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Una voce politica sul caso nidi: “Il sindaco sacrifica i diritti dei bambini al bilancio. Como città solo per turisti”

Sulla decisione di chiuder due asili nido a Como e sulla scelta di accogliere bambini residenti fuori dal capoluogo sempre nei nidi ma facendo pagare 15mila euro ai Comuni di residenti (qui la cronaca), interviene Sinistra Italiana – unica voce di tutto il panorama politico – con una nota dal titolo “Welfare? No grazie”. La pubblichiamo di seguito.

Un Sindaco ha il dovere di porre in essere tutte quelle azioni, beni e servizi per poter promuovere il benessere delle persone. Al primo cittadino di Como, tuttavia, interessa solo il bilancio e per quest’ultimo sacrifica anche i diritti dei bambini.

Lo abbiamo visto con la chiusura degli asili nido e lo vediamo adesso con la proposta di far pagare ai comuni di residenza il costo (quantificato in ben 15.000 euro!) di ogni bambino non residente in città che voglia iscriversi a Como.

Ormai è chiaro. Anche i bambini sono solo un numero per questa amministrazione. Non importa se i genitori lavorano a Como e hanno la necessità di usufruire di un servizio di asilo nido in città. Non è una città per bambini. Non è una città per i giovani. Como è diventata una città ad uso e consumo dei turisti. Incassare tanto ma servizi zero.

L’amministrazione di una città passa attraverso il benessere che si garantisce ai propri cittadini. Il benessere passa attraverso la garanzia di uno stato sociale che permetta di usufruire di beni e servizi con costi ragionevoli. Non ci stancheremo mai di ripeterlo. Ma a Palazzo Cernezzi da quell’orecchio non vogliono sentirci.

Gianluca Giovinazzo, Coordinamento provinciale Sinistra Italiana Como

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