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Economia

Acsm Agam-sindacati: accordo modello sullo smartworking. I numeri della rivoluzione sul lavoro

Il Gruppo Acsm Agam ha siglato con le organizzazioni sindacali il nuovo accordo di Smart Working. “Uno tra i più innovativi del settore – precisa l’Amministratore Delegato Paolo Soldani – in cui flessibilità e autonomia, fiducia e responsabilizzazione, benessere delle persone e sostenibilità costituiscono i pilastri fondanti di un nuovo modello organizzativo”.

Lo smart working è stato introdotto nel Gruppo ancora prima della pandemia, che ha poi accelerato, e in alcune fasi reso indispensabile, il ricorso al lavoro agile.

L’accordo è la testimonianza di un indirizzo preciso da parte della multiutility, rispetto alla centralità delle persone (qualità delle prestazioni, conciliazione vita-lavoro, benessere individuale ed organizzativo), all’importanza della trasformazione digitale e dell’innovazione, e non da ultimo al valore chiave della sostenibilità; fra i benefici dello Smart Working c’è infatti anche la forte riduzione del traffico veicolare, con la conseguente riduzione delle emissioni atmosferiche ed impatto ambientale positivo nei vari territori in cui il Gruppo opera. Acsm Agam, impegnata a fondo sull’applicazione di iniziative sostenibili a 360 gradi, sceglie di adottare e praticare in primis al proprio interno i principi della transizione energetica.

“Superata la fase dell’emergenza sanitaria, molte aziende si sono domandate se fosse opportuno investire in una nuova normalità oppure ritornare a lavorare come si era sempre fatto. A questa domanda ciascuna organizzazione ha risposto e sta rispondendo in modo diverso, in base alla propria visione del futuro, creatività e capacità di innovare – spiega Damiano Baccelloni (in foto), direttore Risorse Umane, Sviluppo Organizzativo, Change e Servizi alle Persone del Gruppo – Secondo noi, serve soprattutto il coraggio di immaginare un futuro migliore”.

Acsm Agam ha iniziato da tempo a ragionare su un modello di lavoro innovativo, a misura di persona, sin dal 2019: contemporaneamente alla prima esperienza pilota di smart working, il board aziendale ha avviato un programma di change management e sviluppo professionale denominato Integra, volto alla costruzione di un nuovo modello manageriale e all’integrazione delle realtà operanti nei diversi territori del neo costituito Gruppo. Tutto ciò in aggiunta al forte impulso dell’azienda alla trasformazione digitale, un’altra delle leve dello sviluppo sostenibile in coerenza con l’indirizzo del Piano Industriale 2022-26.

“Tale spinta alla trasformazione – sottolinea Baccelloni – è stata accelerata in modo inaspettato dall’emergenza sanitaria, che ci ha spinto a sperimentare velocemente e diffusamente nuovi modelli organizzativi di lavoro, anche al fine di garantire la necessaria continuità di prestazione, doverosa per una realtà che eroga servizi essenziali come la nostra. Ciò che ci eravamo immaginati prima della pandemia si sta trasformando rapidamente in realtà e per questo abbiamo deciso di dare vita ad un nuovo programma, Cambiamo in Meglio, che ha l’obiettivo di accompagnare l’azienda verso una “nuova normalità”.

Un programma che, con un approccio olistico, affronta tutti gli aspetti principali del new ways of working, dal performance management alla formazione digitale, dalla revisione degli spazi aziendali alla robotizzazione dei processi, fino al potenziamento dei canali di comunicazione digitale e dei punti di contatto per la popolazione aziendale operativa, oltre ovviamente al nuovo modello di smart working.

L’ambizione, per un’azienda diretta espressione dei territori in cui opera e che si pone quale punto di riferimento delle comunità locali, non solo rispetto alle forniture di servizi essenziali, è anche quello di tracciare una rotta e proporre un modello innovativo.

“Operiamo tutti insieme in direzione di un’organizzazione del lavoro evoluta, basata sulla flessibilità e sulla fiducia, con l’obiettivo di aumentare il valore del Gruppo attraverso l’innovazione, la sostenibilità e il benessere delle persone” conclude Baccelloni.

In questo quadro, si inserisce la sottoscrizione dell’accordo sullo Smart Working con le rappresentanze sindacali.

Alcuni numeri:

43% – popolazione aziendale coinvolta (100% dei ruoli compatibili alla modalità di lavoro smart)
Dal 20% al 60% – tempo di lavoro organizzabile in modalità smart su base mensile o bimestrale
54% – smart workers con la possibilità di utilizzare fino al 60% di lavoro smart
100% – copertura del territorio aziendale con il modello di near working (possibilità di lavorare nella sede più vicina al proprio domicilio anche se diversa dalla sede aziendale di appartenenza)

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