Scontro a distanza, ma durissimo, tra il consigliere regionale comasco di Forza Italia, Sergio Gaddi, e il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi, Lorenzo Quadri. Il botta e risposta si è sviluppato con due distinti interventi su facebook, entrambi con al centro la Svizzera e il tema dei controlli e del rispetto delle regole, con l’immane tragedia di Crans Montana sullo sfondo.
E’ stato Gaddi il primo a scrivere: “Com’era logico e prevedibile sin dall’inizio, sulla strage di Crans-Montana emergono enormi responsabilità personali, tecniche e politiche. Lo stesso sindaco della cittadina ammette controlli inesistenti da anni. A questo punto è lecita una considerazione di natura sociale e sul modello culturale”. Da questo punto in poi, in effetti, il ragionamento del consigliere regionale si amplia.
“La Svizzera – scrive Gaddi – che si è sempre distinta per lezioncine e ditini alzati verso l’Italia, patria del più assoluto rigore per il quale vai in carcere se ti prendono a 51 km/h col limite di 50 (salvo poi permettere ai suoi cittadini di sfrecciare a tutta velocità dopo il confine) diventa molto mediterranea e tollerante quando si tratta di dimezzare una scala di ingresso o di (non) mettere gli estintori in un seminterrato trasformato in affollato ritrovo per giovanissimi”.
E ancora: “E’ solo un esempio, sebbene tragico, ma se ne potrebbero fare molti altri, in ambiti differenti. Allora, per venire al punto. Siamo così sicuri del valore di queste impostazioni di vita (non solo svizzere, ma molto diffuse nel severo e frugale nord Europa) dove il formalismo estremo di dettagli spesso irrilevanti sia esaltato come il principale modello di comportamento civico? Non è preferibile un approccio sociale forse un po’ più disordinato, solare e rumoroso, ma capace di distinguere le pubbliche priorità e di metterle nel giusto ordine? Dovrebbe essere del tutto ovvio che la sicurezza di una discoteca viene ben prima di un disco orario scaduto. Ma purtroppo non sempre è così”.
Poco dopo, però, dal Ticino ecco arrivare la replica a distanza di Lorenzo Quadri: “A questo consigliere regionale lombardo, che sulla sua paginuzza fb pubblica simili abiette scemenze – ha scritto il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi – è il caso di ricordare che, senza l’odiata Svizzera, 80mila frontalieri e altre decine di migliaia di padroncini lombardi (tra i quali verosimilmente anche dei suoi elettori), non avrebbero la pagnotta sul tavolo. Per non parlare delle centinaia di migliaia di italiani a cui la Svizzera ha dato lavoro e dignità. Oltre che rifugio in tempi bui”.