Mani che separano vetro e plastica davanti a bidoni per raccolta differenziata in cucina, con pile e olio esausto
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Raccolta differenziata, si cambia ancora: come evitare una multa per questi oggetti di uso comune

Separare male rifiuti domestici, RAEE, tessili o oli esausti non è solo un errore da poco: può rovinare il riciclo e, in certi casi, far scattare anche multe.

Secondo il Rapporto Ispra, la raccolta differenziata nazionale è arrivata al 67,7%, con una crescita del 2,3% rispetto agli anni precedenti. Ogni italiano produce in media circa 508 chili di rifiuti all’anno. Il dato mostra un Paese più attento, ma non cancella le differenze: al Nord il sistema è più rodato, mentre in diverse zone del Mezzogiorno il recupero cresce, ma deve ancora fare i conti con problemi organizzativi e impianti non sempre vicini ai cittadini.

Le raccolte più consolidate restano organico, plastica, carta e vetro, spinte dal porta a porta e dai cassonetti di prossimità. Eppure gli errori più comuni nascono proprio in casa: lo scontrino in carta chimica buttato nella carta, la ceramica scambiata per vetro, i sacchetti di plastica usati per materiali che dovrebbero essere conferiti sfusi. “Non bisogna lavare i contenitori, basta svuotarli bene”, ricordano spesso gli operatori ambientali nei materiali dei Comuni. Sembra un dettaglio. Ma fa la differenza.

RAEE, pile e toner: i rifiuti tecnologici non vanno nel secco

I RAEE, cioè i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, non devono mai finire nell’indifferenziato. Telefoni rotti, lampadine a led, piccoli elettrodomestici, monitor e grandi apparecchi vanno portati nelle isole ecologiche, nei contenitori dedicati o riconsegnati ai negozi. Per i grandi elettrodomestici vale il sistema “uno contro uno”, previsto dal decreto legislativo 49/2014: quando si compra un prodotto equivalente, il rivenditore deve ritirare gratis quello vecchio. Il servizio è già coperto dall’ecocontributo pagato dal consumatore.

Mani che separano barattolo di vetro e tappo metallico accanto a cartone, plastica, pile usate e bottiglia d’olio
Separazione dei rifiuti domestici in cucina tra vetro, carta, plastica e rifiuti speciali come pile e olio esausto.

Per i piccoli apparecchi sotto i 25 centimetri esiste invece l’“uno contro zero”: nei punti vendita sopra i 400 metri quadrati si possono consegnare anche senza acquistare nulla. Dal 2025, inoltre, la legge 147/2025 ha introdotto incentivi per favorire il ritiro a domicilio dei mini RAEE quando viene portato via un grande elettrodomestico.

Secondo il Centro di Coordinamento RAEE, nel 2025 in Italia sono stati raccolti oltre 363 milioni di chili di rifiuti elettrici ed elettronici. La quota maggiore riguarda gli elettrodomestici bianchi, seguiti da frigoriferi e climatizzatori. Se la filiera funziona, il riciclo permette di recuperare fino al 90% dei materiali.

Occhio anche a pile scariche, accumulatori e toner esausti. Le batterie vanno nei contenitori dedicati, spesso presenti in supermercati, scuole, uffici comunali e negozi. Nel 2025, secondo i dati del settore, ne sono state raccolte circa 6.200 tonnellate, l’8% in più rispetto all’anno precedente, ma la percentuale nazionale resta ferma intorno al 31%. Le cartucce delle stampanti e i toner, perché possono contenere sostanze nocive, devono seguire canali controllati: isole ecologiche o rivenditori autorizzati. Nel bidone di casa, semplicemente, non ci vanno.

Olio esausto, farmaci e capsule del caffè: gli sbagli che si fanno in cucina

Uno degli errori più dannosi è buttare l’olio da cucina esausto nel lavandino, nel water o nell’organico. Scarti di frittura, oli scaduti e residui di conserve possono intasare le tubature e inquinare le acque. La soluzione corretta è facile, anche se richiede un passaggio in più: filtrare l’olio, versarlo in una bottiglia di plastica ben chiusa e portarlo nei punti di raccolta per oli esausti indicati dal Comune. Una parte viene poi recuperata e trasformata in biocarburanti.

I farmaci scaduti seguono un’altra strada. Sono rifiuti speciali, regolati dal Dpr 254 del 2003, e vanno messi negli appositi contenitori presenti nelle farmacie. Dentro si buttano medicinali, blister e confezioni primarie. Scatole di cartone e foglietti illustrativi, invece, si separano e finiscono nella carta. Non vanno inseriti integratori, garze, cerotti, disinfettanti, siringhe o dispositivi medici: per questi servono canali diversi, secondo le indicazioni del proprio Comune.

Discorso a parte per le capsule del caffè, ormai presenti in moltissime cucine italiane. Non c’è ancora una regola unica per tutti i prodotti. Alcune aziende hanno avviato punti di raccolta, mentre in altri casi il cittadino deve separare, quando possibile, alluminio, plastica e residuo organico. Le cialde in carta biodegradabile, di solito, possono andare nell’umido. Meglio però controllare sempre le istruzioni del produttore e quelle del Comune. Può sembrare una finezza. In realtà decide dove finirà quel rifiuto.

Tessili, cassonetti intelligenti e isole ecologiche: cosa cambia davvero per i cittadini

La raccolta differenziata tessile è diventata sempre più importante, anche per l’aumento dei capi legati alla moda a basso costo. Nei cassonetti dedicati, spesso gialli, si possono mettere abiti usati, scarpe, borse e accessori in buono stato, chiusi in sacchi per aiutare il lavoro degli operatori. Dopo la raccolta, i materiali vengono selezionati: una parte viene igienizzata e rimessa in circolo, anche all’estero; il resto può diventare nuova materia, per esempio panni industriali o imbottiture.

Per i rifiuti che non si possono gestire con il porta a porta restano fondamentali le isole ecologiche, ma molte città stanno cercando soluzioni più vicine ai quartieri. A Milano, Amsa ha attivato il Centro Ambientale Mobile, un servizio itinerante con calendario fissato per raccogliere piccoli RAEE, lampadine, schermi e altri scarti particolari.

In diversi Comuni si stanno diffondendo anche cassonetti accessibili con tessera o carta servizi: servono a tracciare i conferimenti e a ridurre gli abbandoni. Chi sbaglia cassonetto più volte, in base ai regolamenti locali e agli accertamenti della polizia municipale, può andare incontro a multe per errato conferimento. La regola più semplice resta questa: se c’è un dubbio, meglio controllare prima di buttare.

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