nuova tassa sanitaria. Una mossa che rischia di complicare ulteriormente i rapporti transfrontalieri.