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Politica

Lido di Viale Geno a una società di Bresso. Rapinese: “Capitale di 100 euro, assessore è vero?”

Torna, sebbene indirettamente, in consiglio comunale a Como il futuro del Lido di viale Geno. Come noto, dopo numerose polemiche e traversie urbanistico-legali, il centro comunale affacciato sul primo bacino è stato aggiudicato dopo gara pubblica alla società Vite Srl di Bresso (Milano), che risulta attiva nel settore della ristorazione. La concessione durerà 20 anni e il canone annuale che la società dovrà versare alle casse di Palazzo Cernezzi sarà di 110mila euro.

L’assegnazione decisa dalla Commissione comunale ha visto prevalere la Vite Srl di Bresso sugli unici concorrenti rimasti in lizza al rush finale, grazie a un punteggio finale di 98,50 suddiviso in offerta tecnica (valutata 70 punti) e offerta economica (valutata 28,5 punti).

In totale gli sfidanti comaschi aveva raggiunto un punteggio complessivo di poco superiore a 89 e l’offerta economica era di 90mila euro all’anno.

Ieri sera, nell’ambito della discussione sul Piano comunale di alienazioni e valorizzazione dei propri beni, il consigliere comunale Alessandro Rapinese ha chiesto ulteriori informazioni all’assessore al Patrimonio, Francesco Pettignano.

“Vorrei chiedere se sia vero che la società rimasta in campo per la gestione del lido di viale Geno, con tutto il rispetto, abbia un capitale di 100 euro, cosa che non so per certo e proprio per questo chiedo all’assessore una risposta ufficiale, e poi domando se sia vero che la società sia stata aperta poche ore prima del bando di gara”, ha detto in aula Rapinese.

La risposta, però, non è arrivata subito. Pettignano, infatti, ha replicato che servirà tempo per rispondere a questa e altre questioni poste dai consiglieri ieri sera, dunque le informazioni “saranno date nella seduta di mercoledì prossimo”.

2 Commenti

  1. È troppo simpatico in nostro splendido Assessore al Patrimonio di Fratelli d’Italia. Se non ci fosse dovrebbero inventarlo. Il sistematico ritardo con cui risponde alle domande, anche le più semplici tra quelle poste dai Consiglieri, denota solo un’alternativa. Non sa di cosa si parla e deve informarsi, fatto grave! Oppure sa benissimo di cosa si parla e deve guadagnare tempo per argomentare la sua solita “superba” giustificazione, fatto ancora più grave!

  2. Domanda: ma nel bando vi era un limite di capitale versato ? O di anzianità di iscrizione al R.I. ? Altrimenti, al di là di considerazioni accademiche, è tutta “aria fritta”…

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