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Svizzera, truffa ad alta quota: acquisti super lusso ma la carta della coppietta criminale era tristemente vuota

Un piano sistematico basato su un trucco tecnologico sfruttato ad alta quota. Il Tribunale penale federale svizzero ha emesso la sentenza di condanna nei confronti di due cittadini francesi – una donna di 26 anni e un uomo di 29 – finiti a giudizio per aver raggirato le compagnie aeree Swiss ed EasyJet. I due imputati compravano regolarmente merce a bordo degli aerei utilizzando carte di debito prive di fondi sufficienti, approfittando dell’impossibilità tecnica di verificare in tempo reale la validità delle transazioni mentre il velivolo si trova in volo.

La condotta fraudolenta – come racconta 20 Minute – si è protratta per oltre un anno, precisamente tra dicembre 2024 e marzo 2026. In questo arco temporale, la coppia ha sfruttato la mancanza di connessione internet e di sistemi di autorizzazione online immediati sui terminali di pagamento in quota. I pagamenti elettronici passavano formalmente perché i vettori non potevano accertare all’istante la reale disponibilità economica sui conti correnti collegati alle tessere. Un espediente replicato centinaia di volte che ha permesso ai due passeggeri di accumulare ingenti quantità di beni di lusso e di consumo.

Sigarette, gioielli e orologi: un bottino da quasi 60 mila franchi

Il catalogo dei beni acquistati fraudolentemente era tutt’altro che comune o di modesto valore: la lista comprendeva infatti centinaia di stecche di sigarette, prodotti cosmetici di marca, articoli in pelletteria, gioielli preziosi, orologi, oltre a generi alimentari e bevande consumati o accaparrati a bordo.

Stando ai dati ufficiali emersi nel corso del dibattimento in tribunale, la giovane di 26 anni ha compiuto ben 159 acquisti per un valore complessivo superiore ai 34.000 franchi svizzeri. Il complice, dal canto suo, ha portato a termine 126 transazioni per una cifra vicina ai 24.000 franchi. Nel complesso, il valore della merce sottratta attraverso le transazioni fasulle ha sfiorato quota 58.000 franchi, beni che in seguito venivano interamente destinati alla rivendita sul mercato nero.

Condanne con la visuale della condizionale, multe ed espulsione

All’esito del giudizio, il Tribunale penale federale ha dichiarato formalmente colpevoli entrambi gli imputati del reato di truffa aggravata.

  • La donna (26 anni): condannata a una pena detentiva di 15 mesi, interamente sospesa con la condizionale e un periodo di prova fissato a due anni. Disposta inoltre l’espulsione dal territorio svizzero per la durata di cinque anni.

  • L’uomo (29 anni): condannato a una pena detentiva di 13 mesi, anch’essa sospesa con la condizionale ma con un periodo di prova più lungo, pari a cinque anni. A suo carico è stata comminata anche una multa aggiuntiva di 1.200 franchi per il reato di ingresso illegale in Svizzera e l’espulsione per un periodo complessivo di sei anni..

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