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Dopo il trionfo di Giorgia Meloni, Molinari: “Spero in Alessio Butti ministro. L’opposizione in Consiglio a Como? Ora cambio di passo”

Il trionfo di Giorgia Meloni smuove, al pari di quanto accaduto nel resto d’Italia, anche le acque del Lago di Como, ormai placidamente “rapinesizzate”.

Una vittoria schiacciante, quella di Fratelli d’Italia, giustamente celebrata dal coordinatore provinciale Stefano Molinari che – dopo lunghi mesi trascorsi in prima linea, con la sua iniziale candidatura, poi sfumata, a sindaco, e l’inserimento, sempre del suo nome, al quarto posto tra quelli in lizza per un seggio nel nuovo Parlamento – riflette sull’impresa straordinaria centrata a livello nazionale, richiamando all’ordine i suoi e invocando, a Como, un “cambio di passo”.

Partiamo dalla cronaca recente che in Italia, così come in Europa, si traduce nei numeri esaltanti del trionfo del centrodestra, solidamente guidato da Fratelli d’Italia. Una vittoria che porta con sé un futuro immediato fatto di scelte e impegni molto gravosi.
Si sta già lavorando, ma permetteteci di festeggiare seppur in maniera pacata, vista la situazione. Siamo ovviamente soddisfattissimi e ben consci che siamo al Governo in quello che forse è uno dei momenti più duri della nostra storia. I temi sono tanti, a partire dall’economia, dalle famiglie in difficoltà e dai rincari. Dobbiamo intervenire subito. E il Governo, in fase di creazione, se ne farà carico.

Un lavoro, quello che ha portato al 25 settembre, che ovviamente affonda le radici indietro nel tempo.
Certo. L’obiettivo ottenuto, che ci ha portati a livello nazionale dal 4 al 26% in quattro anni è qualcosa di grandioso. Così come le cifre esaltanti della crescita nel nostro territorio dove siamo passati dal 3 al 30%. Tutto ciò è frutto della leadership carismatica di Giorgia Meloni e del lavoro sul territorio della classe dirigente e di tutti i Fratelli d’Italia, dal primo all’ultimo.

A questo punto nella prossima lista dei ministri vedrebbe bene il nome di Alessio Butti?
La nostra comunità spera ovviamente in Alessio Butti e tutti noi saremmo orgogliosi se venisse destinato a qualche compito di rilievo. A differenza di molti altri ministri, lui avrebbe le capacità e le competenze. Lo vedrei ovviamente preparato e prontissimo a prendere in mano temi quali quelli legati alle telecomunicazioni o all’innovazione digitale. Insomma è un augurio che tutti noi facciamo ad Alessio in attesa di capire nel dettaglio la formazione del prossimo esecutivo.

Prima del trionfo a livello nazionale, ci sono però stati, a Como, i lunghi mesi che hanno portato alle elezioni del nuovo sindaco. Con la sua iniziale candidatura poi sfumata, nonostante il consenso che stava raccogliendo. Un passaggio che ha creato all’interno del partito tensioni. Cosa è accaduto?
In politica può accadere di tutto. Voglio però precisare che sia la mia iniziale candidatura a sindaco, così come l’inserimento del mio nominativo per le politiche, sono state iniziative nate e prese dalla base. E io ne sono stato contento, anche se poi strada facendo sono state fatte altre valutazioni.

Forse però la quarta posizione in lista per le politiche non era proprio come essere in pole position?
Certo, non era una collocazione ideale. Ma questo purtroppo è frutto di una legge elettorale che noi non abbiamo mai voluto e non abbiamo mai votato e che purtroppo non prevedendo preferenze, dà adito all’usanza di inserire nei collegi più sicuri i cosiddetti paracadutati.

L’ultimo argomento, non poteva essere altrimenti, riguarda Como. Dopo lo tsunami Rapinese e il primo periodo di assestamento necessario per tutti, non sembra che dall’opposizione stiate “spingendo” molto.
Ammetto che è necessario un cambio di passo. Prima le elezioni amministrative, poi i nuovi equilibri e subito dopo la campagna elettorale per le politiche. Tutto questo ha forse frenato l’azione in Consiglio. Si tratta di una constatazione che ho fatto come dirigente provinciale. Ed è necessario adottare le dovute contromisure. Tutti dovranno mettersi al lavoro per evidenziare dove c’è la necessità di intervenire. Dobbiamo riprendere a tutto ritmo con un’opposizione mirata e intelligente.

In tutto questo sembra si stia defilando l’ex candidato sindaco Giordano Molteni, assente nelle ultime sedute di Consiglio comunale. Si profila qualcosa all’orizzonte?
Assolutamente no. Giordano è presente, contribuisce alla causa e si è dato da fare nella recente campagna elettorale. Solo degli impegni lavorativi e un viaggio lo hanno tenuto lontano da Palazzo Cernezzi dove ritornerà dalla prossima seduta del Consiglio comunale.

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