Mano che inserisce una banconota da 100 euro in un salvadanaio a forma di maiale vicino a calzini da neonato
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Lo Stato mette 100 euro l’anno per ogni neonato: a 18 anni il salvadanaio può valere molto più di 1.800 euro, ecco i conti

L’obiettivo è far partire fin dalla nascita un piccolo risparmio, da usare alla maggiore età o da lasciare come base per una pensione integrativa. La misura, inserita nel disegno di legge di Bilancio, prevede un versamento pubblico di 100 euro l’anno fino ai 18 anni. In tutto fanno 1.800 euro. Poi, però, il valore finale dipenderà dai rendimenti e da eventuali versamenti di genitori, nonni o altri familiari.

Il fondo nuovi nati 2027 si basa su una posizione individuale che l’Inps dovrebbe aprire in automatico per ogni bambino nato dal prossimo anno. Non è quindi un bonus da incassare subito. È piuttosto un salvadanaio di Stato, bloccato nel tempo, pensato per accompagnare il minore fino alla maggiore età.

Le somme accumulate non potranno essere usate prima dei 18 anni, salvo casi eccezionali autorizzati dal giudice tutelare. Il punto è proprio questo: il denaro resta lì, protetto, fuori dalla disponibilità ordinaria della famiglia. Secondo il testo finora circolato, gli importi versati sarebbero anche non tassati e non pignorabili, due elementi che avvicinano il fondo più alla previdenza che al normale risparmio familiare.

Una volta maggiorenne, il ragazzo potrà scegliere se ritirare le somme oppure lasciarle come primo mattone di una pensione integrativa. “L’idea è partire presto, quando il tempo può fare la differenza”, spiegano fonti di governo coinvolte nel dossier.

Dai 100 euro dello Stato ai versamenti dei parenti: cosa finirà nel fondo

Il contributo pubblico previsto dalla legge di Bilancio 2027 è di 100 euro all’anno per ogni nuovo nato, fino al compimento dei 18 anni. Il versamento arriverebbe dallo Stato sulla posizione aperta dall’Inps, anno dopo anno, senza una domanda da parte della famiglia, almeno secondo la prima versione della norma.

Mano di un adulto inserisce una moneta in un salvadanaio a forma di maiale accanto a neonato e banconote euro
Salvadanaio e risparmi per un neonato: l’immagine richiama il fondo nuovi nati e i versamenti annuali previsti.

Alla quota pubblica potranno aggiungersi i versamenti volontari di genitori, nonni e altri parenti. Ed è qui che il fondo può davvero cambiare peso. Da solo, il contributo statale resta limitato. Se però la famiglia decide di alimentarlo nel tempo, la cifra può diventare più consistente: un versamento a Natale, una somma messa da parte ogni mese, un piccolo regalo dopo un compleanno.

Resta da chiarire il trattamento fiscale dei contributi privati. Nel testo definitivo dovranno essere indicate eventuali detrazioni o agevolazioni per chi decide di versare altri soldi. Senza questo passaggio, è difficile capire quanto la misura potrà essere utile anche alle famiglie con redditi più bassi, quelle per cui accantonare perfino piccole somme è più complicato.

Quanto può arrivare a valere a 18 anni tra rendimenti e risparmi extra

Se si guarda solo al versamento dello Stato, il conto è immediato: 100 euro l’anno per 18 anni fanno 1.800 euro. Il valore reale del salvadanaio di Stato, però, dipenderà da come saranno investite le somme e dai rendimenti ottenuti. Con versamenti a inizio anno, una stima prudente indica circa 2.180 euro con un rendimento annuo del 2%, circa 2.670 euro con il 4% e attorno a 3.280 euro con il 6%.

La differenza più forte arriva dai contributi familiari. Se ai 100 euro dello Stato si aggiungono 50 euro al mese, quindi 600 euro l’anno, il capitale versato in 18 anni sale a circa 12.600 euro senza rendimento. Con un rendimento annuo del 2% si arriverebbe a circa 15.300 euro, con il 4% a circa 18.700 euro, mentre con il 6% il conto potrebbe avvicinarsi ai 23 mila euro.

Sono esempi, non garanzie. Il risultato finale dipenderà dalla gestione finanziaria, dai costi e dalle regole che saranno fissate nei decreti attuativi. Resta però un dato: su un periodo lungo, anche piccoli versamenti regolari possono pesare.

Parlamento, investimenti e coperture: i nodi ancora da sciogliere

Il fondo nuovi nati è per ora una misura inserita nel disegno di legge di Bilancio 2027 e dovrà passare all’esame del Parlamento. Durante il percorso potranno arrivare modifiche, correzioni e ritocchi, come accade spesso per le norme della manovra. Il testo approvato dal Consiglio dei ministri, quindi, non è ancora definitivo. I nodi aperti sono diversi.

Il primo riguarda la gestione degli investimenti: bisognerà stabilire chi amministrerà le risorse, con quali criteri di rischio e con quali garanzie per i minori. Il secondo riguarda le agevolazioni fiscali sui versamenti dei familiari, un punto decisivo per capire se il fondo resterà soprattutto simbolico o diventerà uno strumento usato da molte famiglie. C’è poi il tema delle coperture.

Secondo le prime ricostruzioni, la misura risulta finanziata per il 2027, ma negli anni successivi dovrà essere rifinanziata di volta in volta. Non è un dettaglio: un fondo pensato per durare 18 anni ha bisogno di continuità. Senza risorse stabili, il salvadanaio rischierebbe di partire con buone intenzioni e poi andare avanti a strappi, seguendo il calendario delle manovre annuali.

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