Ingresso di un supermercato chiuso con cartello “Chiuso domenica”, davanti a un parcheggio vuoto e un lago sullo sfondo
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Oltre confine la domenica il supermercato è chiuso per legge: la regola che sorprende gli italiani (e a novembre è ancora più rigida)

Nel cantone svizzero al confine con l’Italia, infatti, la Legge sull’apertura dei negozi lascia fuori questo periodo dalle principali deroghe turistiche. Restano poi il divieto generale di apertura nei festivi e i paletti fissati dalla normativa federale sul lavoro.

Per molti italiani di confine, abituati dopo la liberalizzazione degli orari del 2012 a trovare supermercati aperti anche la domenica, passare la dogana di Chiasso significa cambiare ritmo. In Ticino la regola di base è un’altra: la domenica e nei giorni festivi ufficiali i negozi, salvo eccezioni, restano chiusi. Lo si nota soprattutto nei periodi di bassa stagione, quando si restringono anche le aperture concesse alle località turistiche.

La legge cantonale punta a proteggere la quiete serale, notturna e festiva. Non è solo una questione di commercio, ma anche di abitudini sociali. Da una parte c’è il modello italiano, con punti vendita spesso aperti sette giorni su sette. Dall’altra quello ticinese, più severo e legato a un equilibrio tra servizio al pubblico, lavoro e riposo festivo. “Qui non funziona come in Lombardia”, si sentono dire spesso i frontalieri davanti a un supermercato chiuso la domenica mattina.

Orari feriali, domeniche chiuse e competenze divise tra Cantone e Confederazione

Nei giorni feriali gli orari sono più stretti rispetto a quelli italiani. Secondo le regole ticinesi, i negozi in Ticino possono aprire dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 19, con il giovedì prolungato fino alle 21. Il sabato, invece, la chiusura è fissata alle 18.30. La domenica cambia tutto: il divieto di apertura resta la norma, con deroghe poche e definite nel dettaglio. A rendere il quadro meno semplice c’è anche la divisione delle competenze.

Ingresso di un supermercato chiuso con serrande abbassate e carrelli vuoti in una strada bagnata, con montagne sullo sfondo
Un supermercato con serrande abbassate in una tranquilla mattina autunnale, simbolo delle chiusure domenicali in Ticino.

L’apertura dei negozi dipende dal Cantone, ma l’impiego del personale è regolato dalla Legge federale sul lavoro, che vieta il lavoro domenicale salvo autorizzazioni specifiche. In pratica, il Ticino non può decidere da solo di aprire i negozi tutte le domeniche dell’anno. Servirebbero modifiche a livello federale per dare al Cantone più spazio di manovra.

Turismo, piccoli negozi e servizi essenziali: ecco chi può restare aperto

Le eccezioni ci sono, ma hanno confini precisi. Possono restare aperti i distributori di carburante, i chioschi, alcuni negozi nei campeggi, piccoli punti vendita di confine e attività legate alle stazioni di servizio. Anche panetterie, pasticcerie, gelaterie e fiorai possono lavorare nei festivi, tra le 6 e le 18.

Sono servizi di prossimità, non una porta aperta alla grande distribuzione. La novità più importante è arrivata nel 2023, quando il voto popolare ha portato da 200 a 400 metri quadrati il limite di superficie per accedere alle deroghe nelle località turistiche. Da lì sono partite le aperture domenicali di alcune filiali Migros in località come Ascona, Bellinzona Nord, Caslano, Losone, Maggia, Melano, Mendrisio Borgo, Molino Nuovo, Paradiso e Tenero.

Restano fuori, invece, i discount: i punti vendita Aldi e Lidl in Ticino, secondo le indicazioni disponibili, superano tutti la soglia dei 400 metri quadrati. Una differenza concreta, che il cliente spesso scopre solo davanti all’ingresso.

Novembre fa eccezione, dicembre riapre: tra calendario e concorrenza italiana

Il nodo di novembre dipende dalla definizione delle stagioni turistiche. La deroga domenicale vale soltanto durante la relativa stagione, ma novembre non rientra né in quella estiva né in quella invernale. Il risultato è una stretta che tocca località come Ascona, Locarno, Airolo, la vecchia Bellinzona, i quartieri centrali di Lugano e Paradiso: zone dove le aperture domenicali sono possibili per undici mesi all’anno, ma non a novembre. In alcune aree lo stop dura anche di più.

Nei quartieri luganesi di Viganello e Pregassona, per esempio, la deroga vale solo da marzo a ottobre. Nel 2026, inoltre, il mese si apre con una domenica che coincide con Ognissanti, giorno festivo ufficiale in Ticino. A dicembre, invece, il calendario torna ad allargarsi: nelle domeniche tra l’Immacolata e il Natale tutti i negozi del cantone possono restare aperti fino alle 19. A queste si aggiungono quattro domeniche di apertura generalizzata all’anno, fissate dal Dipartimento competente.

Chi non rispetta le regole rischia multe fino a 20mila franchi. Sullo sfondo resta la concorrenza dell’Italia, dove molti consumatori ticinesi continuano a fare acquisti nei giorni festivi: un flusso che la riforma puntava in parte a trattenere, senza però cancellare il principio del riposo domenicale.

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