Il motivo è evidente: turismo in crescita, domanda commerciale alta, marchi nazionali e gruppi stranieri sempre più interessati al capoluogo lariano. Non solo negozi, quindi. Arrivano alberghi, laboratori, tecnologia e locali veloci ma curati. Una città che cambia passo, tra portici, vie pedonali e indirizzi già molto battuti.
L’arrivo di OVS in Piazza Perretta 5, sotto i portici del centro storico di Como, è tra le aperture più attese dell’autunno 2026. L’inaugurazione, secondo le anticipazioni della stampa locale, è indicata come imminente nel mese di ottobre. Il marchio, uno dei principali nomi italiani dell’abbigliamento, entra così in uno dei punti più visibili della città: pochi passi da via Plinio, dal Duomo e dal passaggio continuo di residenti, pendolari e turisti.
La scelta di Piazza Perretta pesa. Qui il commercio vive di passaggi rapidi, vetrine una accanto all’altra, soste sotto i portici quando piove o quando il sole batte sulle pietre del centro. Un negoziante della zona, sentito nei giorni scorsi, l’ha detta senza troppi giri di parole: “Qui ogni nuova insegna cambia gli equilibri, nel bene e nel male”. L’apertura di OVS a Como può portare più movimento, ma anche riaprire il confronto tra grandi catene e botteghe indipendenti. Tema già visto, certo. Ma da queste parti molto concreto.
Mama Shelter Lake Como: l’arrivo del brand Accor tra 150 camere, rooftop e piscina
Sul fronte dell’ospitalità, la novità più forte è Mama Shelter Lake Como, struttura del marchio francese Mama Shelter, controllato dal gruppo Accor, attesa entro la fine del 2026. Il progetto annunciato prevede 150 camere, ristoranti, un rooftop bar e una piscina. Tutti elementi che inseriscono l’operazione nella fascia degli hotel internazionali, pensati per un pubblico urbano, turistico e attento agli spazi comuni.
Il marchio Mama Shelter è noto per alberghi dal tono informale, con design riconoscibile, ristorazione interna e ambienti aperti anche a chi non soggiorna nella struttura. A Como il suo arrivo cade in un momento in cui si parla molto di ricettività: camere sempre più richieste, prezzi in salita nei periodi di alta stagione, pressione sui quartieri centrali.
Se i tempi saranno confermati, l’apertura porterà nuovi posti letto e nuovi servizi. Ma anche una domanda inevitabile: quanto spazio resta, in città, per un turismo meno concentrato e più distribuito? Per ora, la risposta è nei cantieri e nelle autorizzazioni.
Trussardi in via Bernardino Luini: moda e design nel salotto storico della città
Nel cuore più elegante del centro, Trussardi ha già inaugurato un nuovo store in via Bernardino Luini, dedicato a moda e design. L’indirizzo non è casuale. La via collega alcune delle zone più frequentate dello shopping comasco e conserva quell’equilibrio tipico della città murata: palazzi storici, insegne curate, passo lento, soprattutto nel fine settimana.
La presenza di Trussardi a Como rafforza l’immagine del centro come salotto commerciale rivolto a clienti locali e internazionali. Non si tratta solo di vendere abiti o accessori. Si tratta di presidiare una città che negli ultimi anni è entrata stabilmente nei percorsi del turismo di fascia alta, anche grazie alla forza del marchio Lago di Como. “Como ormai lavora dodici mesi l’anno, non solo d’estate”, ha confidato un operatore del settore retail. Forse una frase un po’ ottimista, ma rende bene il clima. Le aperture seguono i flussi. E nel centro storico i flussi non mancano.
Dalle pizze sarde alla pasta fresca: i nuovi format gastronomici che ridisegnano il centro
Non ci sono solo moda e alberghi. La nuova stagione delle aperture comasche passa anche dal food, con locali veloci, riconoscibili e adatti a una città dove il pranzo può durare venti minuti oppure diventare una sosta più lunga tra lago e shopping. Tra le novità segnalate ci sono Pigi’s Pizza, con pizza al taglio in stile sardo o comunque soffice, e Wow Pasta, dedicato alla pasta fresca con abbinamenti non tradizionali.
A questi indirizzi si aggiunge il laboratorio di torrefazione e panificazione in via Cinque Giornate 49, un tassello diverso ma in linea con la domanda crescente di prodotti artigianali, caffè selezionati e lievitati da consumare sul posto o da portare via. Sono aperture più piccole rispetto a un hotel internazionale o a un grande marchio di abbigliamento. Eppure incidono molto sulla vita di tutti i giorni in centro.
Cambiano gli odori nelle strade, le code all’ora di pranzo, i percorsi di studenti e impiegati. Como, nel 2026, sembra muoversi proprio così: grandi nomi da una parte, insegne di quartiere dall’altra. In mezzo, una città che prova a tenere insieme identità locale e nuova domanda turistica.
