Newslab
Punti di vista

“Dare continuità alla mobilitazione sociale, a serve Como ricostruire i luoghi della partecipazione”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Mario Dagnino con una proposta per il rilancio della partecipazione a Como. Di seguito il testo integrale.

 Como, ricostruire i luoghi della partecipazione

Lo sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 20 novembre, nella stessa giornata della mobilitazione internazionale degli studenti, offre un’occasione per interrogarsi su queste divisioni. Le iniziative del 30 ottobre, che hanno interessato anche Como, hanno già espresso una volontà di mobilitazione contro le politiche economiche, la guerra e il riarmo. La questione è come dare continuità a queste esperienze, costruendo rapporti che vadano oltre le singole giornate di protesta.

Nel Comasco esiste un patrimonio di associazioni, circoli, organizzazioni sindacali, realtà studentesche e comitati che intervengono su questioni sociali, ambientali e culturali. Esperienze differenti, spesso capaci di mobilitare energie importanti, che potrebbero trovare nuove occasioni di confronto a partire dalle condizioni materiali delle persone.

Il costo dei trasporti riguarda studenti e lavoratori; quello delle abitazioni condiziona l’autonomia dei giovani e il reddito delle famiglie. La difesa della sanità e della scuola pubblica coinvolge tutte le generazioni, mentre precarietà e bassi salari incidono tanto sulle condizioni presenti quanto sulle prospettive future. Riconoscere questi legami significa individuare interessi comuni senza cancellare le differenze.

Ci servono luoghi di discussione, confronto e proposta. Spazi accessibili nei quali lavoratrici, lavoratori, studenti e associazioni possano incontrarsi, mettere in comune esperienze e conoscenze, individuare obiettivi condivisi. Luoghi nei quali la partecipazione abbia la possibilità di incidere sulle decisioni, anziché esaurirsi nell’ascolto di posizioni già definite.

Le Camere del Lavoro, i circoli, le sedi associative e gli spazi civici rappresentano una possibile risorsa. Valorizzarli significa anche aprirli maggiormente al confronto fra esperienze diverse, recuperando quella funzione di aggregazione sociale che ha accompagnato tanta parte della storia del movimento dei lavoratori.

La questione riguarda direttamente la democrazia sindacale. La rappresentanza si rafforza attraverso il coinvolgimento di chi lavora, la discussione collettiva delle rivendicazioni e la possibilità di verificare le scelte compiute. Allo stesso tempo, il rapporto con i movimenti studenteschi e sociali può ampliare la capacità del sindacato di intervenire sulle trasformazioni economiche che attraversano il territorio.

Un primo passo potrebbe essere promuovere a Como un’assemblea territoriale aperta, nella quale delegati, lavoratori, studenti e associazioni disponibili possano confrontarsi sulle questioni comuni. Un incontro costruito attraverso il dialogo fra le realtà interessate, senza pretendere uniformità di posizioni, dal quale far emergere alcune priorità e possibili iniziative condivise.

Sarebbe importante riconoscere ai giovani un ruolo effettivo nell’elaborazione delle proposte. Chi oggi studia vive già le conseguenze di decisioni che determineranno le sue future condizioni di lavoro e di vita. Il confronto fra generazioni può diventare una risorsa quando ciascuna parte conserva la propria autonomia e contribuisce alla costruzione di obiettivi collettivi.

La partecipazione richiede continuità. Individuare problemi, discuterne le cause, formulare rivendicazioni, costruire mobilitazioni e verificarne i risultati sono passaggi di uno stesso processo. Anche il conflitto sociale acquista maggiore forza quando si sviluppa attraverso relazioni durature e una consapevolezza condivisa.

Il 20 novembre potrebbe rappresentare un’occasione per avviare questo percorso nel territorio comasco. L’obiettivo non sarebbe aggiungere un’altra sigla o una nuova struttura organizzativa, ma favorire l’incontro fra persone ed esperienze che già esistono, rafforzandone la capacità di iniziativa collettiva.

La democrazia vive anche nella possibilità quotidiana di organizzarsi e incidere sulle scelte economiche e sociali. Ricostruire questi spazi significa restituire al lavoro e alle persone un ruolo attivo nella trasformazione del territorio.

Como ha bisogno di luoghi nei quali le idee possano diventare proposte, le proposte rivendicazioni e le rivendicazioni azione collettiva.
Mario EUnAltraStoria

© RIPRODUZIONE RISERVATA