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Elezioni 2027 Costruiamo scende in campo: “Como non è una periferia senza storia o un parco giochi”

La pre campagna elettorale in vista delle elezioni comunali 2027 è partita da qualche settimana, commenti e interventi di chi ha ambizioni sono sempre più frequenti e anche le diverse associazioni territoriali cominciano a muoversi con un classico: la stagione degli eventi e dei dibattiti pubblici. In questo solco si sta muovendo L’Associazione culturale COstruiaMO che “ha organizzato una serie di eventi, uno spazio civico aperto a tutti per tornare a discutere e decidere insieme sul futuro di Como. Come spunto di partenza, propone un primo documento che possa essere una sintesi costruttiva del dibattito.

Ed ecco dunque il manifesto diffuso dal sodalizio in queste ore:

PRIMA LA CITTÀ

  • Ci appelliamo ai cittadini di Como, che vivono ed amano la città. Ai cittadini che si rispecchiano nel nostro Manifesto per l’etica della città di Como per “l’elogio del cittadino come costruttore attivo di spazi politici fecondi e umanizzanti, nel segno di una politica intesa come inizialità, generatività, eticità, dono mai concluso di sé all’edificazione di una civitas gravida di vita”.

  • COstruiaMO nasce come esperienza civica autonoma, radicata nella città e animata da un impegno disinteressato verso il bene comune. Oggi, davanti alla fase complessa che Como sta attraversando, sentiamo che non è più tempo di osservare: è tempo di alzare lo sguardo e assumersi una responsabilità pubblica.

  • Negli ultimi decenni la città ha cambiato pelle. La manifattura che ne aveva costruito l’identità si è ridimensionata; al suo posto sono avanzati il turismo internazionale e il suo indotto economico. Questi processi hanno ridefinito i flussi, il lavoro, gli stili di vita, la riorganizzazione sociale. Ma a questo cambiamento non ha corrisposto una regia politica capace di interpretarlo e orientarlo. Intanto la pressione immobiliare è aumentata, il costo della vita è salito, l’accesso alla casa si è fatto più difficile per i ceti meno abbienti e molti giovani qualificati faticano a trovare a Como uno spazio stabile di futuro. Il centro storico si è trasformato sotto la spinta di operazioni immobiliari e commerciali che spingono verso una progressiva “turistificazione” dello spazio urbano, rendendo più incerta l’identità collettiva e più disagevole la vita dei residenti, che vedono modificarsi servizi e funzioni a vantaggio dei visitatori. I quartieri chiedono un’attenzione oggi insufficiente, mentre le energie pubbliche appaiono prevalentemente orientate verso il centro, meta di flussi turistici che generano ricchezza ma sono poco o nulla governati e scarsamente integrati in una visione complessiva.

  • In questo scenario, il dibattito politico locale appare debole e frammentato, disinnescato volutamente da chi dovrebbe stimolarlo. Manca un’analisi strutturale e condivisa delle trasformazioni in atto. Manca una visione di medio-lungo periodo. Non è più sufficiente l’ordinaria amministrazione. Non bastano né polemiche quotidiane leadership improvvisate. Quando una visione non c’è, la città viene guidata dagli eventi o, peggio, dagli interessi più forti. Quando la politica arretra, avanzano gli interessi organizzati.

  • Il rischio concreto è che Como diventi sempre più terreno di conquista per grandi operazioni immobiliari e strategie di breve periodo, più attente alla valorizzazione patrimoniale che alla qualità della vita e alla coesione sociale. La progressiva riduzione degli spazi di vita, di lavoro e di comunità sarebbe una conseguenza inevitabile. Como non può essere modellata solo sulla rendita, sul lusso e sull’attrattività per pochi. Rischia altrimenti di trasformarsi in una

    piattaforma turistica e immobiliare, sempre meno città vissuta, produttiva e accogliente. Rischia di diventare una città esclusiva e, quindi, escludente.

    • Noi crediamo invece che Como possa scegliere un’altra strada. Crediamo che sviluppo e coesione non siano alternativi; che turismo e servizi per residenti, famiglie e lavoratori possano convivere; che attrattività internazionale e diritto all’abitare per i comaschi storici e per chi, pur venendo da fuori, ha scelto questa città per il proprio progetto di vita, possano essere tenuti insieme da una regia pubblica autorevole e trasparente. Non è una battaglia contro l’impresa, ma per riaffermare un principio fondamentale: lo sviluppo deve essere governato nell’interesse generale.

    • Per farlo occorre tornare al primato della “Politica”, intesa come scienza di governo e non come semplice gestione dell’esistente priva di progetto e visione.

    • Per questo COstruiaMO promuoverà un ciclo di dibattiti pubblici e chiamerà a discutere la stampa, le categorie economiche, le professioni, il mondo del lavoro, le associazioni, i quartieri, le forze politiche e tutti coloro che sono disponibili al confronto. Non per sommare sigle o costruire un cartello elettorale, ma per riaccendere uno spazio civico vivo nel quale analizzare dati, immaginare scenari e assumere responsabilità.

    • Como è la città di Plinio e di Alessandro Volta. Non una periferia senza storia, modellabile come un parco giochi per visitatori, ma un laboratorio di cultura, innovazione e apertura europea. Quel patrimonio non è un ricordo da celebrare: è una misura alla quale tornare ad ambire e un criterio con cui orientare le scelte di governo.

    • L’obiettivo è chiaro: vogliamo gettare le basi per un nuovo rinascimento culturale e sociale che costruisca anche le condizioni per un progetto politico-amministrativo solido, nato dal basso, fondato su analisi rigorose e su una visione condivisa. Nessuna fusione a freddo, nessuna operazione tattica. Solo un percorso trasparente e responsabile. Prima viene la città, poi le candidature.

    • Risvegliare Como significa ricostruire fiducia tra i residenti, ridurre la distanza e la disaffezione tra i cittadini e le istituzioni, ridare centralità ai quartieri, garantire equilibrio tra sviluppo e diritti, sottrarre le scelte strategiche all’opacità e ricondurle entro una visione ordinata e trasparente. COstruiaMO intende offrire metodo e sede a questo percorso, nella convinzione che solo una comunità consapevole possa sottrarsi alla logica degli interessi calati dall’alto e darsi una guida all’altezza della propria storia e della propria tradizione.

    • La città non ha bisogno di slogan, ma di un governo vero, di una politica locale che sappia ascoltare, di una visione, di un’identità.

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