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Como, 30 anni fa l’idea rivoluzionaria che ha cambiato il teatro per sempre: orgoglio della città

Nel 2026, Opera domani, il progetto di punta di Opera EducationAsLiCo Teatro Sociale di Como, celebra trent’anni di attività raggiungendo la sua XXX edizione. Si tratta di un traguardo unico in Italia e in Europa per continuità, qualità artistica e impatto educativo, ottenuto grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo. Per festeggiare l’anniversario, la stagione 2025/2026 presenta un doppio titolo: il grande classico Rigoletto e la nuova produzione originale Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio, confermando la vocazione all’innovazione, all’inclusione e al coinvolgimento attivo del giovane pubblico.

Un successo internazionale che unisce i teatri del mondo

Il format di Opera domani, pioniere dell’educazione all’opera per i piccoli, ha superato i confini nazionali. I titoli che hanno debuttato in Italia nelle scorse stagioni sono oggi in scena nei più grandi teatri internazionali: da Falstaff, gli allegri giocattoli di Windsor ad Avignone, a Flauto magico in Oman, fino a Turandot a Rouen e in Corea a Daegu, e Hansel e Gretel a Parigi. In Italia, si rafforzano costantemente le collaborazioni con prestigiose istituzioni come la Fondazione Teatro alla Scala di Milano, la Fondazione Teatro Massimo di Palermo e la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

Da ormai tre decenni, Opera Education valorizza il teatro d’opera come opportunità di scoperta e immersione nella bellezza, svincolandola da pregiudizi che tendono a considerarla antiquata o di difficile attrattiva per le nuove generazioni. Dominique Meyer, Presidente del Teatro Sociale di Como AsLiCo, sottolinea il valore del progetto: “Per un giovane artista Opera domani rappresenta un’opportunità concreta di crescita, capace di unire formazione, esperienza professionale e visione del futuro, accompagnando la nascita e il consolidamento di nuovi percorsi artistici. Molti dei professionisti che oggi calcano i palcoscenici dei più importanti teatri d’opera internazionali cantanti, direttori d’orchestra e registi hanno iniziato il proprio cammino proprio all’interno di questo progetto. La maggior parte di loro sono stati finalisti o vincitori del Concorso Internazionale AsLiCo per giovani cantanti lirici. Ritrovarli oggi nelle grandi produzioni è ogni volta motivo di profondo orgoglio”.

La famiglia di Opera Education e la missione educativa

La missione di Opera Education si fonda su due parole chiave: mediazione e partecipazione. Attraverso una piattaforma articolata, il progetto propone spettacoli su misura per ogni fascia d’età:

  • Opera meno9: percorso laboratoriale per famiglie in dolce attesa.

  • Opera baby: per piccolissimi dai 6 ai 36 mesi.

  • Opera kids: spettacolo musicale per l’età prescolare (3-6 anni).

  • Opera domani: il cuore del progetto, dedicato a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni.

  • Opera white: proposta dedicata agli anziani ospiti delle RSA.

Il sistema offre strumenti specifici per docenti ed educatori, alleati fondamentali che beneficiano di percorsi e materiali curati. Alle famiglie vengono fornite occasioni di incontro per portare i figli a teatro. L’esperienza permette di scoprire l’opera ben prima della messa in scena, imparando cori e coreografie a casa o in classe, trasformando lo spettacolo in una festa collettiva dove il pubblico è protagonista.

Storia di un’intuizione visionaria nata nel 1996

Il progetto nasce nel 1996 al Teatro Sociale di Como da un’idea di Barbara Minghetti, con il supporto didattico del musicologo e didatta Carlo Delfrati. L’intuizione pionieristica fu quella di creare opere liriche partecipative per le scuole. Il percorso educativo per le scuole primarie e secondarie si sviluppa durante tutto l’anno e comprende la formazione docenti (riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito), il percorso in classe con materiali didattici multimediali e, infine, lo spettacolo d’opera partecipativo di 70 minuti.

Dal 2003, le recite si sono aperte anche alle famiglie con Opera family, supportata dal Kit dello spettatore digitale scaricabile dal sito di Opera Education (www.operaeducation.org). Barbara Minghetti, Ideatrice e curatrice dei progetti, afferma: “Opera domani nasce con un sogno preciso: far vivere ai bambini seduti in platea la bellezza e l’emozione di ascoltare e vivere un’opera, diventandone protagonisti. Ormai da trent’anni questo progetto accompagna generazioni di bambini, famiglie e insegnanti in un percorso di scoperta, educazione e meraviglia. È la dimostrazione più pura che l’opera è ancora viva – viva nei teatri, nelle scuole, nei cuori di chi la ascolta e la fa rivivere”.

Un impatto culturale e sociale senza precedenti in numeri

In trent’anni, i risultati testimoniano un impatto straordinario:

  • 1.500.000 bambini e ragazzi coinvolti.

  • 50.000 insegnanti formati.

  • 700 artisti coinvolti.

  • Una rete di 74 teatri in 47 città italiane e 14 internazionali.

L’eccellenza del progetto è confermata da numerosi premi: il Premio Abbiati (2000 e 2022), il Premio Hystrio (2004), il Fedora Prize (2015), il Next Stage di Fedora Platform (2022) e il MozartWays Award (2006).

Inclusività e accessibilità: un teatro aperto a tutti

Opera Education promuove un approccio inclusivo con strumenti di accessibilità come l’audiolibretto, materiali semplificati ad alta leggibilità e contenuti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Video e coreografie in Lingua dei Segni Italiana (LIS) favoriscono la partecipazione di persone sorde, mentre per alcune repliche è prevista l’audiodescrizione dal vivo per il pubblico con disabilità visive.

Il vivaio dei talenti: registi e cantanti della scena contemporanea

Opera domani si è affermata come laboratorio per artisti oggi protagonisti della lirica. Tra i registi figurano Davide Livermore, Francesco Micheli, Gabriele Vacis, Damiano Michieletto, Serena Sinigaglia, Stefano Vizioli, Silvia Paoli, Andrea Bernard, Stefano Simone Pintor, Manuel Renga, Daniele Menghini e Andrea Piazza. Il progetto ha lanciato cantanti come Andrea Mastroni, Gezim Myshketa, Manuela Ranno, Enea Scala, Mariangela Sicilia, Maria Teresa Leva, Davide Luciano, Raffaella Lupinacci, Riccardo Fassi, Clarissa Costanzo, Ruzil Gatin, Francesca Di Sauro, Francesca Benitez, Valerio Borgioni e Benedetta Mazzetto. Sul podio si sono formati direttori quali Giampaolo Maria Bisanti, Jacopo Rivani, Alessandro Palumbo, Michele Spotti, Riccardo Bisatti, Enrico Lombardi e Sieva Borzak.

Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio: la sfida del cambiamento climatico

Il 2026 vedrà il debutto nazionale di Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio al Teatro Malibran di Venezia il 29 gennaio. Quest’opera civica contemporanea, con musiche di Giovanni Sollima e libretto di Giancarlo De Cataldo, è una commissione della Fondazione Teatro La Fenice e AsLiCo, coprodotta con l’Opéra Grand Avignon e il Festival Internacional de Música y Danza de Granada.

L’opera affronta il tema dello scioglimento dei ghiacciai con il supporto scientifico dell’Istituto di Scienze Polari del CNR. Lo spettacolo, diretto da Julia Cruz con la regia di Lorenzo Ponte, è inserito nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.

Andrea Erri, Direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice, dichiara: “Quando un’istituzione storica e di rilievo internazionale come la Fondazione Teatro La Fenice sceglie non solo di produrre, ma di scendere in campo come co-ideatrice di un progetto, significa riconoscere all’opera la sua funzione originaria: quella di essere specchio della società e motore di riflessione civile. È stata una nostra precisa volontà, condivisa fin dalla genesi di questa nuova commissione, quella di coinvolgere attivamente l’Istituto di Scienze Polari del CNR. L’innovazione reale di Piccolo Orso risiede proprio qui: aver abbattuto gli steccati tra cultura umanistica e scientifica, provando che sono lenti complementari e indispensabili, insieme, per mettere a fuoco la realtà. In questo contesto, la musica si riappropria della sua funzione più alta: farsi medium universale per scuotere le coscienze, dimostrando che l’opera lirica è un linguaggio vivo, capace di parlare alle problematiche degli uomini di oggi con la stessa forza con cui parlava a quelli di ieri”.

Paolo Pinamonti, Direttore artistico del Festival di Granada, aggiunge: “Ho seguito sempre con grande interesse i progetti di Opera domani e negli ultimi anni ho collaborato con le iniziative promosse dall’AsLiCo, dal 2022 al Macerata Opera Festival al Festival Internacional de Música y Danza de Granada dello scorso anno. Quest’anno con la coproduzione per l’opera bilingue, Il piccolo orso/El pequeño oso di Giovanni Sollima e Giancarlo di Cataldo, Barbara Minghetti, la sua direttrice, ha creato le basi per un grande progetto europeo, che non solo avvicina al mondo del teatro musicale i più giovani in Italia, in Francia e in Spagna e si apre al contemporaneo con l’incarico di una nuova opera a Giovanni Sollima, ma ci invita altresì a riflettere su un tema ormai non più rinviabile, quello del cambio climatico, che purtroppo lasceremo come eredità ai più giovani. A conclusione è bello ricordare che, se l’AsLiCo festeggia con questa produzione i trent’anni di Opera domani, a Granada festeggiamo i 75 anni di vita del più antico festival musicale spagnolo, che si aprirà il 19 maggio proprio con le rappresentazioni del Pequeño oso.

Frédéric Roels, Direttore dell’Opéra Grand Avignon, conclude: “L’opera parla del mondo di oggi, l’opera parla del mondo di domani. Il progetto Opera Domani, al quale siamo regolarmente legati da diversi anni, ha senso perché riunisce, attorno a emozioni comuni, spettatori e artisti di generazioni diverse. Nell’opera Le petit Ours et la montagne de glace, la questione della trasmissione è al centro del tema: non solo quella di un’arte che amiamo e che ci fa vibrare, ma anche quella del mondo fisico che lasciamo alle generazioni future. Di quale pianeta erediteranno? Quale vita sarà possibile domani? Siamo particolarmente orgogliosi di porci queste domande in partenariato con i nostri amici italiani e spagnoli e di vedere questo progetto circolare in così tanti luoghi diversi”.

Sostenibilità e sinergie con il territorio

La produzione valorizza la sostenibilità attraverso l’uso di materiali certificati e riciclati. Gentili Mosconi SpA contribuisce con la donazione di tessuti secondo criteri di economia circolare, mentre Orticolario offrirà agli alunni lombardi semi di gerbere come ricordo dello spettacolo. A Como, lo spettacolo andrà in scena il 7, 8 e 9 maggio 2026 durante la Climate Week, ospitando anche il forum annuale di Opera Europa dedicato all’Education & Outreach dal 6 all’8 maggio.

Sinossi di Piccolo Orso e la montagna di ghiaccio

La trama segue i fratelli Piccolo Orso e Piccola Orsa in un viaggio epico nell’Artico in crisi. Separati dallo scioglimento dei ghiacci, Piccolo Orso viene ingannato dal venditore Mangianeve, che vuole trasformare la zona in un parco giochi, Ghiacciolandia. Piccola Orsa viene invece salvata dalla Regina dei Ghiacci. Grazie all’aiuto del turista Quantosonofico e di un fedele Tricheco, i due fratelli si ricongiungono e, attraverso il loro canto puro, guariscono la montagna ferita dall’inquinamento, ristabilendo l’armonia tra uomo e natura.

Il cast include Irene Celle e Federica Livi (Regina), Luisa Bertoli e Solomia Antonyak (Piccola Orsa), Gianluca Moro e Luis Arance Ortega (Piccolo Orso). Per ulteriori dettagli e per visionare il trailer di Acquaprofonda.

Il sito ufficiale www.operaeducation.org.

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