RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Punti di vista

Como, nell’area Ticosa una possibile risposta strategica all’invasione dei pullman turistici

In questi giorni, a coronamento di una tendenza chiaramente precedente ma che sembra ormai vicina a un punto critico, abbiamo dato conto ripetutamente della (pacifica) invasione dei pullman turistici praticamente a ogni angolo della città. Da piazza Roma, dove quei mezzi sono appena stati sfrattati, ai nuovi stalli appositamente creati in viale Innocenzo, dalle colonne in zona stadio fino al caso inedito (e piuttosto assurdo) dell’improvvisata fermata sul lungolago, fino alla zona effettivamente deputata in via Regina: non c’è angolo di Como che non debba fare i conti con l’arrivo e la sosta più o meno regolare di enormi bus carichi di visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo. Fenomeno non negativo in assoluto ovviamente: l’altro lato della medaglia coincide con il giungere a Como di tanti turisti che portano anche lustro alla città, contribuiscono all’economia, determinano la nascita di nuovi posti di lavoro. Però è chiaro che – persino tralasciando la pur ampia e necessaria riflessione in corso sulla reale sostenibilità di certe masse in arrivo su un territorio piccolo e per molti aspetti fragile – almeno un problema puramente pratico e fisico si pone, anzi, si è già posto con la massima evidenza: l’impatto dei pullman su una viabilità cittadina che già di suo soffre di problemi ampiamente noti e sperimentati sui propri nervi da migliaia di comaschi.

E’ del tutto evidente, tra l’altro, che – a meno di “incidenti” epocali e difficilmente prevedibili, vedi Covid – questa tendenza sembra destinata a crescere ancora nei prossimi anni, piuttosto che calare o anche soltanto a stabilizzarsi. Ergo, il trend va come minimo assecondato nel migliore dei modi, se non si vuole almeno ambire a governarlo alla perfezione. Come fare, dunque, a garantire ancora l’arrivo in città dei pullman turistici cercando contemporaneamente di minimizzarne l’impatto negativo su mobilità e in definitiva vivibilità? Forse il programma del sindaco Alessandro Rapinese può venire in aiuto, con giusto una piccola miglioria.

E’ noto, infatti, che il primo cittadino punta moltissimo sulla creazione di un nuovo maxi parcheggio nell’ex area Ticosa. E se nell’ultima campagna elettorale l’allora aspirante alla fascia tricolore dichiarava di voler realizzare circa 600 posti auto nella vasta pianata, poche settimane fa – in virtù di ulteriori affinamenti al progetto in itinere – lo stesso Rapinese aveva alzato l’asticella fino a mille. Numero notevole, a cui peraltro l’amministrazione punta ad aggiungere almeno altri 500 stalli a pochi metri di distanza, cioè nel futuro parcheggio previsto nell’area ex Stecav di viale Innocenzo. Insomma, quando entrambi i progetti diventassero realtà – e al netto di alcuni inevitabili ostacoli tecnici ancora da superare (soprattutto la bonifica della Ticosa) o trafile meramente burocratiche tutt’ora da concludere, non c’è ragione particolare per credere che il traguardo venga mancato – la fame di parcheggi-auto nella zona centrale e semicentrale di Como troverebbe una risposta di peso. Ma qui ci permettiamo di inserire uno spunto in più.

Ignorando se il Comune abbia in mente altre soluzioni magari inesplorate o ancora in fase di studio per dare una risposta al tema specifico dei bus turistici nel breve-brevissimo termine (e se fosse così, complimenti: davvero difficile oggi immaginare zone così ampie e inutilizzate da destinare in poche settimane alla ricettività dei “bestioni”), allargando un po’ più lo sguardo si potrebbe tornare sempre alla Ticosa. E magari, abbassare di nuovo la recente quota dei mille posti per le sole automobili, scendendo alla soglia della scorsa campagna elettorale (circa 600, che comunque pochi non sarebbero affatto), “sacrificando” una parte delle futura area proprio per accogliere i pullman, evitando che si intruppino per la viabilità del centro già sofferente, avendo comunque un’ottima base per raggiungere a piedi le zone maggiormente turistiche di Como in pochi minuti, e magari dotando quella specifica porzione di spianata di qualche servizio utile per un’accoglienza moderna (bagni pubblici, in primis).

E’ una proposta tutto sommato minimale e semplice, per quanto da calare nella fattibilità pratica che non possiamo azzardare noi qui, ma che forse potrebbe donare un senso reale a quell’aggettivo tanto abusato nei decenni in relazione all’area Ticosa: “strategica”. Ecco sì, forse in relazione al governo del turismo a Como dei prossimi anni (o almeno a un suo pezzettino), il senso di una scelta simile potrebbe evocare quel profilo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo