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Cinque sensi

Ida, la regina della Fagurida: a Tremezzo il tempio della cucina comasca. “Tradizioni mai tradite”

Cosa ci può essere di più invitante di un bel piatto di pesce di lago accompagnato da una polenta uncia, o meglio ancora, della insuperabile cucina di casa? Strano accostamento, vero?

Non di certo per i proprietari del notissimo ristorante “La Fagurida” di Tremezzo, che da quasi cinquanta anni servono nella propria abitazione, ricavata da un rustico in pietra antichissimo, pietanze deliziose di altissima qualità.

Il mix tra cucina tipica, ambiente casalingo e vista mozzafiato può sicuramente non solo ingolosire qualsiasi visitatore, ma anche far vivere un’esperienza senza precedenti.

“I miei nonni hanno aperto il locale nella loro stessa abitazione nel lontano 1974 – spiega Ida Zanotta, titolare dell’attività – poi il ristorante è passato di mano alle generazioni successive. Abbiamo sempre presentato i piatti tipici delle nostre zone e tuttora, nonostante nel tempo il tipo di turismo sul lago sia cambiato, non abbiamo abbandonato la nostra idea di cucina”.

Il menù infatti presenta solo una quantità selezionata di piatti (praticamente rimasta invariata nei decenni) che però possono soddisfare qualsiasi tipo di cliente: dall’immancabile polenta uncia al lavarello burro e salvia, fino ai tagli di carne più pregiati come tagliate e fiorentine. Non possono poi mancare delle intriganti degustazioni di vini di qualità, direttamente all’interno della cantina rustica del ristorante.

“In un certo senso cerchiamo di educare il nostro cliente, soprattutto quando proviene dall’estero – racconta Ida – molto spesso infatti i turisti chiedono semplicemente la pasta o la pizza, ma noi proponiamo loro un menù alternativo e tradizionale. E fortunatamente, dopo l’assaggio, la maggior parte delle volte i clienti sono soddisfatti dal nostro prodotto”.

L’entusiasmo per “La Fagurida” non si riscontra solo nei turisti ma anche tra i laghée: “Abbiamo la nostra clientela affezionata che si tramanda di generazione in generazione – così Ida – che non potremo mai ringraziare abbastanza per il sostegno che ci ha dato negli anni, soprattutto durante l’ultimo periodo”.

Infatti, la pandemia non ha colpito particolarmente il celebre ristorante della Tremezzina grazie soprattutto alla sua conduzione famigliare a 360 gradi: “Siamo stati davvero fortunati – ricorda la titolare – la nostra forza di sempre ci ha salvato anche questa volta, infatti essendo lo stabile di nostra proprietà non abbiamo dovuto pagare ingenti spese e tutto ciò ci ha permesso di rimanere a galla”.

La ripresa finalmente sembra dare i primi frutti: “Il ristorante, grazie anche alla stagione estiva, è sempre pieno, sembra quasi di essere tornati alla normalità – conclude – siamo addirittura arrivati al punto che dobbiamo riflettere se assumere nuovo personale. Speriamo che la situazione continui in questo modo e che possiamo rimanere aperti il più a lungo possibile”.

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