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Politica

Tassa rifiuti, capitolo III. Civitas contro Galli: “La banalità della verità, gli assessori non firmano contratti”

Il più classico dei ping-pong.

La questione tassa rifiuti a Como anima uno scontro indiretto tra l’assessore al Verde, Marco Galli, e la civica Civitas.

Con ordine. Dopo il dibattito in consiglio, la lista guidata da Bruno Magatti e rappresentata in consiglio da Guido Rovi ha accusato:

Tari a Como, durissima Civitas: “Altro aumento, stavolta del 2.5%. E i comaschi pagano per gli evasori”

Tosta e lesta è arrivata la replica del diretto interessato:

Tari, dopo le accuse di Civitas Galli a muso duro: “Applichiamo il contratto firmato da Magatti. Non se lo ricordano?”

Ma alla tenzone non si addice una rapida chiusura così stamani la Civica ha voluto controreplicare con una nota intitolata “La banalità della verità”. Eccola:

LA BANALITA’ DELLA VERITA’

Abbiamo letto con cura e attenzione le esternazioni dell’assessore Galli. Avvertivamo la necessità di dover mettere in fila i fatti reali che smentiscono le parole dello stesso assessore.

 Vogliamo premettere che gli assessori non firmano i contratti né i bandi di gara d’appalto: è un compito esclusivo del dirigente.

La scorsa gara d’appalto, infatti, ha visto la firma del dirigente del settore ambiente il 16 giugno 2010 (n.17/2010 registro di settore sett2-A06, con numero di registro generale n. 853). Chiunque può verificare che l’assessore all’ambiente aveva nome Peverelli e la Giunta era quella del Sindaco Bruni.

 Dal 2012 l’allora assessore Magatti ha gestito al meglio la gara già avviata dalla precedente amministrazione e il conseguente contratto con Aprica, seguendo il settore e portandolo a risultati molto importanti: compimento della raccolta differenziata in tutto il territorio comunale, attenzione alla gestione fino al raggiungere l’obiettivo di una minore spesa tari nel 2016, portando il livello di differenziata dal 35% al 70%.  Nel 2008 dai banchi della minoranza del consigliere Magatti è stato il promotore e presentatore di quella delibera d’indirizzo che ha determinato la svolta per la città e introdotto le direttive che, una volta tradotte nel bando di gara, hanno portato la raccolta differenziata (delibera n. 51 del 13 ottobre 2008, approvata il 17 novembre 2008), approvata all’unanimità

 Chiunque sostenesse fatti differenti da questi non starebbe sostenendo il vero.

 Per quanto riguarda l’aumento del + 2,5% annuo si tratta di un dato di fatto. La spesa per il 2019 si attestava a 13.438.304,00 Euro, per il 2020 la spesa è stata di 13.777.450,00 Euro con un aumento del + 2,51%. Vogliamo far notare come dal 2018, ossia con questo assessore, la spesa della TARI è aumentata di oltre mezzo milione di Euro (547.450 €, era infatti 13.230.000,00 €) e se l’aritmetica non è stata riformata in questi ultimi giorni ciò equivale a un incremento dal 2018 al 2020 del + 4,1% invertendo il trend positivo degli anni precedenti.

Ristabiliti i fatti (che ogni cittadino può facilmente verificare controllando le proprie cartelle esattoriali relative agli ultimi anni), le parole dell’assessore Galli risuonano come quelle di chi vuol dare l’impressione di parlar di cose che conosce ma che in realtà svelano una imbarazzante conoscenza davvero superficiale di ciò di cui tratta. .

 Ribadiamo, anche perché sostenuto da Rosaria Imparato sulla rivista Money, che la riforma è stata pensata per ridurre i costi ai cittadini e garantire una maggiore equità. Galli ha fallito la sua missione come assessore all’ambiente non centrando alcun obiettivo. Avvertiamo che ha avuto tutto il tempo e tutti i fondi utili per aumentare la differenziata e ridurre i costi del servizio. Sottolineiamo che già l’anno scorso con una mozione a firma Aleotti e Magatti era stata posta l’esigenza di sperimentare la così detta tariffa puntuale per centrare gli obiettivi di minor costo, equità e accertamento della spesa.

Dinanzi alle parole dell’assessore, smentite dai fatti, e al suo deficitario operato, gli suggeriamo di rivalutare se continuare nel ruolo che oggi gli compete senza alcuna competenza.

 

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