L’obiettivo è importante e potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nel mondo del trasporto lombardo e non solo: realizzare ben 15 vertiporti ovvero scali specifici in grado di accogliere veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale (eVTOL). Velivoli, inizialmente pilotati e in futuro a guida autonoma.

E se il debutto di questa nuova modalità avverrà a marzo a Dubai, anche in Italia e nella vicina Svizzera se ne parla da tempo. E se ne è parlato anche ieri a Lugano durante una tavola rotonda organizzata dall’associazione Carlo Cattaneo. L’evento, presieduto dall’ex ambasciatore svizzero a Roma Bernardino Regazzoni e svoltosi in collaborazione con il Consolato generale d’Italia (rappresentato dal console Uberto Vanni d’Archirafi), ha analizzato questa innovazione tecnologica e non solo.

Tra gli ospiti anche il sindaco di Varese Davide Galimberti che ha portato la propria esperienza diretta. A Varese infatti è già stata approvata la possibilità di realizzare un vertiporto ed esiste un progetto messo a punto dalla Giancarlo Zema Design Group, realizzato per FS Sistemi Urbani del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, dove si mostra come potrebbe essere la futura stazione della città.

Un vero servizio di collegamento veloce con apparecchi a decollo verticale collegherebbe gli aeroporti di Milano verso i principali centri della regione, tra cui appunto Varese e naturalmente avrebbe una valenza notevole pensando anche al vicino Ticino.

Questo perché, ad esempio, i passeggeri svizzeri rappresentano oggi circa il 4% dell’utenza complessiva degli scali gestiti da SEA Aeroporti di Milano. “Un dato che – ha detto Paolo Cappello (SEA) – si traduce in circa un milione di persone l’anno. Per servire questo bacino, la società milanese sta investendo massicciamente nella tecnologia eVTOL (veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale)”.
Ci sono però sulla strada dei vertiporti e della tecnologia eVTOL ostacoli normativi:
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Difficoltà nei processi di omologazione e certificazione.
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Carenza di costruttori europei di riferimento.
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Necessità di modelli di business solidi.
E se Varese potrebbe essere già pronta, l’accoglienza in Ticino appare più cauta. Filippo Lombardi, municipale di Lugano e responsabile politico del Lugano Airport, ha frenato gli entusiasmi per lo scalo di Agno: “Non avremo un vertiporto molto presto per due motivi: il declino dell’aviazione regionale e i costi elevati”.