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Politica

Como, il pranzo Renzi-Gaffuri per Traglio candidato sindaco bis. E lui: “Sì, mi piacerebbe. Ecco perché”

E’ un pomeriggio tiepido di fine ottobre la scheggia che all’improvviso può cambiare la direzione – assolutamente fiacca e prevedibile, finora – dei movimenti elettorali in vista delle comunali di Como nella primavera 2022.

Sono circa le 13.30, Birrificio di Camerlata. Una Passat grigio-presidenziale attende qualcuno in posizione anomala, esattamente fuori dal portone di ingresso del locale. Normalmente, lì non si può sostare.

E allora, legittimo curiosare un po’. Almeno fino a quando dall’antro girevole sbuca esattamente lui, l’ex premier e ora leader di Italia Viva Matteo Renzi, in versione man-in-black.

Il Giglio di nero vestito è solo, risponde con grande cortesia al saluto ma alla vista del taccuino gira rapidamente i tacchi senza profferire ulteriore parola e si infila nella Passat, che rapidamente si dissolve in via Pasquale Paoli. Ma possibile che Renzi – in mattinata presente ai funerali dell’amico Raffaele Tiscar, già suo vicesegretario generale alla Presidenza del Consiglio – abbia pranzato solo soletto a Camerlata? No, ovviamente. Legittimo curiosare un po’.

Scelta azzeccata: poco dopo, dalla stessa porta d’uscita del Birrificio esce la coppia che davvero non ti aspetti. Vicini vicini, intenti a parlare fitto fitto, ecco materializzarsi il segretario provinciale comasco di Italia Viva, Alberto Gaffuri, e nientemeno che l’imprenditore ma soprattutto ex candidato sindaco del centrosinistra nel 2017, Maurizio Traglio.

Tutto si lega, a questo punto. Ed emerge di botto, senza preavviso, lo schema di cui Renzi, Gaffuri e Traglio hanno discusso tra boccali e patatine: un polo di centro, moderato, liberale ma dalle istanze progressiste – quello che in città già è nato unendo Italia Viva, Azione e +Europa sotto l’egida “Agenda Como 2030” – che si ponga come interlocutore forte di un rassemblement orientato sul centrosinistra, privo di ali estreme ed eventualmete amichevole anche con la parte di Forza Italia lontana dal tandem sovranista Fratelli-Lega.

Il ruolo di Traglio? Candidato sindaco, ovviamente. E lo stesso interessato non fa nulla per nascondere quanto sia reale la tentazione.

“Sì, avrei voglia di farlo. Non ho deciso, ci sto pensando. Nonostante cinque anni difficilissimi in consiglio comunale, ho anche imparato molto e davvero mi rincresce vedere la città ridotta in questo modo – spiega Traglio – Provo il grande disagio di non avere subito la certezza di poterlo fare, per mie questioni professionali. Ma la spinta, il desiderio di lavorare per la città non sono scomparsi, tutt’altro”.

“Siamo davanti un momento storico, dopo la pandemia – sottolinea ulteriormente Traglio – Nei prossimi anni ci saranno le risorse economiche anche per pensare in grande, ma bisogna arrivare pronti a certi appuntamenti. E questo nel mandato Landriscina non si è mai percepito. Servono visione e progetti di grande respiro che possano portare a Como capitali, personalità di alto livello, investimenti. Una serie di leve che possano fare di Como un punto di riferimento per tutto: dagli impianti sportivi al destino della Ticosa, dall’alta formazione alla cultura e all’ambiente, dai giovani al turismo. Questo è per me la tanto evocata Grande Como, che non finisce ad Albate o a Camerlata ma coinvolge un intero territorio su sfide e orizzonti che comprendano sì la buona amministrazione di una città, dei suoi servizi, dei suoi quartieri, ma riesca anche a guardare oltre, a interfacciarsi con grandi realtà come Milano. Con benefici per tutta Como e per ogni cittadino, tra l’altro”.

“E’ inutile avere una macchina con un motore da 500 cavalli, come io ritengo questa città, se poi non sei in grado di avviarla e di guidarla”, conclude come un fiume in piena Traglio, con un entusiasmo percepibile che sembra già rimpicciolire gli ostacoli a una nuova discesa in campo.

Un gongolante Alberto Gaffuri – ideatore primigenio di questa mossa, con tanto di beneplacito di Matteo Renzi in presenza – aggiunge i confini dell’operazione nascente: “La città ha bisogno di persone con idee chiare, convinzione e visione. L’attenzione su questa città va alzata, Como lo merita e non può essere solo ostaggio delle decisioni che calano dall’alto da Salvini o Meloni. Mettere insieme le forze in “Agenda Como 2030″ è già stato un segnale: esiste un’area centrale, liberale, che si mette a disposizione con idee e personalità per il bene unico della città e del territorio. Individuare le chiavi per attrarre capitali, investimenti, sviluppo, figure e relazioni di livello internazionale è la nostra missione. Traglio? Beh, serve un cocchiere che traini la carrozza…”.

Ma il perimetro dell’operazione qual è? E’ sempre Gaffuri che risponde: “Di sicuro escludiamo le forze estreme che hanno governato fino ad ora Como. Se il Pd, guardando al campo del centrosinistra, è interessato a prospettive diverse, a collaborare insieme per una svolta vera, a dialogare senza pregiudizi per il bene della città, noi ci siamo lealmente. Se poi anche quel mondo certamente moderato che gravita attorno a Forza Italia, e in particolare intendo la parte che guarda altrove rispetto ai sovranismi, volesse ragionare, noi non abbiamo pregiudizi”.

Finisce così, l’incontro in due atti con Matteo Renzi e con la coppia Gaffuri-Traglio. Forse però, politicamente, a Como inizia un terzo atto molto interessante.

6 Commenti

  1. Adesso iniziamo a divertirci. Il Partito Democratico cosa farà? E se il PD, pur di tenere unita l’intesa con i 5Stelle, proporrà un altro candidato quanti voti perderà per strada? Il PD nelle ultime votazioni è stato il primo partito in città ma le ultime votazioni si riferiscono a un Partito che aveva al suo interno Azione, Italia Viva, ecc. Ci sono le incognite di Como Comune e Civitas che qualche voto al PD lo porteranno via sicuramente. E poi si sa, le amministrative non sono le politiche: il programma per la città e i quartieri, il candidato, le liste civiche associate, le coalizioni, i vicini di casa, parroci e perpetue e le antipatie reciproche muovono tanti voti. E se il Partito Democratico deciderà di non appoggiare Traglio, si formerà una coalizione moderata di centro con pezzi di Forza Italia e qualche fuoriuscito illustre di qualche lista civica e di qualche partito di centrodestra? Mah…. In ogni modo il divertente inizia ora. L’aveva detto il Capitano che Como sarebbe potuta diventare un laboratorio nazionale. Chapeau ad Alberto Gaffuri e a quelli che gli stanno intorno. Ho l’impressione che il rapporto con Renzi sia tutto suo ma chi l’ha consigliato, ha esperienza politica da vendere. Chissà se anche lui è iscritto a Italia Viva?

  2. Traglio chi ??? Quello che anni fa partecipò alla cordata formata da Berlusconi apposta per non vendere l’Alitalia ai francesi ?? Che poi ce la siamo tenuta (e ce l’abbiamo ancora) sul gobbo ??? Bell’esempio di possibile candidato “progressista”, di “centrosinistra” o “dem” che dir si voglia…

  3. Errare è umano , perseverare diabolico.
    Sembra lo facciamo apposta per consentire alla banda del papeete di governare ancora in città nonostante i disastri fatti in 25 anni non-governo.

  4. Ancora Traglio Landrascina con spettatori Rapinese e Magatti? Meraviglia!! Como città dell’eterna giovinezza, dove il tempo è praticamente fermo.

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