Il numero di novembre 2026 della rivista musicale nazionale ospita in copertina i due musicisti e allega un album dedicato al compositore genovese. Tra i brani una nuova elaborazione de “La Campanella” per violino e chitarra. Il progetto, sostenuto dal CIDIM, nasce da quindici anni di collaborazione artistica e amicizia. In queste ore i due interpreti partono per una tournée di tre settimane tra Giappone e Corea del Sud
Un nuovo capitolo nel segno di Niccolò Paganini, quindici anni di musica condivisa e un riconoscimento importante nel panorama editoriale musicale italiano. Il violinista Davide Alogna e il chitarrista Giulio Tampalini sono i protagonisti della copertina del numero di novembre 2026 di Suonare news, una delle principali riviste musicali nazionali, distribuita nelle edicole di tutta Italia. L’uscita è accompagnata da una lunga intervista ai due interpreti e da un CD dedicato alle composizioni di Paganini.

L’incisione è il frutto di quindici anni di collaborazione, concerti e amicizia, durante i quali Alogna e Tampalini hanno sviluppato una profonda affinità musicale. Tra i momenti più interessanti del programma figura una nuova elaborazione della celebre La Campanella, tratta dal Secondo Concerto per violino e orchestra di Paganini, firmata da Tampalini per violino e chitarra. Il repertorio comprende inoltre la Sonata concertata, alcune pagine tratte dal Centone di sonate, il Cantabile e la Grande Sonata per chitarra sola.

“Credo sia il più bel CD che abbia mai registrato. Dentro ci sono quindici anni di amicizia, concerti e una profonda affinità musicale con Giulio”, racconta Alogna, sottolineando il valore personale di un progetto che rappresenta una tappa significativa nel percorso condiviso dai due musicisti.
Tre settimane in tournée tra Giappone e Corea del Sud
La pubblicazione coincide con un nuovo importante impegno internazionale. Proprio in queste ore Alogna e Tampalini partono per una tournée di tre settimane tra Giappone e Corea del Sud, con concerti in prestigiose sale dei due Paesi. Il viaggio sarà seguito da altri appuntamenti in Italia, in Europa e nel resto del mondo.

Il progetto è sostenuto dal CIDIM. Giulio Tampalini, artista Warner Classics e tra i chitarristi italiani più apprezzati sulla scena internazionale, porta nell’iniziativa la propria esperienza concertistica e discografica. Nel suo percorso figurano anche due concerti per chitarra e orchestra composti espressamente per lui da Giovanni Allevi: Rapsodia italiana (2018) e Joie de vivre (2025).
Un violino del 1897 e una storia che riporta a Como
Il progetto custodisce anche una vicenda umana e musicale particolarmente significativa, legata al territorio comasco e alla storia personale di Davide Alogna, nato a Palermo il 19 ottobre 1980 ma comasco da sempre, cresciuto musicalmente e professionalmente a Como, città nella quale vive e lavora.
Per questa registrazione il violinista ha scelto uno strumento di straordinario valore storico e affettivo: un Leandro Bisiach del 1897, costruito a Milano e appartenuto al maestro Fernando Antonelli, docente al Conservatorio di Milano. È un violino che, indirettamente, ha contribuito a cambiare la vita di Alogna.
Da bambino Davide studiava pianoforte. Un giorno Federico Marincola, liutista e amico del padre, accompagnò la famiglia a casa del maestro Antonelli. In quell’occasione il piccolo Davide si trovò davanti a un’orchestra di bambini che suonavano insieme. Per un bambino abituato fino a quel momento a studiare individualmente, l’esperienza fu una vera folgorazione. Antonelli gli mise un violino tra le mani, lo incoraggiò a entrare in Conservatorio e gli trasmise soprattutto una visione aperta e appassionata della musica, senza distinzioni o barriere tra classica, pop e jazz. Il primo suono di violino ascoltato da Davide così da vicino proveniva proprio dal Bisiach.
Prima di scomparire, nel 2019, il maestro Antonelli aveva confidato alla moglie Stefania il desiderio che un giorno anche Davide potesse suonare quello strumento. Grazie alla profonda amicizia nata negli anni con Stefania, da circa un anno il violino è suonato dal musicista comasco.
“Quella voce calda mi era rimasta nel cuore. Ritrovarla sotto le mie dita significa ritrovare qualcosa dell’emozione da cui è cominciato tutto”, racconta Alogna.
Il ricordo del Duo Paganini: un cerchio che si chiude
C’è un ulteriore dettaglio che rende ancora più particolare questa storia. Il primo concerto per violino che Alogna ascoltò da bambino fu proprio un’esibizione del maestro Antonelli insieme al chitarrista Guido Fichtner, nel Duo Paganini. Un ricordo che oggi assume un valore quasi simbolico: Fichtner è infatti attualmente collega di Alogna al Conservatorio di Como.

A distanza di tanti anni, il violinista si ritrova a interpretare proprio le musiche di Paganini in duo con Giulio Tampalini, utilizzando quello stesso violino che aveva accompagnato la sua prima, decisiva folgorazione musicale. Una coincidenza che diventa un filo conduttore tra passato e presente, tra la memoria di un maestro, la formazione di un giovane musicista e la maturità di un interprete affermato sulla scena internazionale.
“Da bambino ascoltavo quella voce. Oggi ho la fortuna di farla ascoltare”.
È forse in queste parole che si racchiude il significato più profondo di questa esperienza: non soltanto un’incisione discografica, ma la restituzione di una storia musicale e umana attraverso uno strumento che porta con sé memoria, identità e riconoscenza.
Davide Alogna, una carriera internazionale con radici a Como
Davide Alogna si è diplomato con lode in violino e pianoforte al Conservatorio di Como e in violino e musica da camera al Conservatorio di Parigi, dove ha ottenuto il Premier Prix all’unanimità. Si è successivamente perfezionato con Giuliano Carmignola all’Accademia Chigiana di Siena.
La sua attività concertistica lo ha portato a esibirsi regolarmente in alcune delle più prestigiose sale del mondo, tra cui la Carnegie Hall di New York, il Teatro alla Scala di Milano, la Philharmonie di Berlino e la Suntory Hall di Tokyo. Come solista ha collaborato con importanti orchestre internazionali, tra cui la London Symphony Orchestra, la Filarmonica Arturo Toscanini, l’Orchestra Sinfonica di Milano, i Cameristi della Scala, i Musici del Teatro alla Scala, la Hannover Chamber Orchestra, la Thailand Philharmonic, la Armenian State Orchestra, la Cairo Symphony, la Wrocław Philharmonic, l’Orchestra de Estado de México e la Porto Alegre Symphony, oltre a numerose altre formazioni.
Nel corso della sua carriera ha condiviso il palcoscenico con musicisti di fama internazionale come Natalia Gutman, Elisso Virsaladze, Enrico Pace, Bruno Canino e Giulio Tampalini. La sua discografia comprende pubblicazioni per Warner Classics, Brilliant Classics, Naxos, Amadeus e Suonare news. Particolarmente significativo è il suo impegno nella riscoperta del repertorio italiano del Novecento, con il recupero di opere di Respighi, Castelnuovo-Tedesco, Margola, Fano e Wolf-Ferrari. È inoltre revisore per le case editrici musicali Curci e Ricordi.
Dal 2023 è solista in residence dei Musici del Teatro alla Scala. A Como ricopre il ruolo di docente di violino presso il Conservatorio ed è direttore artistico di Comoclassica. Dal 2025 è inoltre responsabile artistico del Barock Festival di Piazza Armerina, in provincia di Enna. Alogna suona tre strumenti di particolare pregio: un Antonio Stradivari del 1715, un Leandro Bisiach del 1897 e un Gaspar Borchardt del 1994.
Giulio Tampalini, un interprete di riferimento della chitarra italiana
Nato a Brescia il 19 novembre 1971, Giulio Tampalini si è diplomato con lode in chitarra al Conservatorio di Cuneo. La sua carriera è stata contraddistinta fin dagli esordi da importanti riconoscimenti internazionali. È risultato vincitore di numerosi concorsi, tra cui lo Yepes di Sanremo, il Sor di Roma e l’Andrés Segovia di Granada. Nel 2014 ha ricevuto a Milano il Premio delle Arti e della Cultura.

Ha ottenuto due Chitarre d’Oro per il miglior disco: nel 2003 per l’integrale delle opere di Tárrega e nel 2018 per le opere complete per soprano e chitarra di Castelnuovo-Tedesco. La sua attività concertistica si sviluppa regolarmente in Europa, Asia e Stati Uniti, sia come solista sia in collaborazione con orchestre.
La vasta discografia comprende il repertorio italiano del Novecento, le opere per chitarra di Castelnuovo-Tedesco, il Concierto de Aranjuez di Rodrigo, le Sei Rossiniane di Giuliani e importanti integrali dedicate a Tárrega, Llobet, Matiegka, Legnani, Rodrigo e Villa-Lobos. È docente di chitarra al Conservatorio “Donizetti” di Bergamo e alla Fondazione Accademia Internazionale di Imola “Incontri con il Maestro”. Tiene regolarmente masterclass in Italia e all’estero.
Artista Warner Classics e D’Addario, suona chitarre realizzate dal liutaio inglese Philip Woodfield. Nel suo percorso artistico occupano un posto particolare i due concerti per chitarra e orchestra che Giovanni Allevi ha composto per lui: Rapsodia italiana del 2018 e Joie de vivre del 2025.
A descrivere la sua personalità artistica sono particolarmente significative le parole del chitarrista e compositore Angelo Gilardino: “Credo abbia ben pochi uguali, tra concertisti, la sua deliberata e gioiosa volontà di spendersi in mille modi e in mille direzioni per regalare emozione, struggimento, rapimento al suo pubblico”.
La scheda del CD
Titolo: Niccolò Paganini – Composizioni per violino e chitarra
Interpreti: Davide Alogna, violino; Giulio Tampalini, chitarra.
Etichetta: Suonare records – SNR 342.
Rivista: Suonare news, novembre 2026, numero 342.
Durata: 60 minuti e 55 secondi.
Registrazione: Bartók Studio, Bernareggio (MB), 7–8 settembre 2026.
Strumenti: violino Leandro Bisiach, Milano 1897; chitarra Philip Woodfield, 2019.
Sostegno: CIDIM.
Distribuzione: CD allegato al numero di novembre di Suonare news, disponibile nelle edicole di tutta Italia.
