È uno degli effetti del cambio di status doganale del Comune, entrato nel territorio doganale dell’Unione europea dal 1° gennaio 2020. La partita è seguita dal Comune e dal sindaco Luca Frigerio: riguarda auto ancora immatricolate in Ticino e finite dentro un passaggio amministrativo tutt’altro che semplice, tra norme doganali, immatricolazioni e richieste di chiarimento al Ministero dei Trasporti.
La data da tenere d’occhio è il 31 dicembre 2026. Entro quel termine dovrà essere completata la regolarizzazione delle auto con targa svizzera ancora interessate dalla procedura. Secondo quanto riferito da fonti locali ticinesi e ripreso nel dibattito comunale, i mezzi coinvolti sarebbero circa 230. Un numero che dice molto, ma non tutto: non significa automaticamente che ci siano altrettanti proprietari raggiunti da un singolo provvedimento.
Il sindaco Luca Frigerio ha spiegato che l’amministrazione sta cercando una via per accompagnare i residenti nel passaggio alle targhe italiane, senza trasformare la pratica in una corsa a ostacoli. Il punto, per il Comune, non sarebbe la mancanza di volontà nel mettersi in regola, ma la complessità delle procedure. E a Campione, dove il confine non è una linea sulla carta ma parte della vita di tutti i giorni, anche una pratica automobilistica può diventare un caso delicato.
All’inizio, secondo le ricostruzioni disponibili, il termine era stato fissato al 31 dicembre 2022. Poi è arrivata la proroga fino alla fine del 2026, che ha dato più tempo ai residenti ma non ha sciolto i nodi pratici. Ora, con la scadenza che si avvicina, gli uffici comunali cercano un percorso condiviso con le autorità competenti.
Campione nell’area doganale Ue: cosa è cambiato per le targhe svizzere
La vicenda nasce dal cambio di status doganale di Campione d’Italia, che dal 1° gennaio 2020 è entrata nel territorio doganale dell’Unione europea. Prima, la posizione particolare dell’enclave — italiana, ma circondata dal Canton Ticino — aveva portato negli anni a un regime speciale, anche per la circolazione e l’uso di veicoli con immatricolazione svizzera.
Per molti residenti, avere un’auto con targa ticinese era quasi una conseguenza naturale dei rapporti quotidiani con la Svizzera: assicurazioni, officine, pratiche, acquisti. Poi le regole sono cambiate. L’ingresso nell’area doganale Ue ha modificato le condizioni che permettevano l’uso di quei mezzi e ha aperto una fase di adeguamento, con l’obiettivo di riportare le immatricolazioni dentro il nuovo quadro normativo.
Non esiste però una soluzione identica per ogni veicolo. Per questo il Comune insiste sulla necessità di distinguere i casi ed evitare conclusioni affrettate. A Campione, del resto, le norme italiane, quelle doganali e i rapporti con il Canton Ticino si intrecciano in modo molto meno lineare rispetto ad altri territori.
Immatricolazione italiana e collaudo: il passaggio che allunga i tempi
Il passaggio dalla targa svizzera alla targa italiana non si risolve cambiando semplicemente le placche. Per i veicoli provenienti dalla Svizzera, oggi la procedura può richiedere l’immatricolazione in Italia, con una serie di passaggi tecnici e amministrativi, compreso il collaudo. Ed è proprio qui, secondo il Comune, che si concentra una parte importante delle difficoltà.
In passato, come ha riferito il sindaco Frigerio al quotidiano La Provincia di Como, era possibile procedere più rapidamente trattando i veicoli come masserizie, cioè beni personali trasferiti per effetto di un cambio di posizione doganale. Oggi quella strada non sarebbe più sufficiente per tutti i casi, e la procedura completa rischia di far allungare i tempi. Prenotazioni, documenti, verifiche tecniche: passaggi normali, certo, ma pesanti se concentrati su decine e decine di mezzi.
Per questo l’amministrazione comunale sta cercando un confronto con il Ministero dei Trasporti, per ottenere procedure più snelle o almeno indicazioni certe. La richiesta politica e amministrativa, spiegata dal Comune, è di tornare per quanto possibile alla situazione precedente al 2020, o comunque di trovare una soluzione adatta alla realtà dell’enclave. Non una modifica già ottenuta, dunque. Piuttosto, una trattativa ancora aperta.
Auto immatricolate in Ticino entro il 2019: il chiarimento del Comune
A rendere il quadro più articolato, ma anche più preciso, c’è un chiarimento pubblicato dal Comune di Campione d’Italia il 17 luglio 2025. Nell’avviso alla cittadinanza viene riportata una comunicazione dell’Ufficio delle Dogane di Como: le autovetture immatricolate in Ticino entro il 31 dicembre 2019 e appartenenti a residenti di Campione possono continuare a essere utilizzate fino alla rottamazione o alla vendita del veicolo, senza che questo configuri un illecito doganale.
È un passaggio importante, perché introduce una distinzione rispetto alla scadenza del 31 dicembre 2026. Non tutte le auto con targa svizzera, quindi, vanno trattate allo stesso modo senza ulteriori verifiche. Prima di avviare una pratica di immatricolazione italiana, i proprietari interessati devono capire in quale categoria rientra il proprio veicolo e quali obblighi siano previsti nel caso specifico.
Dal 2027, salvo nuove indicazioni o proroghe, potrebbero scattare le conseguenze previste per i veicoli soggetti all’obbligo di regolarizzazione. Ma il punto, oggi, resta prima di tutto amministrativo: dare ai residenti informazioni chiare, tempi sostenibili e una strada praticabile. A Campione d’Italia, anche questa volta, il confine passa dentro le regole di ogni giorno.
