Cliente con cestino osserva scaffali refrigerati di latticini e alimenti confezionati in un supermercato moderno
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Svizzera, nei supermercati non trovi nemmeno una bottiglia di vino: il motivo risale a quasi un secolo fa

Non è una mancanza, né una scelta dell’ultimo momento. È una regola che arriva da lontano, voluta quasi un secolo fa dal fondatore Gottlieb Duttweiler e poi confermata dai soci della cooperativa. Per molti clienti italiani, soprattutto comaschi e varesini, l’effetto è immediato: supermercato ordinato, reparti pieni, ma nessuna corsia degli alcolici. Una particolarità svizzera. Anzi, una particolarità Migros.

Basta entrare in un supermercato Migros, tra casse automatiche, pane appena sfornato e tavolette di cioccolato, per accorgersi subito dell’assenza che colpisce di più chi arriva dall’Italia: niente reparto vini, niente lattine di birra, nessuna bottiglia di liquore vicino alle offerte del fine settimana. “Pensavo di non aver trovato la corsia giusta”, raccontano spesso i clienti italiani che fanno la spesa in Canton Ticino o nelle zone vicine al confine.

Per chi è abituato ai supermercati italiani, dove il vino occupa interi scaffali anche nei punti vendita più piccoli, una scelta del genere sembra quasi fuori dal tempo. Lo stesso vale per il tabacco: nelle filiali Migros non ci sono sigarette alle casse, né espositori dedicati. Non è una dimenticanza commerciale e non nasce dalle campagne salutiste degli ultimi anni. È una scelta di identità, riconoscibile quasi quanto l’arancione del marchio, e resiste da decenni anche se i concorrenti vendono regolarmente vino e liquori.

La scelta di Duttweiler: prezzi bassi, ma non sull’alcol

La storia parte dal 1925, quando Gottlieb Duttweiler fondò Migros con un’idea semplice e piuttosto rivoluzionaria per l’epoca: vendere prodotti di uso quotidiano a prezzi più bassi, tagliando i passaggi e riducendo i margini. Tre anni dopo, nel 1928, arrivò la decisione che avrebbe segnato la cooperativa per quasi un secolo: niente alcolici nei negozi. Duttweiler temeva che la forza del suo modello, proprio perché basato sulla convenienza, potesse rendere l’alcol troppo facile da acquistare e favorirne l’abuso.

Uomo con carrello in corsia di supermercato, guarda scaffali con latticini, pane e snack senza alcolici visibili
Un cliente osserva gli scaffali di un supermercato svizzero: corsie piene di alimentari, ma nessun reparto di vino o birra.

La questione, però, non era un rifiuto del vino in quanto tale. Secondo le ricostruzioni aziendali, nei primi anni il fondatore aveva persino valutato di venderlo a un prezzo molto basso, circa 58 centesimi al litro. Poi la scelta cambiò direzione: meglio non usare il prezzo come richiamo per un prodotto che, se consumato senza misura, poteva creare dipendenza. Da qui anche il no al tabacco, rimasto dentro la stessa linea.

Il voto del 2022: i soci tengono fermo il divieto

La regola è tornata davvero in discussione nel giugno 2022, quando oltre due milioni di soci della cooperativa Migros sono stati chiamati a votare sull’eventuale fine del divieto di vendita di alcolici nelle filiali. Per cambiare gli statuti serviva una maggioranza dei due terzi in ciascuna delle dieci cooperative regionali. Non è arrivata.

Anzi, il risultato è stato netto: in tutte le regioni ha vinto il no, con percentuali vicine all’80% nelle cooperative di Zurigo e dell’Aare. Al voto hanno partecipato anche i circa 104 mila soci ticinesi, in una consultazione seguita con curiosità anche oltreconfine. Per accompagnare la chiamata alle urne, Migros aveva lanciato una birra simbolica: “Oui”, alcolica, in caso di apertura alla vendita, e “Non”, analcolica, se il divieto fosse rimasto.

Alla fine ha vinto la seconda. Più che una decisione commerciale, è stata una conferma culturale: molti soci hanno spiegato di vedere quel divieto come parte del carattere della cooperativa, non come una semplice regola di assortimento.

Denner, Migrolino e rivali: l’eccezione resta nelle filiali Migros

Il divieto, però, non significa che il gruppo Migros sia completamente fuori dal mercato degli alcolici. Da anni controlla Denner, catena discount molto conosciuta in Svizzera anche per l’offerta di vini, birre e superalcolici. Inoltre, prodotti alcolici si trovano nei negozi di prossimità Migrolino e attraverso alcuni canali online collegati al gruppo. Nelle filiali Migros tradizionali, quelle “arancioni”, restano invece ammessi solo prodotti come praline e dolci con piccole quantità di alcol, considerati dall’azienda compatibili con lo spirito originario della regola.

I concorrenti hanno scelto un’altra strada: Coop, principale rivale di Migros, vende normalmente vino e liquori, così come Manor, Aldi e Lidl. Chi in Svizzera cerca una bottiglia da portare a cena, quindi, non fatica a trovarla: deve solo entrare in un’altra insegna. Eppure il voto del 2022 ha mostrato che una larga parte di clienti e soci resta legata a questa eccezione. Per chi arriva dall’Italia può sembrare una stranezza; per molti svizzeri, invece, è semplicemente Migros.

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