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Cinque sensi

Dopo il lockdown, addio caro Mazzini. Andrea, Maria e Katia rinascono con l’Osteria del Buonumore: “Sapori d’Emilia e il prezzo giusto”

L’antidoto per uscire dalla paura del post-lockdown? Il buonumore e quel pizzico (abbondante) di follia che, forse nel momento peggiore per fare nuovi progetti, fa abbandonare a pochi temerari la rassicurante “via vecchia” per cambiare completamente pelle.

Questo è quello che hanno fatto Andrea Masarati, Maria Rega e Katia Bellezza che, dopo mesi di chiusura forzata del loro bar/ristorante Al Mazzini, nell’omonima piazza, hanno cambiato insegna e vita e aperto l’Osteria del Buonumore.

“Abbiamo aperto il bar Mazzini nel 2008 – racconta Andrea – siamo stati i primi nella piazza e, a poco a poco, sono arrivati tutti gli altri. Così, nel 2017 abbiamo iniziato a trasformarci da semplice bar a ristorante con il nome Al Mazzini, ma il messaggio è passato poco e abbiamo continuato ad avere molti clienti soprattutto per il caffè e gli aperitivi”.

Poi è arrivato il Covid a dare uno scrollone al sogno di togliere di mezzo spritz e caffè-ristretto-ma-in-tazza-grande per far posto a salumi, vini e ai piatti cucinati dallo chef Roberto Biondini: “Da sempre la chat di Whatsapp tra noi tre si chiama Osteria del Buonumore – spiega Andrea – aprire un ristorante è sempre stato un nostro sogno e finalmente abbiamo deciso di realizzarlo e di trasformare la nostra passione comune per il buon cibo e il buon vino in un’osteria emiliana dove stare bene al giusto prezzo. E lo stop imposto dal Coronavirus, pur tra mille difficoltà, ci ha dato il tempo per realizzare questo progetto”.

Scelta coraggiosa, visti i tempi, ma che dopo pochissimi giorni dall’apertura sta già dando le prime soddisfazioni: “Sui 100 posti circa a sedere che avremmo a disposizione ne possiamo sfruttare solo una sessantina ma nel primo weekend di apertura abbiamo già avuto parecchi nuovi clienti e ottime recensioni. E ricevere i complimenti da clienti italiani, abituati a mangiare bene, vale il doppio che riceverli da chi, insieme alle lasagne, ti ordina un cappuccino”, dice Andrea sorridendo.

E il buonumore è, sicuramente, l’ingrediente segreto di questo trio di coraggiosi ottimisti: “Alcuni clienti, nel weekend, hanno detto di aver deciso di pranzare da noi dopo aver visto il nostro nome, perché quello che serve ritrovare oggi è proprio l’ottimismo – racconta Maria – mi hanno fatta commuovere”.

“Serve molto coraggio ma a noi non manca – aggiunge Katia – abbiamo scelto di puntare sulla curiosità per un posto nuovo più che sulla riapertura di qualcosa a cui abbiamo dato l’anima ma che aveva fatto il suo tempo”.

E gli abitué del caffè e dell’aperitivo al Mazzini? “Hanno capito e ci hanno fatto i complimenti per la scelta – dicono – e sono sempre i benvenuti per un tagliere di salumi e un bicchiere di vino”.

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