Tra venerdì 13 e domenica 22 novembre, in Italia, pendolari, studenti e viaggiatori dovranno fare i conti con una serie di stop legati alla discussione sulla manovra economica e alle richieste dei sindacati su salari, precarietà e investimenti sociali.
Il calendario, aggiornato al 16 ottobre dall’Osservatorio sui conflitti sindacali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mette in fila agitazioni in ferrovie, trasporto pubblico locale, aeroporti e pubblico impiego. Il momento più delicato, al momento, è il fine settimana del 20 novembre. E non riguarda solo i treni.
Il mese entra nel vivo con lo sciopero di venerdì 13 novembre, quando il personale del Gruppo ATM di Milano è chiamato a fermarsi per 24 ore su iniziativa di AL-COBAS. Nello stesso giorno è prevista anche l’agitazione del personale ATVO a Venezia. Nei giorni precedenti, il 10 e l’11 novembre, lo stop riguarda invece i lavoratori del trasporto merci ferroviario di SBB Cargo: in questo caso non sono attesi effetti diretti sui passeggeri.
La parte più difficile del calendario arriva però una settimana dopo. Cub Trasporti e SGB Ferrovie hanno proclamato uno sciopero ferroviario di 23 ore, dalle 21 di venerdì 20 alle 20 di sabato 21 novembre. Lo stop riguarda il personale del settore e può pesare anche sui collegamenti regionali. Sabato 21, inoltre, è indicato uno stop del trasporto pubblico locale a gestione ferroviaria. Un incastro scomodo, soprattutto per chi si muove tra grandi città, periferie e aeroporti.
Nel resto del Paese la situazione resta in movimento. Il 14 novembre è coinvolta AMTAB Bari, mentre lunedì 16 novembre il personale ANM Napoli dovrebbe fermarsi per quattro ore, dalle 11 alle 15. Poi lo sguardo va già a dicembre: per il 4 è stato annunciato un altro sciopero promosso da Cub, Unicobas e sigle del sindacalismo di base. Segno che la stagione delle proteste sulla legge di Bilancio non si esaurisce con novembre.
Milano e Lombardia, tra ATM, regionali e il nodo Malpensa
Per Milano e la Lombardia, la prima data critica è il 13 novembre, con lo sciopero di 24 ore del personale ATM. Metro, tram e autobus potrebbero subire cancellazioni e rallentamenti, anche se le fasce di garanzia non risultano ancora pubblicate. Il precedente del 9 ottobre, ricordano fonti sindacali e utenti abituali, ha mostrato che la metropolitana può restare attiva solo in alcune finestre della giornata. “Conviene controllare prima di uscire di casa”, diceva allora un pendolare alla fermata di Loreto. Banale, forse. Ma molto pratico.
Il secondo nodo lombardo è quello ferroviario. Lo stop del 20 e 21 novembre, riguardando il personale delle ferrovie, può toccare anche i treni regionali lombardi, compresi i collegamenti usati ogni giorno da studenti e lavoratori tra Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Como e Varese. Le società di trasporto dovranno comunicare nei giorni precedenti l’elenco dei convogli garantiti e le eventuali modifiche al servizio.
C’è poi Malpensa, che rischia di concentrare più disagi nello stesso fine settimana. Dopo lo sciopero nazionale ENAV di sabato 21 novembre, previsto dalle 13 alle 17 e proclamato da Filt-Cgil e Ugl-TA, domenica 22 novembre è indicato uno stop di 24 ore del personale ENAV all’aeroporto di Milano Malpensa. Per chi deve raggiungere lo scalo in treno, magari dopo un viaggio già complicato, il margine di errore si riduce parecchio.
Sciopero generale Cgil del 20 novembre: richieste e nodi ancora aperti
Il 20 novembre non riguarda soltanto i trasporti. Dal palco della manifestazione di Roma, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha annunciato uno sciopero generale per chiedere salari più alti, meno precarietà, un fisco più equo e più investimenti in sanità, scuola e casa. “Serve cambiare la manovra”, ha spiegato Landini, legando la mobilitazione alla legge di Bilancio del governo Meloni.
Sarebbe il quinto sciopero generale consecutivo della Cgil in concomitanza con la manovra economica. Nello stesso giorno, l’USB ha proclamato uno sciopero specifico che riguarda scuola e pubblico impiego, mentre la data coincide anche con lo sciopero europeo degli studenti. Un intreccio che può allargare gli effetti oltre stazioni e aeroporti, arrivando negli uffici pubblici, nelle scuole e nei servizi sul territorio.
Restano però alcune incognite pratiche. La durata e i settori coinvolti dallo sciopero generale Cgil del 20 novembre non risultano ancora definiti in tutti i dettagli. Il perimetro, quindi, potrebbe cambiare con le comunicazioni ufficiali dei prossimi giorni. In questi casi contano molto le adesioni reali. E quelle si vedono solo la mattina dello sciopero, spesso davanti ai cancelli dei depositi o sui tabelloni delle stazioni.
Fasce protette, voli a rischio e aggiornamenti: cosa devono sapere i viaggiatori
Per i pendolari il riferimento principale resta quello delle fasce protette, previste nei giorni feriali per assicurare una parte minima del servizio. Nel caso dello sciopero ferroviario del 20 e 21 novembre, il quadro indicato prevede servizi minimi nelle fasce 6-9 e 18-21. I singoli operatori, però, dovranno pubblicare l’elenco dei treni garantiti. Guardare soltanto l’orario abituale, quindi, non basta.
Chi deve prendere un aereo dovrà controllare con attenzione le comunicazioni di compagnie, aeroporti ed ENAV, soprattutto nel fine settimana del 21-22 novembre. Gli scioperi nel controllo del traffico aereo possono causare ritardi, cambi di programma o cancellazioni, con effetti diversi a seconda della rotta e della compagnia. Le tutele per i passeggeri, in questi casi, dipendono dalla normativa europea e dalle cause del disservizio.
Il consiglio, per ora, è semplice: verificare gli aggiornamenti sui siti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle aziende di trasporto e degli aeroporti coinvolti. Meglio evitare di affidarsi a informazioni circolate giorni prima. Le proclamazioni possono essere confermate, ridotte o revocate. Anche all’ultimo. Per novembre, però, una certezza c’è già: il weekend del 20 si annuncia come il più difficile dell’autunno per trasporti, scuola e servizi pubblici.
