Stabilimento logistico moderno con baie di carico, camion in sosta, pallet impilati e operaio con giubbotto ad alta
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Il colosso mondiale investe 560 milioni in Lombardia: nuovo stabilimento e 300 posti di lavoro

Il progetto del gruppo svizzero porta nel cuore della Lombardia una nuova piattaforma produttiva e distributiva, pensata per rafforzare la presenza di Purina in Europa e intercettare la crescita della cosiddetta pet economy.

Il progetto prevede la nascita di un nuovo stabilimento Nestlé Purina per produrre alimenti umidi per cani e gatti. Accanto alla fabbrica ci sarà anche un polo logistico al servizio di diversi marchi del gruppo. L’investimento complessivo, pari a circa 520 milioni di franchi svizzeri, punta a mettere nello stesso sito produzione e distribuzione. Una scelta pratica, prima ancora che strategica: produrre, stoccare e spedire da un unico punto può fare la differenza sui mercati europei.

Il sito di Mantova sarà destinato in particolare al petfood umido super premium, fascia su cui Purina sta spingendo con decisione. Non solo crocchette, quindi. Il gruppo guarda a un segmento in crescita, dove contano la qualità del prodotto, la velocità nelle consegne e la capacità di rifornire con continuità grande distribuzione e negozi specializzati.

«Siamo orgogliosi che il Gruppo Nestlé abbia scelto l’Italia e, in particolare, Mantova, per questo investimento che coniuga produzione avanzata e capacità logistica», ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia. Travaglia ha richiamato anche il “grande lavoro di squadra” con le istituzioni nazionali e locali. Un passaggio importante, perché un’operazione di queste dimensioni vive anche di autorizzazioni, infrastrutture e rapporti con il territorio.

Perché il cibo umido per cani e gatti spinge il mercato

La scelta di Nestlé arriva in un momento in cui il mercato europeo del wet food, il cibo umido per animali da compagnia, continua a crescere. Secondo i dati citati dal gruppo, il segmento del wet cat food, cioè l’umido per gatti, aumenta in Europa dell’8% all’anno. A spingere sono l’aumento degli animali domestici e il ruolo sempre più centrale che cani e gatti hanno nelle famiglie.

Magazzino industriale con camion alle baie di carico e operaio con transpallet che sposta un pallet di lattine
Un’area logistica con baie di carico e camion, simbolo del nuovo hub produttivo e distributivo del petfood a Mantova.

Anche in Italia i numeri aiutano a capire la portata dell’investimento. Nel 2025 il mercato degli animali da compagnia ha raggiunto un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro. Di questi, 4,2 miliardi riguardano il solo petfood. Sono cifre da comparto ormai maturo, ma ancora in movimento, dove le aziende puntano su prodotti più mirati, ricette diverse e formati adatti a consumi cambiati negli ultimi anni.

Fabio Degli Esposti, amministratore delegato di Purina Italia e direttore regionale di Purina Sud Europa, ha spiegato che Purina vuole “rispondere in maniera sempre più puntuale all’attuale domanda in aumento, ampliando la capacità produttiva”. Ha poi legato la crescita anche all’innovazione dei marchi e al peso crescente di cani e gatti nella vita quotidiana delle famiglie italiane. Linguaggio da azienda, certo. Ma dietro c’è un dato molto concreto: la domanda aumenta e serve più capacità produttiva.

Mantova, snodo chiave nei corridoi europei della supply chain Nestlé

La scelta di Mantova non è arrivata per caso. Il territorio si trova in una posizione favorevole per i flussi logistici del Nord Italia ed è collegato ai principali corridoi europei, con sbocchi verso l’Europa occidentale, centrale e orientale. Per un gruppo come Nestlé, che deve muovere materie prime, prodotti finiti e merci di marchi diversi, la posizione geografica pesa quasi quanto la fabbrica.

Il nuovo hub logistico dovrà ridurre i tempi di consegna, rendere più snella la distribuzione e rafforzare la supply chain Nestlé. In parole semplici: meno passaggi intermedi, più capacità di rispondere ai picchi di domanda, trasporti organizzati meglio. Quando produzione e magazzino lavorano nello stesso perimetro, anche un aumento improvviso degli ordini può essere gestito con meno difficoltà.

L’azienda parla anche di sostenibilità nei trasporti, legata a una gestione più ordinata dei flussi. Il punto centrale, però, resta industriale: riunire in un solo sito funzioni che spesso viaggiano separate. E farlo in un’area, quella mantovana, che guarda da tempo a nuovi investimenti capaci di portare lavoro qualificato e indotto stabile.

Dal 2029 il nuovo hub, mentre Portogruaro resta centrale

L’entrata in funzione del nuovo hub Purina di Mantova è prevista dal 2029, quando stabilimento produttivo e polo logistico dovrebbero lavorare in modo integrato. Restano ancora da chiarire i livelli occupazionali attesi e le ricadute precise sull’indotto. Per ora il gruppo parla di un impatto economico, industriale e territoriale di lungo periodo. Il progetto, secondo le prime indicazioni, sarà sviluppato in raccordo con le istituzioni locali.

Il nuovo sito non prenderà il posto della presenza già consolidata di Purina in Italia. Si affiancherà allo stabilimento di Portogruaro, in Veneto, attivo da 40 anni e indicato da Nestlé come uno degli impianti più avanzati della rete europea Purina per tecnologie produttive e performance ambientali. Mantova, quindi, non nasce come alternativa, ma come nuovo tassello di una rete industriale più ampia.

Degli Esposti ha definito il progetto “un investimento chiave per sostenere lo sviluppo futuro di Purina”, collegandolo proprio alla presenza di Portogruaro. La linea è chiara: aumentare la capacità nel petfood umido, rafforzare la distribuzione europea e mantenere in Italia una parte importante della crescita del gruppo. Per Mantova, invece, la partita comincia ora: cantieri, autorizzazioni, assunzioni, rapporti con il territorio. Solo allora l’annuncio diventerà fabbrica.

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