Impiegata allo sportello indica dei documenti a un cliente; sul tavolo banconote in euro e una carta d’identità
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Il nuovo buono fruttifero postale che aumenta la liquidità nel giro di 1 anno: 3.25% immediato e 12.5% di tassazione agevolata

La serie, codice TF101A260922, offre un tasso lordo annuo del 3,25%. Non è però un prodotto aperto a tutti: servono requisiti precisi e la sottoscrizione resta possibile, salvo chiusura anticipata, fino al 5 novembre 2026.

Il punto forte del Buono Fruttifero Postale Premium è la durata breve: dodici mesi. Una scelta pensata per chi non vuole tenere fermi i risparmi per anni. Si sottoscrive, si aspetta un anno e alla scadenza si incassa quanto maturato. Il rendimento della serie TF101A260922 è fissato al 3,25% lordo annuo e viene indicato già al momento dell’acquisto.

In pratica, il risparmiatore conosce da subito il tasso applicato e può farsi un’idea abbastanza chiara della somma finale. Non sono previste cedole durante l’anno: gli interessi maturano e vengono pagati alla fine. Come per gli altri buoni fruttiferi postali, il capitale è rimborsabile secondo le regole del foglio informativo, ma il rendimento pieno si ottiene solo tenendo il buono fino alla scadenza dei 12 mesi. Chi decide di uscire prima deve controllare bene le condizioni, perché il guadagno potrebbe cambiare.

Scadenza 5 novembre 2026: poco tempo per aderire

La finestra per sottoscrivere il Buono Premium è piuttosto corta: dal 22 settembre al 5 novembre 2026, salvo chiusura anticipata. È una formula già vista per altre emissioni di Poste: il prodotto resta disponibile per alcune settimane, poi viene ritirato dal collocamento. Dopo il 5 novembre, chi non avrà aderito dovrà aspettare un’eventuale nuova serie, senza garanzie su tempi e condizioni.

Sportello postale: mani con ricevuta e documento accanto a banconote euro, impiegato con penna e modulo
Documenti e contanti allo sportello durante la sottoscrizione di un prodotto di risparmio a breve termine, come il Buono Premium a 12 mesi.

I tassi dei buoni postali, infatti, possono cambiare in base alle decisioni di Cassa Depositi e Prestiti e all’andamento dei mercati. La sottoscrizione passa dai canali abilitati, a seconda del tipo di libretto e dei servizi attivi. Chi ha un Libretto Smart abilitato può procedere online; chi possiede un Libretto Ordinario, o uno Smart senza funzioni dispositive, deve andare allo sportello. In quel caso servono documento d’identità e codice fiscale.

Nuova liquidità e libretti postali: chi può davvero comprare il Premium

Il requisito centrale è la nuova liquidità. Il Buono Fruttifero Postale Premium al 3,25% non è riservato a tutti i clienti, ma solo ai titolari di Libretto Smart o Libretto Ordinario che versano nuove somme tra il 18 settembre e il 5 novembre 2026. Non è un dettaglio, ma la condizione che decide l’accesso all’offerta.

Per nuova liquidità si intendono importi trasferiti in Poste con strumenti tracciabili: bonifici bancari, assegni, accrediti di stipendio o pensione. In sostanza, l’offerta riguarda chi porta denaro da altri istituti verso il circuito postale. Non vale, invece, per somme già presenti sul libretto prima del periodo indicato.

Il meccanismo punta ad attirare risorse fresche e a proporre un prodotto semplice, con una durata breve. Prima di procedere, però, conviene verificare i requisiti allo sportello o nell’area riservata: se la liquidità non rientra nei criteri previsti, non si può accedere alla serie TF101A260922.

Rendimento netto, tasse e bollo: quanto resta su 5.000 e 10.000 euro

Il 3,25% lordo annuo va considerato insieme alle tasse. Gli interessi dei buoni fruttiferi postali sono soggetti all’imposta agevolata del 12,5%, la stessa dei titoli di Stato. È più bassa del 26% previsto, per esempio, su conti deposito, azioni e obbligazioni societarie. Su un investimento di 5.000 euro, dopo un anno gli interessi lordi sono pari a 162,50 euro; al netto della tassazione, il guadagno scende a circa 142,19 euro.

Il rimborso finale arriva quindi intorno a 5.142 euro, al netto delle imposte sugli interessi. Con 10.000 euro investiti nel Buono Premium, gli interessi lordi salgono a 325 euro. Tolta l’imposta del 12,5%, restano circa 284,38 euro netti. Va poi considerata l’imposta di bollo: non si paga finché il valore complessivo dei buoni detenuti resta entro i 5.000 euro. Oltre questa soglia, scatta il bollo dello 0,20% annuo, che riduce leggermente il risultato finale.

La convenienza del Buono Fruttifero Postale Premium dipende quindi da tre elementi: avere nuova liquidità, rispettare la scadenza del 5 novembre 2026 e mantenere il buono fino al termine dei 12 mesi. Chi non rientra nei requisiti può valutare altri prodotti in collocamento, come il 4 anni Plus o il Rinnova 3×4 con premio, che però hanno durate più lunghe.

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