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Canton Tcino, 400 milioni di franchi per cambiare la mobilità: posata la prima pietra del Tram-treno

È una simbolica posa della prima pietra che racchiude in sé il sapore della storia. La cerimonia ufficiale tenutasi ieri ha sancito l’avvio formale della fase esecutiva per la rete Tram-treno del Luganese. Si tratta di un’infrastruttura strategica che fissa al 2035 il proprio orizzonte temporale per l’entrata in funzione, ma le cui origini concettuali e progettuali affondano le radici a diversi decenni fa.

Durante il suo discorso ufficiale, il consigliere di Stato Piero Marchesi ha evidenziato la portata dell’evento: “L’opera sarà in grado di strutturare gli insediamenti e la mobilità del Luganese, mettendo in relazione le aree strategiche dello sviluppo della regione e migliorando i collegamenti e l’accessibilità del Basso Vedeggio, del Malcantone e di Lugano. Non saranno solo queste zone a beneficiare di questa infrastruttura, ma tutto il Ticino. Va infatti sottolineato che – grazie al collegamento diretto con la stazione FFS di Lugano – l’opera non ha una valenza unicamente regionale, ma anche sovraregionale, capace di ridisegnare il modo di pensare al territorio e di muoversi al suo interno”.

Un lungo binario: la cronistoria completa del progetto

I primi studi di fattibilità legati all’infrastruttura risalgono agli albori degli anni 2000. La prima analisi interlocutoria viene elaborata nel 2005, ipotizzando la connessione tra il nodo intermodale di Molinazzo e Lugano centro, contemplando anche le estensioni verso le zone di Campo Marzio e Cornaredo. Un secondo studio di fattibilità segue nel 2008, estendendo l’ipotesi di prolungamento del servizio dal nodo di Molinazzo sino a giungere al comune di Manno.

Nel 2009 si registra un passaggio politico decisivo: il Gran Consiglio approva il credito di 2 milioni di franchi necessario all’allestimento del progetto di massima. L’elaborazione si conclude ufficialmente nel dicembre del 2011. Nel giugno dell’anno successivo (2012), il Consiglio di Stato adotta il Programma di agglomerato del Luganese di seconda generazione (PAL2), collocando la rete tram-treno come pilastro e perno prioritario dell’intera rete infrastrutturale. Sempre nel corso del 2012, il parlamento cantonale concede un ulteriore credito di 7 milioni di franchi focalizzato sul progetto definitivo della tappa prioritaria dell’opera.

A seguito della firma della convenzione stipulata nel 2013 tra il Consiglio di Stato e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese (CTRL), l’intero dossier viene trasmesso nel novembre del 2014 alle autorità federale di Berna. Nel 2015, la Confederazione approva ufficialmente il PAL2.

Con l’ottenimento del sostegno finanziario da parte della Confederazione, nel maggio del 2017 il Dipartimento del territorio (DT) inoltra il progetto definitivo della prima fase all’Ufficio federale dei trasporti (UFT). Pochi mesi più tardi, l’UFT avvia formalmente la procedura d’approvazione dei piani per la tappa prioritaria. Il 2018 rappresenta un anno cruciale: vengono raccolte le opposizioni formali, il parlamento ticinese approva un credito di 63,2 milioni autorizzando complessivamente una spesa di 400,7 milioni di franchi per l’esecuzione dei lavori, e nel mese di ottobre il Consiglio federale conferma lo stanziamento del finanziamento.

Il progetto definitivo e l’iter procedurale conclusivo

Nella primavera del 2019, tenendo conto dei rilievi emersi dalle opposizioni, il Dipartimento del territorio presenta una serie di modifiche puntuali al progetto, sostenute dallo stanziamento di un credito aggiuntivo di progettazione pari a 3,5 milioni di franchi. L’UFT avvia conseguentemente l’iter procedurale per approvare i nuovi piani modificati, giungendo a pubblicare il progetto definitivo a metà del 2020.

Il triennio compreso tra il 2020 e il 2023 viene dedicato alla dettagliata esamina delle opposizioni inoltrate. Nel 2023 giunge infine la Decisione formale dell’UFT che approva i piani; in tale momento procedurale si contano soltanto cinque ricorsi ancora pendenti. Pochi mesi dopo, il 7 novembre 2023 (tre anni fa rispetto ad oggi), inizia ufficialmente l’operatività della neocostituita RTTL SA, società che rileva la gestione e la consegna del progetto direttamente dal Cantone.

L’ultimo tassello legale e vincolante si è formalizzato il 25 giugno scorso: il Tribunale federale ha respinto l’istanza per il conferimento dell’effetto sospensivo allegata all’ultimo ricorso presentato dinnanzi all’Alta Corte. Questa fondamentale pronuncia giuridica ha rimosso gli ultimi ostacoli pendenti, spianando definitivamente la strada all’apertura cantieristica e all’avvio concreto dei lavori di realizzazione dell’opera.

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