Un primo elemento colpisce immediatamente e fa capire la gravità della situazione: tutti i residenti che abbiamo incontrato e ascoltato hanno paura. Via Anzani e via Magenta da tempo sono teatro di risse, schiamazzi e atti violenti, l’ultimo solo una settimana fa, nella notte tra venerdì e sabato. Tra i tanti che hanno risposto all’appello di ComoZero per raccontare come si vive in questo angolo di città, nessuno ha infatti voluto farsi ritrarre ma tutti avevano molto da raccontare.
Si sono confidati e hanno spiegato la sempre più difficile convivenza con i gruppi di persone che stazionano fuori dalla sala scommesse e nei pressi del piccolo market orientale che vende alcolici. C’è anche chi sta cercando di vendere casa per andare altrove ma con scarsi risultati. Ma il fatto che certifica la tensione ben palpabile è che tutti, prima di confidarsi, hanno voluto, per sicurezza, riunirsi in un posto chiuso, lontano da occhi indiscreti. La situazione è peggiorata da circa cinque anni e non sembra avere uno sbocco positivo, da ricordare come all’apice di un periodo particolarmente violento il sindaco di Como, Mario Landriscina, nell’ottobre del 2018 sancì il coprifuoco in zona.
Molti oggi hanno paura a rientrare a casa la sera e c’è chi, su suggerimento delle forze dell’ordine, si chiude a chiave all’interno della propria attività commerciale. “Questo è sempre stato un quartiere accogliente – ci racconta una signora che vive qui da anni – purtroppo attorno alla sala scommesse e al vicino market di bevande e generi alimentari ruota ogni tipo di personaggio”.

I marciapiedi in poche ore si ricoprono con cumuli di rifiuti e bottiglie vuote. E i muretti dei palazzi sono diventati luogo di ritrovo e bivacco. Gesti semplici come attaccare dei biglietti con la richiesta di non sedersi e non sporcare sono durati pochi minuti. Subito dopo quei foglietti sono stati buttati in terra. Infine, oltre ai rischi di finire in qualche rissa, o di passare la notte insonne a causa degli schiamazzi, i residenti lamentano anche il il pericolo di assembramento e dunque il mancato rispetto delle norme anti Covid.
LE RICHIESTE
Esasperati da una realtà che ormai non riescono più a gestire, gli abitanti sono intenzionati a fare di tutto per riappropriarsi del loro quartiere. E soprattutto chiedono interventi risolutivi all’amministrazione.
“Il Comune ha fatto un ottimo lavoro nei giardini di via Anzani, un tempo degradati e oggi molto frequentati. Hanno messo telecamere. Perché non si pensa anche a noi?”, chiedono in coro. E se non si interverrà rapidamente centinaia di residenti sono pronti a organizzare una fiaccolata con la quale attraversare le vie dove ormai non si riesce più a vivere. E hanno deciso di farlo nelle ore serali quando la concentrazione di persone in strada è alta.
Ma questa potrebbe essere solo la forma più visibile di protesta. Chiedono infatti di assicurare controlli continui in zona e anche un presidio delle forze dell’ordine specialmente dopo il tramonto quando la situazione si fa decisamente più complicata. “Da anni segnaliamo le condizioni in cui viviamo. Chiediamo aiuto. Il Comune e le forze dell’ordine ci stiano accanto”.
LE TESTIMONIANZE
I racconti dei residenti partono tutti da una stessa, triste considerazione: un tempo nel quartiere si viveva serenamente. “Mi ricordo quando io, 43 anni fa, qui ci giocavo. Su quei muretti, oggi luogo di ritrovo di sbandati, si incontravano i ragazzini della zona per poi giocare a pallone in strada o nei cortili. Oggi i bambini neanche si vedono più. Adesso si ha anche paura di passare affianco a tutte queste persone che bivaccano. Senza poi dire che sempre stessi personaggi poi vanno a fare i bisogni dietro l’edicola, ormai chiusa e in vendita, e in qualsiasi altro angolo. Qui poi bevono e spesso fumano, le risse sono all’ordine del giorno”.
E lungo i marciapiedi non ci si muove: “Oltre che per lo sporco – dice una signora – si preferisce scendere in strada, anche chi ha un passeggino, per non passare in mezzo alla sporco e questi a gruppi di persone che spesso non hanno neanche le mascherine”. L’ultimo episodio di violenza dello scorso venerdì (video su ComoZero.it) benché brutale ormai non impressiona neanche più i residenti che nei propri telefoni hanno molti filmati che ritraggono scene di violenza e degrado.

E c’è anche chi ha subito, oltre al danno della convivenza in simili circostanze, anche la beffa. “Una sera come tante, purtroppo, in piena notte gli schiamazzi si sono trasformati in qualcosa di più. Due persone si sono messe a urlare, prossime allo scontro fisico. Mi sono limitato ad aprire la finestra e a invitarli ad andarsene – racconta un signore da sempre residente nella via – poco dopo, visto che continuavano, un altro abitante del palazzo, esasperato ha lanciato un uovo per farli allontanare. Loro in risposta, hanno deciso di prendere di mira con diverse bottiglie rotte il mio balcone. Ma ciò che più mi ha impressionato è che nei giorni seguenti sono stato anche denunciato e ho rischiato di finire nei guai”.
Queste sono solo alcune delle storie di ordinario degrado sociale. “Non bastasse – spiega una mamma – abbiamo quattro scuole a pochi metri da qui”.
L’INTERVISTA AL QUESTORE DI COMO
Il questore di Como, Giuseppe De Angelis, ben informato sugli ultimi episodi di violenza accaduti in via Anzani, è però categorico nel commentare l’allarme lanciato (articolo sopra) dai residenti che da anni lamentano una pressoché totale impossibilità di condurre un’esistenza serena in questo angolo di città dove la convivenza sociale sembra ormai impraticabile. E le sue prime considerazioni contrastano con il quadro di degrado e paura evidenziato dai cittadini.
“Non mi risulta che in questa strada sia in atto un vero allarme criminalità. Stiamo facendo tutto quanto è necessario. Quando accadono fatti violenti, come l’ultimo, interveniamo immediatamente e, infatti, anche nel caso di venerdì scorso abbiamo rintracciato in breve l’autore del gesto”, spiega il questore che non usa mezzi termini e chiarisce “non è possibile militarizzare una via. Noi controlliamo e rispondiamo alle chiamate, quando ci sono e non ci sono spesso. Di più, francamente, non è possibile fare. In zona si è fatto un lavoro egregio con i vicini giardini. Insomma, siamo presenti. Quando c’era da intervenire sulla sala scommesse lo abbiamo fatto. Poi se vengono autorizzate simili attività non è nostra responsabilità”.

Parole sicuramente significative e rispondenti alla realtà circa quanto sia possibile fare dalle forze dell’ordine. Anche se quello che segnalano con ormai sempre crescente paura e rassegnazione i residenti è un fattore più subdolo e che ormai si sta insinuando nel tessuto sociale. La loro preoccupazione, ormai più di una semplice preoccupazione, è quella di vivere in un’area dove la libertà individuale, per paura di quanto potrebbe accadere a causa della difficile convivenza, è limitata e anzi, spesso, autolimitata per non rischiare. Una situazione di impotenza ormai non più tollerabile per i residenti.
Cocaina e hashish nel locale, chiuso il bar/gastronomia Maiorca di via Magenta (angolo via Anzani)
“Il fatto che Como sia in 91esima posizione nelle più recenti classifiche per reati commessi significa che in città i controlli vengono costantemente eseguiti e che la presenza delle forze dell’ordine è adeguata”, aggiunge De Angelis. E con riferimento al passato “ricordo bene quando i cittadini presentarono un esposto corredato da foto dove si evidenziava anche una situazione, tra le altre, di presunto spaccio. Subito dopo siamo prontamente intervenuti.
