E se dal cilindro (malconcio, dopo il Disastro Quirinale) del centrodestra comasco, in vista delle elezioni comunali di primavera, spuntasse Anna Veronelli? Siamo alle suggestioni, per ora. Ma ormai si sa: visto come sono finite le “certezze” della coalizione in Parlamento, forse oggi sono da ritenersi più saldi i rumors che non le indicazioni stentoree.
Dunque, nel clima tempestoso del momento, e tenendo conto che sarebbe una scommessa troppo azzardata calare oggi dall’alto qualche nome deciso a tavolino da segreterie politiche mai così indebolite, forse l’usato sicuro e popolare potrebbe rivelarsi la carta buona che non t’aspetti. Questo, almeno ascoltando le indiscrezioni portate dal vento tiepido di questi giorni, sembra essere un orientamento destinato a farsi più saldo con il passare dei giorni tra i vari attori del centrodestra comasco (Lega, Fratelli d’italia, Forza Italia, civica Insieme). Giorni che poi, da qui al momento del voto, sono ancora abbondanti (Como dovrebbe votare nella tarda primavera) ma forse non tantissimi, soprattutto se si volesse puntare su un nome nuovo, magari non troppo conosciuto.
Per dire, il farmacista Roberto Tassone, prima di chiamarsi fuori improvvisamente dalla mischia, sembrava deciso a bruciare i tempi proprio per la necessità di far circolare il proprio nome anche là dove non è proprio una celebrità (periferie, quartieri, ecc). Comprensibile: in meno di quattro mesi, pur in quel paesone vestito da città che è Como, raggiungere ogni via del capoluogo partendo quasi da zero non è impresa semplicissima per nessuno.
Il compito, volendo, potrebbe essere più semplice per il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, che Como la conosce e da Como è conosciuto anche per le lunghe esperienze politico-amministrative a Palazzo Cernezzi degli anni precedenti. Ma sul suo nome non sembra che l’intera coalizione abbia ancora fugato dubbi e perplessità. E qui torniamo ad Anna Veronelli.
Il nome dell’attuale presidente del consiglio comunale, esponente storico di Forza Italia di cui ha sempre incarnato il volto moderato e diplomatico, pare abbia preso a circolare sottovoce tra le segreterie politiche del centrodestra da una decina di giorni. Cioè da quando il centrosinistra, benché ancora alle prese con qualche scossone, ha di fatto aperto la campagna elettorale a sostegno della candidata Barbara Minghetti.
Nel valutare propri nomi per portarli a un tavolo di coalizione, gira e rigira tutti i segretari si sono scervellati per individuare una figura rispondente almeno a qualche requisito base essenziale: 1) figura politica; 2) con esperienza amministrativa a Palazzo Cernezzi; 3) capace di potere fare da punto di caduta tra le diverse spinte che tendono la coalizione (la collocazione sempre più centristra di Forza Italia, le pulsioni destrorse di FdI e Lega, l’esigenza di una qualche continuità con i cinque anni uscenti della lista Insieme); 4) se donna meglio, benché nessuno abbia mai posto la questione come essenziale.
E dunque, ecco che sono apparse varie personalità, oltre al meloniano Molinari in campo formalmente da mesi: Alessandra Locatelli e Alessandra Bonduri (Lega), Elena Negretti (Insieme), Amelia Locatelli e, appunto, Anna Veronelli per Forza Italia. Quest’ultima, però, sembra a oggi rispondere più di tutte ai requisiti già citati. E dunque, pur senza alcuna decisione già presa, il nome della presidente dell’aula a Palazzo Cernezzi si può considerare in lizza concretamente.
Inutile dire che l’eventuale scelta su Veronelli aprirebbe un caso a Erba, dove si attende che Veronica Airoldi sciolga la riserva sul bis o no: nel caso la risposta fosse affermativa, potrebbe il partito certamente minoritario della coalizione (Forza Italia) piazzare due sindaci d’area su due, la prossima primavera? Tenendo conto che a quel punto Cantù resterebbe un forziere leghista, la questione si porrebbe. E allora, ecco che forse – al di là della volontà di Airoldi – se Veronelli fosse alla fine la candidata sindaco per Como, in Brianza potrebbe prendere quota un nome di Fratelli d’Italia (Claudio Ghislanzoni, con ogni probabilità, come già si vociferò mesi fa).
Insomma, il gioco degli incastri è ancora assolutamente in corso e nessuno può escludere altre sorprese. Ma i movimenti ci sono.