Lo fa con il nuovo PGT adottato il 21 settembre 2026, che guarda all’interramento di viale Gian Battista Stucchi, nella zona est della città, per alleggerire il traffico e recuperare spazio in superficie. Una mossa che riapre il tema dei tunnel urbani, mentre a Milano i grandi progetti sotterranei, da Expo a Linate, sono rimasti per anni fermi nei cassetti.
Nel nuovo Piano di Governo del Territorio di Monza, adottato dal Consiglio comunale, l’interramento di viale Stucchi entra tra gli interventi strategici da valutare. L’obiettivo è ridisegnare una delle strade più trafficate della città. Il tratto indicato nei documenti va dalla rotatoria di viale Libertà, all’altezza dell’Esselunga, fino alla rotatoria del cimitero urbano.
Sull’asse attuale sono circa 2,5 chilometri, anche se per ora non c’è ancora una lunghezza tecnica definita per l’eventuale galleria. La zona è tutt’altro che secondaria: viale Stucchi passa accanto allo U-Power Stadium, l’ex Brianteo, e all’Opiquad Arena, in un pezzo di città dove convivono impianti sportivi, negozi, attività produttive e traffico quotidiano. Nei giorni di partite ed eventi, il nodo si appesantisce. E il tema, negli uffici comunali, resta sempre lo stesso: separare il traffico di attraversamento dagli spostamenti locali.
Dal traffico al Parco dello Sport: cosa cambierebbe attorno al Brianteo
Portare sotto il piano stradale una parte della viabilità aprirebbe la strada al Parco dello Sport, il progetto pensato per trasformare l’area attorno al Brianteo e al palazzetto. Sopra il tunnel, almeno nelle intenzioni urbanistiche, potrebbero trovare posto percorsi pedonali, verde, servizi e nuovi collegamenti tra gli impianti.
Non solo una strada coperta, quindi, ma un cambio di funzione per un’intera porzione di città. L’idea, però, non nasce oggi. Un precedente studio di fattibilità prevedeva la riqualificazione dello stadio e del palazzetto, una struttura ricettiva con ristorante e centro congressi, oltre all’interramento di un tratto di viale Stucchi. Quel piano stimava lavori per circa 40 milioni di euro, di cui circa 3,25 milioni per la parte legata all’interramento. Cifre riferite a quella proposta, non allo scenario attuale del PGT: se l’ipotesi andrà avanti, i conti dovranno essere rifatti.
La lezione della SS36 in viale Lombardia: traffico sotto, città sopra
A Monza il precedente più vicino è quello della SS36 in viale Lombardia, dove circa due chilometri di statale sono stati portati in galleria con l’apertura del tunnel nel 2013. Prima dei lavori, il traffico di attraversamento passava in superficie lungo uno degli assi più intasati della città, tra semafori, code e pesanti ricadute sui quartieri vicini.
Poi la divisione: sotto la grande viabilità, sopra la strada urbana. È questo il punto che rende il caso di viale Lombardia così importante nel ragionamento su viale Stucchi. Il tunnel non ha fatto sparire le auto, ma ha spostato una parte consistente dei flussi lontano dalla superficie, permettendo di ricostruire il viale con un ruolo diverso. A Monza, secondo le prime indicazioni urbanistiche, l’obiettivo sarebbe simile: alleggerire il piano strada e ricucire un pezzo di città oggi segnato dalla viabilità.
Milano resta al palo: dal maxi tunnel Expo-Linate ai sottopassi di Portello e Porta Nuova
Il confronto con Milano porta da un’altra parte. Nel capoluogo lombardo, a metà anni Duemila, prese forma il progetto del tunnel Certosa-Garibaldi, proposto in project financing e dichiarato di interesse pubblico nel 2006: avrebbe dovuto collegare piazza Kennedy con l’area Garibaldi-Repubblica.
Negli anni successivi l’idea si allargò, con una tratta verso l’area Expo e un’altra in direzione Linate e Tangenziale Est, fino a immaginare un asse sotterraneo di circa 14,5 chilometri, con un costo stimato attorno ai 2 miliardi di euro. Quel disegno, inserito tra le opere complementari valutate per Expo 2015, non arrivò mai al cantiere. Il tracciato avrebbe toccato nodi come Fiera, Cascina Merlata, Bovisa, Monte Ceneri, Zara, Susa e viale Juvara, ma rimase sulla carta.
Milano ha realizzato interventi più piccoli: il tunnel De Gasperi-Gattamelata al Portello, aperto nel 2017, lungo circa 1,6 chilometri con 970 metri in galleria, e il tunnel Via del Nord a Porta Nuova, inaugurato nel 2009, lungo circa 450 metri. Opere utili, certo, ma lontane dalla scala del maxi asse sotterraneo mai costruito. Monza, adesso, prova a riaprire la partita partendo da una dimensione più urbana.
