Cabine di funivia urbana sopra una strada con fermata bus, binari ferroviari, lago e colline sullo sfondo
Magazine

Varese vuole la sua funivia urbana come Parigi e Londra: otto fermate sospese dal lago all’università

La proposta è stata presentata il 22 ottobre a Palazzo Pirelli dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Licata, durante l’aggiornamento del Programma regionale della mobilità e dei trasporti verso il 2032. L’obiettivo è alleggerire alcuni dei nodi più trafficati della città e offrire un’alternativa al trasporto su gomma.

Per ora non ci sono cantieri, né date. C’è però un primo passaggio politico: l’approvazione di un ordine del giorno che chiede alla Regione di studiare la fattibilità dell’opera.

Il percorso immaginato per la funivia urbana di Varese toccherebbe tre punti considerati decisivi per gli spostamenti in città. Si partirebbe da Capolago, sulla riva del lago, zona frequentata da residenti e turisti, soprattutto nei fine settimana.

Da lì il collegamento salirebbe verso Bellavista, dove si incontrano l’autostrada Milano-Varese, le strade di scorrimento e il nodo di scambio tra treni e autobus. Ultima tappa: il campus dell’Università dell’Insubria a Bizzozero, attraversato ogni giorno da studenti, docenti e personale amministrativo.

L’idea, ha spiegato Licata in Regione, è capire se il trasporto a fune possa diventare non una curiosità, ma un pezzo vero della rete cittadina. Il punto di partenza è uno studio serio, con numeri, costi e ricadute da misurare. Solo dopo le verifiche tecniche si potrà dire se il collegamento Capolago-Bellavista-Insubria sia sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e dei trasporti.

Perché la funivia guarda ai punti più critici del traffico varesino

La scelta del tracciato non è casuale. Il traffico tra il centro di Varese, la tangenziale, le zone universitarie e le direttrici verso il lago è da anni uno dei nodi più delicati della mobilità locale. Il problema si sente soprattutto al mattino e nel tardo pomeriggio. Chi si muove verso Bizzozero lo sa bene: code, rallentamenti e tempi di percorrenza che cambiano da un giorno all’altro.

Cabina di funivia urbana sospesa sopra una strada trafficata, con città, lago e colline sullo sfondo
Una cabinovia sopra il traffico cittadino, immagine simbolo del progetto di funivia urbana per Varese tra lago, interscambi e area universitaria.

Secondo i promotori, una cabinovia elettrica potrebbe garantire un tragitto più regolare, con attese ridotte alle stazioni e senza restare bloccata nel traffico. Il vantaggio non riguarderebbe solo gli studenti dell’Università dell’Insubria, ma anche chi deve raggiungere Bellavista o arrivare al lago senza usare l’auto privata.

C’è poi il tema del consumo di suolo, indicato come più contenuto rispetto a nuove strade o opere più pesanti. In una città stretta tra colline, lago e assi viari già sotto pressione, non è un dettaglio.

Parigi, Tolosa e Londra: dove il trasporto a fune è già urbano

Chi sostiene il progetto guarda anche a quanto accade in altre città europee, dove il trasporto a fune urbano è già parte degli spostamenti quotidiani. A Parigi, il Câble C1, operativo da dicembre 2025 secondo il quadro richiamato dai promotori, collega per circa 4,5 chilometri l’area di Créteil con Villeneuve-Saint-Georges. Il tempo di viaggio scende da circa 40 minuti a 18. Non una funivia turistica, quindi, ma un servizio pensato per pendolari e residenti.

Il caso più vicino a Varese resta però Tolosa, dove la funivia è inserita nella rete del trasporto pubblico locale. L’impianto collega l’università Paul-Sabatier, l’ospedale di Rangueil e l’istituto di ricerca Oncopole lungo un percorso di circa tre chilometri, evitando un tragitto su strada che in auto può superare la mezz’ora. A Londra, invece, la cabinovia attraversa il Tamigi per 1,1 chilometri tra la penisola di Greenwich e i Royal Docks. Un caso diverso, certo, ma utile a mostrare come le cabine sospese non siano più associate soltanto alla montagna.

Ora servono numeri: costi, tempi e collegamenti con metrotranvia e interscambi

Adesso la partita si sposta sullo studio di fattibilità. L’ordine del giorno approvato chiede di approfondire il collegamento Capolago-Bellavista-Insubria, ma non indica ancora costi, tempi di realizzazione o modello di gestione.

Mancano anche dati pubblici su portata oraria, numero di stazioni, tariffe possibili e collegamenti con autobus e ferrovia. In questa fase si ripartirà, secondo le prime indicazioni, dagli studi già raccolti sul territorio, anche grazie al contributo del Rotary Club di Varese e del Comitato TramTreno, ringraziati da Licata per il lavoro preparatorio.

La funivia urbana non è l’unica proposta inserita nel quadro della mobilità regionale. Nello stesso documento compaiono anche la valutazione di una metrotranvia di superficie lungo la direttrice Varese-Laveno, il nuovo svincolo di Gazzada e Buguggiate per alleggerire il nodo tra A8, Pedemontana e strade provinciali verso il lago, lo studio sul raddoppio della linea Laveno Mombello-Gallarate e l’ipotesi di aumentare i parcheggi di interscambio per i frontalieri.

Non una singola opera, dunque, ma un insieme di interventi. Ed è qui che si giocherà la vera sfida: capire se la funivia potrà entrare davvero nel sistema dei trasporti varesino, o se resterà una buona idea sulla carta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA