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Politica

Como, centrodestra al conclave bis per il Patto di fine mandato. Ma sul decalogo scritto è tensione

Ci riprovano, anche se ognuno la vede ancora a modo suo.

Partiti e liste della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco di Como Mario Landriscina, entro i prossimi 2 giorni – presumibilmente mercoledì prossimo – si riuniranno in un nuovo conclave dopo quello dell’altra settimana.

Senza giubilo, ma Landriscina ricompatta il centrodestra. Sul suo bis però aleggia graaaande prudenza

Obiettivo? Stabilire i famosi punti fondamentali del programma per l’auspicato Patto politico di fine mandato. I soliti, in realtà: certezze sul completamento del nuovo palazzetto e della nuova piscina di Muggiò (l’iter di quest’ultima è partito, il Comune ha già messo in cantiere 3 milioni utili per il leasing), tappe chiare e celeri sui nuovi giardini a lago, parcheggio da un centinaio di posti in Ticosa (zona Santarella), avvio della “maledetta” bonifica della cella 3 sempre nell’ex area industriale, garanzie sul futuro arredo del nuovo lungolago (incombenza che spetta a Palazzo Cernezzi) maggiore e migliore comunicazione sui risultati ottenuti in questo mandato e sui progetti concreti in arrivo (illuminazione pubblica e manutenzione delle scuole su tutti).

Ma allora qual è il terreno scivoloso? Fondamentalmente il punto più critico non è tanto l’obiettivo generale di un patto di fine mandato tra tutte le forze in consiglio comuanale, bensì le modalità con cui decidere in via definitiva i singoli temi.

Una fetta della coalizione (in primis Forza Italia, a seguire Lega e Insieme per Landriscina) vorrebbe un vero e proprio documento scritto, firmato e approvato da tutti a fare da guida ferrea per i prossimi mesi.

All’interno di questo teorico scritto, non soltanto le questioni pratiche ma anche quelle di carattere “filosofico”: in particolare un freno all’esuberanza in solitaria di qualche componente, ovvero Fratelli d’Italia.

Questi ultimi però, pur non avendo granché da eccepire sulla stretta ai bulloni della coalizione per affrontare gli ultimi 10 mesi di mandato, avrebbero già lasciato trapelare un no secco a qualsiasi ipotesi di decalogo o vademecum scritto da sottoscrivere. Un accordo verbale tra alleati – secondo i meloniani – potrebbe bastare e avanzare.

Ad ogni modo, mercoledì prossimo ogni partito porterà al tavolo del confronto le proprie priorità e le proprie richieste: partendo da qui, si tenterà una sintesi generale e condivisa per serrare le fila e avviare lo sprint verso le elezioni 2022.

Se poi questo avverrà con Mario Landriscina o con altri aspiranti alla fascia tricolore, quello è ancora tutto da vedere.

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Un commento

  1. È strano come ci si ponga il problema di un patto scritto per evitare che i componenti della maggioranza critichino la maggioranza. Si potrebbe chiamarlo il patto anti-masochista. In realtà il patto è molto più serio. È l’accordo per evitare che qualcuno si smarchi dal fallimento di questa Amministrazione prima della fine del mandato. La richiesta di un “decalogo” scritto è la dimostrazione che la barca sta affondando ma che nessuno deve urlare il “si salvi chi può” prima degli altri. Affonderanno tutti in silenzio ma obbedienti al “decalogo” che a leggere bene può essere interpretato come l’epitaffio del fallimento del centrodestra alla guida del Comune di Como. Grazie per il chiarimento sempre che si sentisse il bisogno.

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