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Viale Geno, stop del Tar: congelato il progetto del Comune dopo il ricorso dei ristoratori

Doveva essere pronto prima dell’estate, come promesso con decisione dal sindaco Alessandro Rapinese nel febbraio scorso. Invece, in autunno inoltrato, non solo il cantiere di viale Geno resta lontano dalla conclusione, ma l’intero restyling incassa una battuta d’arresto giudiziaria. Nel pomeriggio di lunedì, il Tar della Lombardia – come riporta la Provincia di Como – ha firmato il decreto monocratico d’urgenza che accoglie la richiesta di sospensiva avanzata dai gestori di tre locali di piazza De Gasperi, bloccando gli atti comunali connessi all’intervento.

I giudici amministrativi hanno riconosciuto la presenza di “presupposti di estrema gravità ed urgenza” tali da non poter attendere la normale udienza collegiale. Il ricorso, patrocinato dagli avvocati Elisabetta ed Elia Di Matteo, punta il dito contro la quota di progetto — firmata dallo studio ArchiComo — che ridisegna la piazza compresa tra il lungolago e il primo tratto del viale.

progetto viale geno

La svolta legale è maturata a seguito delle ultime decisioni di Palazzo Cernezzi. Dopo l’avvio del primo lotto dei lavori sul lungolago lo scorso 14 settembre, il Comune aveva comunicato l’apertura imminente del cantiere in piazza De Gasperi entro fine anno, ingiungendo ai ristoratori di liberare suolo pubblico e dehor entro il 13 novembre.

progetto viale geno

Già a fine luglio, infatti, l’amministrazione aveva rilasciato concessioni temporanee non prorogabili né rinnovabili oltre quella data, confermando le paure degli operatori commerciali: non una semplice sospensione dei tavoli all’aperto durante i lavori, bensì la perdita definitiva degli spazi esterni.

progetto viale geno

Di fronte allo sfratto imminente, gli avvocati hanno integrato i motivi dell’impugnazione originaria (risalente a febbraio), ottenendo l’intervento immediato dei giudici. Il provvedimento rimarrà in vigore fino al 25 novembre, giorno in cui la quarta sezione del Tar si pronuncerà nel merito in camera di consiglio.

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