La novità riguarderà soprattutto alberghi, bed & breakfast e case vacanza: aumenti contenuti, al massimo un euro a notte, ma destinati a farsi sentire di più nei periodi di maggiore afflusso sul ramo lecchese del lago.
La giunta comunale di Lecco ha approvato le nuove tariffe dell’imposta di soggiorno, inserite nella manovra tariffaria per il 2027. Andranno a sostituire quelle in vigore dal 2023, dopo un confronto con le associazioni di categoria e con gli operatori del settore ricettivo. Da Palazzo Bovara parlano di un ritocco calibrato, non di una stangata: alcune voci restano invariate, altre salgono di 50 centesimi o di un euro.
L’imposta continuerà a essere pagata dai non residenti che pernottano nelle strutture ricettive della città. Il pagamento avverrà, come accade già oggi, direttamente al gestore della struttura entro la partenza e sarà applicato per un massimo di cinque notti consecutive. Una soglia che alleggerisce il peso sui soggiorni più lunghi, ma che incide sulle permanenze brevi, sempre più diffuse tra lago, montagna e turismo del fine settimana.
Alta e bassa stagione: cosa cambia per gli alberghi
La novità più evidente riguarda gli alberghi di Lecco. Per la prima volta avranno tariffe diverse tra bassa stagione e alta stagione. La bassa stagione sarà limitata ai mesi da gennaio a marzo; da aprile a dicembre, invece, scatterà la tariffa più alta. La scelta segue l’andamento dei flussi turistici: primavera, estate e autunno sono i periodi in cui il lago richiama più visitatori, anche dall’estero.
Negli hotel a quattro stelle e superiori l’imposta sarà di 4 euro a persona per notte in bassa stagione e di 4,50 euro nel resto dell’anno. Per gli alberghi a tre stelle si passerà da 2,50 euro nei primi tre mesi a 3 euro da aprile a dicembre. Nelle strutture a una e due stelle, invece, la tariffa sarà di 2 euro in bassa stagione e di 2,50 euro in alta stagione.
In concreto, una coppia che trascorre tre notti in un quattro stelle durante l’estate pagherà 27 euro di imposta, contro i 24 euro previsti con le tariffe attuali. Tre euro in più sul soggiorno complessivo. Non una cifra capace di cambiare il budget di una vacanza, ma un segnale chiaro: il Comune vuole avvicinare Lecco alle altre località turistiche del territorio.
B&B, case vacanza e campeggi: gli aumenti categoria per categoria
L’aumento più marcato riguarda le strutture non alberghiere, un settore cresciuto molto negli ultimi anni anche con gli affitti brevi e con la richiesta di soggiorni più flessibili. Per case per ferie e vacanze, foresterie lombarde, bed & breakfast, locande e ostelli per la gioventù, la tariffa unica passerà da 1,50 euro a 2,50 euro a persona per notte. Un euro in più che, soprattutto per famiglie e gruppi, pesa di più sul conto finale.
Anche qui l’effetto si vede subito. Una coppia che sceglie un bed & breakfast a Lecco per tre notti verserà 15 euro di imposta, rispetto ai 9 euro attuali. La differenza è di 6 euro: una somma contenuta sul totale della prenotazione, ma comunque significativa per una categoria che negli ultimi anni ha intercettato una fetta importante della crescita turistica cittadina.
Ritocchi più leggeri per altre tipologie. Rifugi alpini, bivacchi fissi, villaggi turistici, aree di sosta e campeggi passeranno da 1 euro a 1,50 euro a notte. Per gli agriturismi, invece, l’imposta salirà da 2,50 euro a 3 euro in base alla classificazione, mentre resterà invariata la tariffa degli agriturismi a cinque girasoli. Una distinzione tecnica, certo, ma importante per gli operatori.
Dagli incassi ai servizi: come saranno usate le nuove entrate
Il Comune collega l’aumento delle tariffe alla necessità di rafforzare i servizi turistici e rendere la città più fruibile. «Lecco aveva tariffe più basse dei Comuni limitrofi», ha spiegato l’assessore al Bilancio Simone Brigatti, richiamando il confronto avviato con le categorie. Secondo l’assessore, il nuovo sistema dovrà «concorrere al miglioramento dei servizi di fruibilità della città di Lecco a beneficio di cittadini e turisti» e contribuire anche al finanziamento della candidatura di Lecco a Capitale della Cultura.
Gli incassi dell’imposta di soggiorno sono cresciuti in modo netto negli ultimi anni. Nel 2022 il gettito era di poco superiore ai 200mila euro; per il 2026 la previsione si avvicina ai 350mila euro. Numeri che raccontano l’aumento dell’attrattività turistica, ma anche la pressione sui servizi: trasporti, pulizia, informazione turistica, gestione degli spazi pubblici. Da qui la scelta, ora messa nero su bianco, di chiedere un contributo maggiore a chi visita Lecco e si ferma almeno una notte.
