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Como tra folla e lasagne enormi. Lorenza Ceruti: “Turismo globalizzato che ammazza l’anima del centro. Stop gite ai pullman di giornata”

In una città sempre più “turistacentrica” in cui il destino di ogni casa o negozio che si libera, e persino ogni decisione urbanistica (si veda ad esempio il sempre rovente tema dei parcheggi), è in funzione di chi in città trascorre al massimo qualche giorno e non di chi ci vive, chi prova a dire che gestire così il turismo equivale a un suicidio, spesso è additato come un retrogrado, e inutile brontolone da liquidare con i soliti “se non ti sta bene vai a vivere fuori città” (salvo poi lamentarsi che i residenti calano). Ma per fortuna ogni tanto si levano voci come quella di Lorenza Ceruti, un nome che torna spesso sulle nostre pagine (la trovate qui) perché una dei pochi comaschi (comunque non l’unica) a saper leggere l’anima della città ma, soprattutto, a non aver paura di esporsi per dire che no, così la stiamo uccidendo, travolti da una bulimia incontrollata in cui “più siamo e meglio è”, e chissenefrega se poi tutto questo si rivelerà un boomerang per Como e forse, a lungo andare, anche per il turismo stesso.

Lorenza Ceruti – Ph: Carlo Pozzoni

E questo è il caso di un post che l’architetto e fotografa comasca ha pubblicato oggi in cui condanna quello che definisce “urbanicidio, cioè il turismo di massa che ammazza l’anima del centro storico”. Tutto è nato osservando un turista mangiare un’enorme porzione di lasagne in un ‘ristorante’ che di vera cucina aveva ben poco – racconta Ceruti che abbiamo contattato per approfondire il suo punto di vista – mi sarei persino voluta fermare a questo, a come non siamo capaci di trattare come si deve chi visita la nostra città ma poi ne è nato un pensiero più articolato che, sia chiaro, non ‘turismofobico’, contro il turismo, ma è contro il modo in cui lo stiamo gestendo”.

Con centinaia di persone che si riversano in una città oggettivamente piccola, strade perennemente intasate, code alle biglietterie e infrastrutture che non reggono un flusso del genere, il destino di Como pare segnato, almeno secondo Ceruti. O forse no.

Non so, forse troppo ottimisticamente, ma penso che Como, sia ancora in tempo per non rotolare verso quello che sembra un destino ineluttabile, come già successo in altre città, di essere diventate ormai solo fondale per un clic da mettere nella propria pagina social – scrive infatti nel suo post – certo anche Como, in breve tempo, sta subendo trasformazioni e sembra voglia assumere sembianze da ‘villaggio turistico’: trasformazione di molti appartamenti in B&B, interi edifici in alberghi e in ogni dove l’apertura di bar e ristoranti che servono la qualunque […]. Diciamo che manca totalmente la “territorialità” del cibo. La tendenza sembra essere quella che porta all’eliminazione di ogni forma locale. Anche di chi abita in centro! Questo appunto porta solo ad un urbanicidio e alla conseguente perdita di identità di una città. Magari si potrebbe pensare di offrire alternative (anche solo luoghi belli dove stare) al solo selfie sfondo lago, come la botticelliana immagine che sbafa il trancio di pizza con il fondale di Bellagio che ci ha fatto indignare”.

La soluzione? “Eliminare, o almeno regolamentare, le gite del pullman giornalieri come sta già pensando di fare Firenze – è la risposta provocatoria, ma non troppo – Como è già fin troppo satura e non ha bisogno anche di quel tipo di turisti che non pernottano in città, non hanno il tempo di entrare nei negozi o di mangiare in un ristorante ma la attraversano e vanno via verso altre mete”.

So bene che ci vuole coraggio per fare certe scelte, ma quello che altrove ci insegnano è che le grandi masse distruggono la città – conclude Ceruti – e la soluzione non credo possa essere aggiungere barche sul lago perché non ce ne sono per accontentare tutti i turisti o creare altri mille parcheggi, perché questo significa solo portare altre mille persone o più che la città non può reggere”.

Qui il post completo di Lorenza Ceruti:

Non è un post TURISMOFOBICO! È solo un punto di vista di una che abita in centro! A cosa sto assistendo? Al cosiddetto URBANICIDIO, cioè il turismo di massa che “ammazza” l’anima del centro storico! Quando scrivo turismo di massa non lo intendo in senso dispregiativo (turismo ignorante o altro) lo intendo come quantità! E questo è un dato di fatto!! Anche perché ormai siamo tutti comunque turisti che fanno massa, turisti globalizzati! Anche i comaschi lo diventano in altre parti del mondo!

Una quantità che Como non può reggere per le sue caratteristiche per le sue dimensioni e infrastrutture. E lo vediamo…congestione di alcuni spazi e stress di servizi pubblici, traffico che immobilizza per tempi davvero troppo lunghi. Non so, forse troppo ottimisticamente, penso che Como, sia ancora in tempo per non rotolare verso quello che sembra un DESTINO INELUTTABILE, come già successo in altre città, di essere diventate ormai solo FONDALE per un clic da mettere nella propria pagina social!!

Certo anche Como, in breve tempo, sta subendo trasformazioni e sembra voglia assumere sembianze da “villaggio turistico”: trasformazione di molti appartamenti in B&B, interi edifici in alberghi e in ogni dove l’apertura di bar e ristoranti che servono la qualunque. Passando al fianco dei numerosi tavolini che occupano il suolo pubblico si possono vedere dalla macro porzione di lasagna, allo straripante trancio di pizza, dal risotto ai funghi alla piadina romagnola, per non parlare di piatti “esotici”. (Io a mangiare le lasagnone che ho visto ieri…neanche se me le regalano!) Diciamo che manca totalmente la “territorialità” del cibo.

La tendenza sembra essere quella che porta all’eliminazione di ogni forma LOCALE. Anche di chi abita in centro! Questo appunto porta solo ad un URBANICIDIO…e alla conseguente perdita di identità di una città. Magari…offrire alternative (anche solo luoghi belli dove stare), al solo selfie sfondo lago, come la botticelliana immagine che sbafa il trancio di pizza con fondale Bellagio che ci ha fatto indignare! Un po’ provocatoriamente (ma neanche troppo) per iniziare eliminerei le gite dei pullman giornalieri…come vuole fare Firenze!”.

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