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Miniartextil 35, a Como la fragilità diventa arte: dieci sedi per una superlativa mostra diffusa

Fili, nodi, intrecci e materiali che raccontano la precarietà dell’esistenza, ma anche la capacità di resistere, cambiare e ricominciare. È attorno a queste suggestioni che si sviluppa Miniartextil 35 – La Poetica della Fragilità, la mostra internazionale di arte tessile contemporanea inaugurata sabato 3 ottobre e visitabile fino al 1° novembre 2026.

Organizzata dall’associazione culturale Arte&Arte APS, la trentacinquesima edizione della rassegna trasforma Como e il suo territorio in un percorso espositivo diffuso, coinvolgendo dieci sedi tra la città e la provincia. Un progetto che, nel celebrare oltre tre decenni di storia, rinnova la vocazione di Miniartextil a mettere in relazione l’arte contemporanea, i luoghi e le persone.

Il tema scelto per il 2026 invita a guardare alla fragilità non come a un limite o a una debolezza, ma come a una risorsa. In una società che premia la competizione, la prestazione e il desiderio di prevalere sugli altri, la mostra propone una prospettiva diversa: riconoscere i propri limiti, accettare il cambiamento e trovare la forza di ricostruirsi dopo una rottura.

Una riflessione che trova nell’arte tessile un linguaggio particolarmente efficace. Fili e intrecci danno vita a forme capaci di essere, nello stesso tempo, fragili e solide, restituendo la complessità delle relazioni umane e il delicato equilibrio tra vulnerabilità e resistenza.

La curatela è affidata a Chiara Ghizzoni, con la collaborazione di Luigi Cavadini per la Galleria The Art Company.

Cinquantaquattro minitessili e grandi installazioni internazionali

Sono 54 i minitessili selezionati per questa edizione, affiancati da grandi installazioni realizzate da artisti provenienti dall’Italia e da altri 30 Paesi. Opere differenti per materiali, dimensioni e approcci, accomunate dalla volontà di esplorare il tema della fragilità attraverso le molteplici possibilità espressive della fiber art.

Il cuore storico della manifestazione resta quello dei minitessili, lavori di dimensioni contenute – non superiori a 20 centimetri per lato – che dal 1991 rappresentano il segno distintivo di Miniartextil. Selezionati attraverso una call internazionale, questi piccoli manufatti sono uno spazio di sperimentazione in cui tecniche e materiali tradizionali si confrontano con linguaggi artistici contemporanei.

Accanto a loro, le installazioni di grande formato ampliano il dialogo tra arte e architettura, coinvolgendo il pubblico in esperienze che trasformano la percezione degli ambienti.

L’arte incontra i luoghi storici di Como

Il percorso espositivo attraversa alcuni edifici di particolare valore storico e culturale. A Palazzo del Borgo, in via Borgovico, trova spazio la sezione dedicata ai minitessili, mentre la vicina chiesa di Sant’Agata vecchia ospita le opere di Federico Gori, Parul Thacker, Noémi Barbaglia e Latifa Echakhch.

Per l’occasione, Federico Gori presenta due lavori realizzati appositamente per la chiesa. Sacrato trasforma blocchi di porfido recuperati in colonne esagonali irregolari, in un dialogo con il pavimento e con la memoria dei passi verso la soglia sacra. Quello che le mani non sanno è invece un’installazione sonora che intreccia i movimenti dell’artista e del figlio Gabriele, dando forma al legame tra padre e figlio e alla fragilità che attraversa ogni relazione.

Nella chiesa di Sant’Agata trova spazio anche la ricerca di Parul Thacker, che unisce tessitura, ricamo e suono in The Book of the Time-Travellers of the Worlds – Chapter 1. L’opera, già presentata alla Biennale di Venezia del 2024, nasce da un viaggio dell’artista alle Svalbard e mette in relazione immagini tessili, paesaggi artici e composizione sonora.

Le opere di Noémi Barbaglia e Latifa Echakhch completano il percorso, affrontando rispettivamente il rapporto tra corpo e spazio e la trasformazione poetica di materiali quotidiani. In Still, Barbaglia lavora sulla soglia tra stabilità e dissoluzione; Entre la nuit et l’aurore (Between night and dawn) di Echakhch utilizza vetro e filo di nylon per evocare l’instabilità del passaggio tra buio e alba.

Un’altra installazione site-specific è protagonista dell’antica chiesa di Sant’Orsola. Nella cappella retrostante, l’artista giapponese Yasuaki Onishi presenta Distance to Forest, un paesaggio sospeso composto da rami, sottilissimi fili di colla a caldo e un grande telo di polietilene. Una foresta effimera, in cui natura e artificio si incontrano e la precarietà dei materiali diventa parte integrante dell’esperienza.

Alla Galleria The Art Company, invece, è esposta Después del vuelo, el rastro di Paloma de la Cruz. L’installazione prende ispirazione dal corpo flamenco e dal movimento dello scialle di Manila: vortici, lanci e traiettorie vengono tradotti in forme scultoree nere, capaci di conservare la traccia di un gesto ormai scomparso.

Il percorso comprende anche l’Hub della Conoscenza di Villa del Grumello, dove Sophie Manessiez presenta una selezione di lavori della serie Woven Porcelain. Elementi di porcellana modellati a mano e collegati tra loro compongono strutture che riflettono sulla relazione tra individuo e collettività, fragilità e resistenza. Tra le opere esposte, Dentelles richiama gli antichi merletti francesi, mentre Xylocide e Chronolithique IV evocano la memoria e il tempo geologico.

Una mostra che si estende alla provincia

La trentacinquesima edizione di Miniartextil non si esaurisce nelle sedi principali, ma si allarga a una rete di istituzioni e spazi culturali del territorio.

Tra gli appuntamenti collaterali figura Villa Bernasconi a Cernobbio, che ospita una parte del progetto in collaborazione con l’associazione I fiori di Oltre il Giardino, nata all’interno del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze di Como. Un incontro tra arte e partecipazione che valorizza anche le esperienze creative e culturali sviluppate in ambito sociale.

Al Museo della Seta di Como è esposta Microgynon Coat di Susie Freeman, realizzata nell’ambito del collettivo Pharmacopoeia insieme alla dottoressa Liz Lee. L’opera, composta da un cappotto e uno scialle che incorporano pillole contraccettive attraverso una tecnica di maglia a tasche trasparenti, diventa una sorta di diario tessile del corpo femminile. Il lavoro affronta temi quali la salute, la memoria, la dipendenza dai farmaci e il controllo della fertilità.

La Galleria Diaz 14 ospita Dimora Interiore, personale di Mimmo Totaro, tra i principali protagonisti della fiber art italiana e cofondatore di Miniartextil nel 1991 insieme a Nazzarena Bortolaso. Al Liceo Artistico Fausto Melotti di Cantù è invece previsto un percorso dedicato ai minitessili realizzati dagli studenti del triennio di scultura, mentre l’Archivio Terragni accoglie conferenze.

Trentacinque anni di ricerca tessile

Nata nel 1991, Miniartextil ha contribuito a portare a Como artisti e protagonisti internazionali dell’arte tessile contemporanea, consolidando nel tempo il legame tra la città, la sua tradizione manifatturiera e la ricerca artistica. Dalla raccolta iniziale di opere di piccolo formato, la manifestazione si è progressivamente ampliata, introducendo dal 1997 anche installazioni di grandi dimensioni e sviluppando collaborazioni con istituzioni e spazi espositivi in Italia e all’estero.

La formula della mostra diffusa scelta per il trentacinquesimo anniversario rinnova questa vocazione, facendo dialogare luoghi diversi e coinvolgendo realtà culturali, formative e associative.

Miniartextil 35 è organizzata da Arte&Arte APS con il patrocinio della Regione Lombardia e dell’Amministrazione provinciale di Como, e con il contributo di Camera di Commercio Como-Lecco, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, Fondazione Cariplo, Confindustria e Comune di Cernobbio, oltre al sostegno di aziende e partner del territorio.

Informazioni per la visita

La mostra principale è aperta fino al 1° novembre 2026, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 11 alle 19, nelle sedi di Palazzo del Borgo, chiesa di Sant’Agata vecchia, antica chiesa di Sant’Orsola, Galleria The Art Company e Hub della Conoscenza di Villa del Grumello.

Il biglietto intero costa 10 euro; sono previste riduzioni a 7 e 5 euro e l’ingresso gratuito per gli under 18 e le persone con disabilità. Il titolo di ingresso è valido per tutta la durata della mostra.

Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito www.miniartextil.it o scrivere a contest@miniartextil.it.

Gli eventi collaterali proseguiranno nelle diverse sedi secondo calendari specifici, con appuntamenti distribuiti tra settembre e dicembre.

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