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Politica

Como, devastante attacco di Stefano Molinari (FdI) a Forza Italia: poche righe, 4 anni di accuse. “Sono nel caos”

Tra questioni tecnico-economiche più o meno importanti e contingenti (l’ultima è l’assurda baruffa nel centrodestra cittadino sul chiedere o meno al Governo ulteriori milioni per il futuro palazzetto dello sport a Muggiò, ad esempio) ci siamo un po’ persi la polpa vera. Quella che, al di là del singolo caso, potrebbe segnare i percorsi politici in prospettiva elezioni 2022.

E la polpa vera sono le righe dedicate dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Stefano Molinari, a Forza Italia, tramite il profilo Facebook.

Lo spunto è quello dei milioni per il palazzetto arrivato a costare sulla carta, per ampliamento del progetto, circa 14 milioni rispetto ai 7 iniziali, cosa che ha fatto indispettire assai il coordinatore provinciale di Forza Italia che non vorrebbe affatto procedere con la richiesta romana di nuovi fondi, come ha spiegato La Provincia negli ultimi due giorni. Ebbene, da questo singolo trampolino di lancio (reso ancora più gustoso dal fatto che assessori e consiglieri forzisti sembrerebbero invece d’accordo, a differenza del loro capo provinciale, a finanziare il palazzetto in versione maxi), Molinari ha spiccato un balzo polemico che copre addirittura gli ultimi 3-4 anni. L’intero mandato del sindaco Mario Landriscina a Palazzo Cernezzi insomma.

Ribadendo il proprio appoggio alla richiesta dei fondi al Governo per ampliare e realizzare la struttura polisportiva a Muggiò, Molinari imbraccia il mitra dialettico e lo punta sui presunti alleati sottolineando tanto per cominciare “il caos che regna in FI”.

E poi, via: “Lo stato confusionale nasce con l’inspiegabile abbandono della giunta a inizio mandato, prosegue poi con la confusione sull’illuminazione pubblica (avessimo ascoltato FI non un solo lampione sarebbe stato sostituito), passando per il futuro della piscina di Muggiò (gli azzurri avrebbero voluto riparare con fondi comunali l’attuale impianto, ndr), senza dimenticarci del ben servito dato al Sindaco dal coordinatore provinciale di FI subito smentito (?) dal leader maximo (qui il riferimento è alla famosa intervista a Mauro Caprani e al lanciato di Alessandro Fermi come possibile candidato sindaco di Como, ndr)”.

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Finita qui? Macché, il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia si fa beffe anche del fatto che in Comune a Como la delibera sul palazzetto di Muggiò ora nella bufera è stata preparata proprio da un assessore di Forza Italia, Pierangelo Gervasoni, prima che il suo (teorico?) coordinatore provinciale, alias sempre Mauro Caprani, non la stroncasse, dando la sensazione effettivamente di un partito spaccato in due tronconi.

“Ora l’atto finale – sottolinea infatti velenosamente Molinari – con un assessore forzista che propone una delibera e il suo rappresentante politico che la boccia senza mezzi misure”. Chiusa finale con professione di fede del coordinatore meloniano verso il “dialogo per il quale siamo sempre pronti e disponibili perché crediamo nel centrodestra tradizionale”.

E anche le ultime due paroline, comunque, qualche messaggio interno lo contengono.

4 Commenti

  1. Caro Gioele, Lei è sicuramente di parte e fa il suo mestiere, ma non mi pare che a sinistra le cose vadano meglio, l’essere all’opposizione facilita le cose, ma i “distinguo” e le teste in disaccordo pare ci siano anche li…..

    1. Per questo ormai è necessario trovare alternative lontane dagli estremismi del populismo di destra, di quello di sinistra e del qualunquismo dei tanti Rspinese che bazzicano nel nostro Paese. A Como è l’unico modo per evitare altri 5anni di nulla.

  2. In realtà la confusione non regna sovrana in Forza Italia ma regna sovrana nel centrodestra cittadino. Un giorno si organizzano riunioni per ricompattare la coalizione per la campagna elettorale del 2022, il giorno appresso si attacca a testa bassa alla poco chiara linea politica degli alleati. Strano. Tra le accuse che nella scorsa campagna elettorale furono mosse al centrosinistra cittadino, c’era l’eccessiva litigiosità all’interno della coalizione. Rispetto a questi gli amici del PD e i loro alleati sembrano degli agnellini. Mi sa che l’unica è trovare una coalizione moderata, in tutti i sensi, che si ponga in modo equidistante dagli estremi e dagli estremisti. Forse ormai è l’unico modo per uscire dalla solita litania di j’accuse che regna sovrana. 😊

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