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Guido Boriani, quando il colore diventa scoperta: a Como la mostra antologica

Dal 9 all’11 ottobre allo Spazio Diaz di Como una mostra antologica racconta l’evoluzione artistica di Guido Boriani: dai primi lavori astratti fino ai paesaggi, alle nature morte e ai ritratti. Una storia iniziata quasi per caso e cresciuta nel tempo, tra ricerca, sperimentazione e colore

A volte scopriamo una passione quando meno ce lo aspettiamo. È successo a Guido Boriani, laureato in filosofia e con una vita professionale trascorsa nel mondo dei libri, che si è avvicinato alla pittura in età adulta. Prima, però, c’era già la fotografia: Guido amava soffermarsi sui piccoli particolari degli oggetti comuni, quelli che spesso sfuggono allo sguardo. Li fotografava, li ingrandiva e giocava con forme e colori, trasformandoli in immagini nuove e sorprendenti. Da qui nasce il desiderio di trasferire quelle immagini sulla tela. Quella che inizialmente era una semplice sperimentazione si trasforma così, poco alla volta, in qualcosa di molto più importante.

Oggi le diverse tappe di questa esperienza si ritrovano nella mostra antologica allo Spazio Diaz, in via Diaz 58 a Como, che Boriani ha scelto di regalarsi in occasione del proprio compleanno.

Prima della pittura c’era già uno sguardo

L’incontro all’Atelier con Germano Bordoli, amico e poi maestro, dà forma a quella prima intuizione. Guido comincia a trasferire sulla tela le immagini nate dalle sue fotografie e scopre una sensibilità particolare per il colore e il piacere di dipingere. Nascono così i primi lavori astratti, legati proprio a quel modo così personale di osservare la realtà: partire da un minuscolo frammento, ingrandirlo e trasformarlo fino a renderlo quasi irriconoscibile. È il micro che diventa macro, e un semplice dettaglio può trasformarsi in qualcosa di completamente nuovo.

Dall’astratto alla figura

Cinque anni fa, nella sua prima mostra “La danza di Shiva”, Boriani esponeva soprattutto opere astratte. Da allora ha esplorato il figurativo, passando da paesaggi e nature morte fino ai ritratti, sempre con la voglia di sperimentare e mettersi alla prova.

Guardare e vedere

C’è però qualcosa che lega le opere di ieri a quelle di oggi: il modo di osservare ciò che ha davanti. Fin dall’inizio Boriani si è soffermato su particolari che spesso sfuggono. Un riflesso, una forma, una sfumatura possono diventare il punto di partenza per vedere un oggetto conosciuto con occhi diversi.

Ed è forse questo uno degli aspetti più belli della sua pittura: l’invito a fermarsi un momento e a osservare davvero. Perché a volte basta cambiare lo sguardo per scoprire qualcosa che era sempre stato davanti ai nostri occhi.

Una mostra per festeggiare

Allo Spazio Diaz si incontreranno le diverse anime della pittura di Guido Boriani, dai primi astratti fino ai lavori figurativi e ai ritratti. Guido ha scelto di festeggiare il suo compleanno con l’arte. Un regalo a se stesso, ma anche a chi avrà voglia di entrare nel suo mondo, fatto di immagini, colore e passione. La mostra antologica sarà visitabile dal 9 all’11 ottobre allo Spazio Diaz, in via Diaz 58 a Como. L’inaugurazione è in programma venerdì 9 ottobre alle 18.30 ed è aperta al pubblico.

 

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