Ingresso di un supermercato discount in strada urbana, con persone che entrano e leggono avvisi in bacheca
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Il colosso tedesco del discount accelera in Lombardia: in arrivo nuovi punti vendita e centinaia di assunzioni

Il terreno di gioco è quello dei discount, dove pesano prezzi, vicinanza a casa o al lavoro e servizi rapidi. I numeri arrivano dal gruppo e dalle selezioni avviate negli ultimi mesi in diverse province lombarde: da Milano a Monza, passando per Bergamo, Varese, Brescia e Como.

Il passaggio simbolico è arrivato a fine febbraio, a Milano, con l’apertura del punto vendita di viale Corsica. In quel momento Lidl Italia ha tagliato il traguardo degli 800 negozi in Italia. Non un’inaugurazione qualunque, ma il punto di arrivo di una corsa serrata: 23 nuove aperture in meno di due mesi, 220 milioni di euro di investimento dichiarato e oltre 320 assunzioni legate ai nuovi supermercati.

Presente in Italia dal 1992 e parte del gruppo tedesco Schwarz, Lidl ha scelto proprio Milano per mostrare il nuovo volto dei suoi negozi. Spazi più chiari, percorsi interni ripensati, più attenzione ai banchi e alle aree dei prodotti freschi. Una scelta tutt’altro che casuale. Il capoluogo lombardo è uno dei mercati più combattuti della grande distribuzione. Qui la distanza da casa o dall’ufficio, spesso, conta quasi quanto il prezzo sullo scaffale.

Investimenti e recupero urbano: l’obiettivo è mille punti vendita entro il 2030

Secondo quanto spiegato dall’amministratore delegato Emilio Arduino, negli ultimi cinque anni Lidl ha investito in Italia circa 2 miliardi di euro tra negozi, piattaforme logistiche e lavori sulle strutture già esistenti. E il piano non si ferma. L’azienda prevede altri 1,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni, con un obiettivo già scritto: arrivare a mille punti vendita entro il 2030. Vuol dire tenere un passo vicino alle 50 aperture all’anno.

Ingresso di supermercato di quartiere con vetrate, carrelli allineati e addetti che sistemano scatole sul marciapiede
Un nuovo supermercato in città in fase di allestimento: tra carrelli e consegne, la scena richiama le aperture e le assunzioni nei discount.

Una parte importante di questa crescita passa dalla rigenerazione urbana. Arduino ha spiegato che oltre il 70% delle filiali nasce dal recupero di aree già costruite: capannoni dismessi, edifici da sistemare, spazi commerciali vuoti o zone produttive non più usate. È un modo per entrare nei quartieri senza occupare nuovo suolo, almeno nella maggior parte dei casi. Ma non è un percorso semplice: servono autorizzazioni, pratiche urbanistiche e cantieri dai tempi non sempre prevedibili. Solo alla fine, quando tutto si chiude, il negozio diventa davvero un presidio di quartiere.

Recruiting day in Lombardia: assunzioni da Bergamo a Monza

La Lombardia è una delle regioni dove l’espansione si vede con più evidenza, anche sul fronte del lavoro. Nei mesi scorsi Lidl ha organizzato diversi recruiting day per cercare personale da inserire nei nuovi negozi o nelle filiali già attive.

Si è partiti da Bergamo a fine giugno. Poi, a luglio, le selezioni hanno toccato Cavaria con Premezzo, nel Varesotto, Cellatica, nel Bresciano, e Lurago Marinone, in provincia di Como. A settembre è arrivato il turno di Monza, con incontri legati a un nuovo discount in apertura.

Gli annunci indicavano contratti diversi, pensati per andare incontro alle disponibilità dei candidati: part time, full time e ruoli con responsabilità crescenti nei reparti e nella gestione del punto vendita. Le paghe segnalate variavano, a seconda dell’incarico e delle ore, da circa mille a duemila euro al mese.

Oggi la società conta circa 23 mila collaboratori in Italia e nel 2026 ha rinnovato il contratto integrativo aziendale, con un investimento complessivo di 65 milioni di euro e l’introduzione di un monte ore minimo garantito di 25 ore settimanali per i lavoratori interessati dalle nuove misure.

Nel Comasco, intanto, c’è anche un passaggio meno visibile ma significativo. Nella filiale di Tavernerio, Lidl ha presentato ai team regionali il nuovo layout dei punti vendita, lo stesso che sarà riproposto nelle prossime aperture. Il debutto ufficiale, come ricordano fonti aziendali, era avvenuto proprio nel negozio di viale Corsica.

Discount, prezzi e quartieri: la partita si gioca sempre più in città

La corsa di Lidl arriva in un mercato dove i discount non sono più una nicchia. Secondo i dati NielsenIQ, il canale vale circa il 23,5% del mercato italiano della distribuzione. Una quota pesante, che le insegne difendono con prezzi competitivi, assortimenti più ampi rispetto al passato e una presenza sempre più fitta nei quartieri. Non è solo una questione di scontrino. È una battaglia sulle abitudini di spesa.

Nelle città lombarde, da Milano a Monza, la sfida si sposta sempre più vicino ai percorsi di ogni giorno: fermate dei mezzi pubblici, strade molto abitate, zone dove uffici e case convivono. Il piano nazionale di Lidl prevede 6 mila nuove assunzioni nei prossimi anni, legate al ritmo delle aperture. Saranno i cantieri dei prossimi mesi a dire quanto spazio resta ancora da conquistare, in una regione dove la grande distribuzione è già molto affollata e il cliente, spesso, decide in pochi minuti.

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