Migros sta allargando nel 2026 la rete dei suoi supermercati senza personale fisso, pensati per chi cerca acquisti rapidi nei quartieri residenziali, nelle zone industriali e lungo le strade più trafficate. Il modello è ancora di nicchia, ma cresce: negozi piccoli, ingresso controllato, pagamento autonomo e scaffali riforniti da squadre esterne. Una comodità evidente. Con qualche nodo ancora da sciogliere, dai furti alle regole sul lavoro festivo.
Si chiamano Migros Teo: piccoli negozi automatizzati, aperti 24 ore su 24, senza cassieri e senza personale presente in modo stabile. A settembre la cooperativa Migros Svizzera orientale ha inaugurato il decimo punto vendita a Romanshorn, nel canton Turgovia, lungo una strada molto trafficata, tra una zona residenziale e una industriale. Una posizione non casuale, scelta dall’azienda dopo i risultati positivi dei primi nove negozi.
All’interno c’è poco spazio, ma organizzato per una spesa veloce: circa 80 metri quadrati, quasi mille articoli e una quota importante di prodotti regionali. I prezzi, assicura Migros, sono gli stessi dei supermercati tradizionali della catena. Il cliente entra, prende pane, latte, un’insalata pronta o qualcosa per la cena, paga ed esce. Tutto in pochi minuti, magari quando un negozio normale avrebbe già abbassato la saracinesca.
Il marchio Teo non è nato in Svizzera. Migros ha ripreso l’idea dalla Germania, dove la catena Tegut aveva già provato mini-market automatizzati con ingresso controllato e pagamento self-service. La versione svizzera, per ora, punta su luoghi di passaggio e centri medio-piccoli: posti dove un negozio sempre aperto può servire chi torna tardi dal lavoro o chi si accorge la domenica sera di aver dimenticato qualcosa.
Carta, app e telecamere: così si entra nei Migros Teo
L’accesso ai Migros Teo avviene con carta di debito, carta di credito oppure con il codice della carta fedeltà Cumulus. Una volta identificato, il cliente entra, sceglie i prodotti dagli scaffali e paga da solo. Niente banco cassa, niente fila. Ci sono terminali automatici, sensori e un sistema di controllo che registra ciò che accade nel negozio.
I punti vendita sono coperti da videosorveglianza e seguiti da dispositivi che aiutano Migros a controllare i flussi, individuare anomalie e tenere sotto osservazione il funzionamento quotidiano. Non c’è personale fisso, ma il negozio non resta certo abbandonato. Squadre esterne passano per rifornire i freschi, riordinare gli scaffali, pulire e controllare che tutto sia in ordine. È un lavoro meno visibile, spostato dietro le quinte.
Per chi compra, l’esperienza assomiglia a una cassa automatica estesa a tutto il negozio. Si entra con una credenziale, si fa la spesa senza parlare con nessuno e si esce. “Il formato risponde a un bisogno di flessibilità”, ha indicato Migros nelle comunicazioni sulle nuove aperture. Flessibilità, però, non significa assenza di regole: l’identificazione all’ingresso serve anche a scoraggiare comportamenti scorretti.
Herisau, il supermercato ibrido aperto giorno e notte
Accanto ai mini-market del tutto autonomi, Migros sta provando una formula diversa, forse più adatta ai centri abitati più grandi. A Herisau, nel canton Appenzello Esterno, a luglio ha aperto il primo supermercato Migros in Svizzera con funzionamento 24 ore su 24: di giorno è un negozio normale, con personale presente; dalle 19 in poi passa alla modalità self-service, attiva fino al mattino successivo, comprese domeniche e festivi.
Qui le dimensioni sono ben diverse: 295 metri quadrati e circa 7.000 articoli, quindi un’offerta più vicina a quella di un supermercato di quartiere. Si entra con lo smartphone o con una carta. Il pagamento avviene alle casse automatiche oppure scansionando i prodotti con l’app subitoGo. Di giorno, ha spiegato l’azienda, i dipendenti seguono il servizio ordinario; di notte il negozio resta accessibile ai clienti registrati.
La cooperativa ha già fatto sapere di voler aprire altri punti vendita con questa formula nella Svizzera orientale. È una via di mezzo: personale nelle ore di maggiore afflusso, autonomia nelle fasce serali e notturne. Per chi lavora su turni, per gli studenti o per chi viaggia tardi, il vantaggio è chiaro. I sindacati, però, osservano il modello con cautela e chiedono garanzie sulle condizioni di lavoro.
Furti, sindacati e domeniche: i problemi ancora sul tavolo
Il punto più delicato resta quello delle perdite. Secondo alcuni esperti del settore, le casse automatiche possono far salire furti o errori di scansione tra il 15 e il 30%. Coop, altro grande gruppo della distribuzione svizzera, dalla metà del 2025 ha vietato l’uso dei carrelli alle casse self-service e dall’inizio del 2026 usa telecamere con intelligenza artificiale per segnalare comportamenti ritenuti sospetti. Una scelta che mostra quanto il modello sia comodo, ma anche difficile da gestire.
Non tutti gli esperimenti hanno retto alla prova del mercato. Valora, il gruppo dei chioschi K Kiosk e Avec, ha chiuso gli otto negozi completamente autonomi avec-Box e ha deciso di puntare sulla formula ibrida avec 24/7, con personale di giorno e apertura autonoma di notte. Pesano anche le regole: nel 2022 un tribunale di Zurigo, dopo un ricorso del sindacato Unia, aveva ordinato la chiusura domenicale di una mini-filiale Migros senza personale alla stazione centrale.
In Italia il fenomeno è ancora agli inizi. A Verona ha aperto un punto vendita di circa 200 metri quadrati senza cassieri, con telecamere e scaffali in grado di rilevare il peso dei prodotti prelevati. Per chi vive tra Como e il Ticino, però, il confronto è già dietro l’angolo: oltre confine la spesa senza casse non è più un test da laboratorio, ma una delle strade con cui la grande distribuzione prova a ripensare il negozio sotto casa.
