Genitore al tavolo con laptop, documenti e borsa del nido mentre un bimbo gioca sul tappeto in salotto
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Asilo nido, l’errore che fa perdere il bonus: senza il giusto ISEE e un genitore che lavora la domanda non passa

La richiesta va presentata sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi. La misura di Regione Lombardia serve a ridurre, e in alcuni casi ad azzerare, il costo della retta in base all’ISEE. Per molti nuclei è un aiuto atteso, soprattutto dove il nido pesa sul bilancio quasi come una seconda rata fissa. Ma stavolta il fattore tempo può contare parecchio.

La finestra per inviare le richieste di Nidi Gratis Plus 2026/27 si apre alle 12 di martedì 27 ottobre e resterà attiva fino alle 12 di giovedì 19 novembre. Attenzione però: il bando può chiudere prima, se i fondi finiscono. Non è un dettaglio da poco, perché le domande saranno valutate con procedura a sportello, quindi in base all’ordine di arrivo e di protocollazione.

In pratica, chi completa prima la richiesta sulla piattaforma regionale parte avvantaggiato, sempre che abbia tutti i requisiti richiesti. Negli uffici comunali, intanto, diversi genitori stanno già chiedendo chiarimenti su documenti e attestazioni. Il consiglio che arriva da sportelli sociali e servizi educativi è semplice: meglio non ridursi all’ultimo giorno. Il bando, infatti, non prevede una graduatoria classica basata solo sul reddito.

Per l’edizione 2026/27, Regione Lombardia mette a disposizione 20 milioni di euro. Una cifra importante, che dà l’idea della portata dell’intervento ma anche della possibile corsa alla domanda nei primi giorni. Nel 2024 erano state finanziate 10.887 domande: numeri che spiegano perché molte famiglie si stiano preparando a inviare la pratica già nelle prime ore.

Chi può accedere: ISEE, residenza e nidi ammessi dai Comuni

Il contributo Nidi Gratis Plus è destinato alle famiglie con figli tra zero e tre anni iscritti a nidi o micronidi pubblici, oppure a strutture private convenzionate ammesse alla misura. Al momento della domanda, sia il bambino sia il genitore che presenta la richiesta devono essere residenti in Lombardia.

Genitore al tavolo con laptop e documenti, mentre un bimbo gioca sul tappeto in salotto
Un genitore compila online una richiesta con documenti e spese sul tavolo, mentre il bambino gioca in casa.

Il requisito economico passa dall’ISEE minorenni, che deve essere valido e non superiore a 25mila euro. Qui conviene fare attenzione: il Comune può indicare quale attestazione serve, tra ISEE minorenni e ISEE per prestazioni familiari e inclusione. Prima di caricare la domanda, quindi, è meglio verificare con gli uffici del proprio Comune. Una telefonata può evitare che la pratica resti ferma.

Non tutti i servizi educativi rientrano nel bando. Il bambino deve essere iscritto a un nido o micronido presente nell’elenco dei servizi ammessi dai Comuni aderenti a Nidi Gratis Plus 2026/27, dopo la fase di adesione chiusa nelle scorse settimane. Nella precedente annualità la rete era cresciuta: i Comuni partecipanti erano passati da 652 a 670, mentre le strutture coinvolte erano salite da 1.183 a 1.213. Una crescita graduale, ma non uguale in tutti i territori.

Quanto copre il contributo: retta azzerata o massimo 100 euro al mese

L’importo dell’aiuto cambia in base alla fascia ISEE della famiglia. Per i nuclei con indicatore fino a 20mila euro, Nidi Gratis Plus 2026/27 copre tutta la quota mensile che resta oltre al bonus nido nazionale INPS. L’obiettivo è arrivare alla retta zero, quando i due contributi si sommano correttamente.

Per le famiglie con ISEE tra 20.000,01 e 25mila euro, invece, il contributo regionale può arrivare fino a un massimo di 100 euro al mese. La differenza pesa, soprattutto per chi paga rette più alte nei grandi centri urbani o nei Comuni dell’hinterland milanese, dove i costi dei servizi per la prima infanzia incidono in modo netto sul bilancio di casa.

Il sistema funziona, di fatto, a incastro con il contributo statale. Se il bonus nido INPS copre una parte della retta, la misura regionale interviene sulla quota che resta. Per le famiglie con redditi più bassi, questo può portare all’azzeramento del costo mensile. Senza il bonus nazionale, però, una parte della retta resta a carico del nucleo: un passaggio che nelle scorse edizioni molti genitori hanno scoperto solo durante la compilazione.

Come fare domanda online e coordinarla con il bonus nido INPS

La domanda per Nidi Gratis Plus 2026/27 si presenta solo online, attraverso la piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Per accedere servono SPID, CIE, CNS o CRS. Occorrono quindi credenziali attive, documenti aggiornati e dati corretti sulla struttura frequentata dal bambino.

Chi non ha ancora chiesto il bonus nido INPS dovrebbe muoversi nello stesso periodo, perché i due contributi sono collegati nella copertura della retta. Non serve aver già ottenuto il bonus statale per presentare la domanda regionale, ma senza il contributo INPS una parte del costo può restare a carico della famiglia. L’importo effettivo sarà definito solo dopo le verifiche degli enti coinvolti.

Per chiarimenti sull’avviso, Regione Lombardia ha attivato l’indirizzo nidigratisplusfamiglie@regione.lombardia.it. È disponibile anche il call center regionale 800.318.318, selezionando il tasto 1. Nei primi giorni, vista la procedura a sportello e lo stanziamento limitato, l’accesso alla piattaforma potrebbe essere intenso. Meglio preparare tutto prima delle 12, senza aspettare l’ultimo clic.

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