Parole destinate a far discutere quelle pronunciate oggi dal deputato della Lega – nonché consigliere comunale a Como – Claudio Borghi Aquilini alla Camera. Rispondendo al discorso del premier Conte, Borghi si è lanciato in un confronto costituzionale tra diritto alla salute e diritto al lavoro, mettendoli inizialmente in pari ma poi di fatto classificando il secondo come decisamente precedente rispetto al primo.
“Lei ha detto che il diritto alla salute è prelimiare su tutti gli altri diritti costituzionali – ha affermato Borghi – Ma lei come si permette di fare una scaletta dei diritti costituzionali? Sono tutti importanti alla stessa maniera”.
“E se i numeri qualcosa contano – ha però aggiunto il deputato e consigliere comunale a Como della Lega – il diritto della tutela della salute è al numero 32, il diritto al lavoro è al 4. E le ricordo l’uno, che dice che l’italia è una repubblica democratica, dove si decide tutti assieme e dove non decide lei, fondata sul lavoro, quindi non fondata sulla salute e sui dpcm. E la sovranità appartiene al popolo”.
“Quindi vediamo di riportare le cose in un ordine costituzionale perché il momento è grave”, ha concluso il passaggio specifico Borghi.